sabato 18 aprile 2015

L'Italia dei finti sorrisi

C'era una volta un popolo di santi, poeti, navigatori.
Poi è diventato, per la costituzione, un popolo di lavoratori, per trasformarsi gradualmente in un popolo di allenatori di calcio, politici da salotto, radicalchic, opinionisti.
Da qualche anno però, siamo diventati anche il popolo dei facebookers, e iconizziamo le nostre vite attraverso infiniti scatti/autoscatti da tramandare ai posteri. Vista la qualità media, potremmo solo tramandarla ai nostri posteriori...

Comunque sia...chiunque di noi sì è fatto almeno un selfie o ha messo una sua foto su una qualsiasi piattaforma web, in questo non c'è nulla di strano; la cosa interessante da notare non è tanto la foto in sé, che potrebbe essere un capolavoro artistico come una cagata pazzesca, quanto il "backstage" che spesso si nasconde dietro troppi, numerosi sorrisi di plastica.
Quando qualcuno sorride, non si limita a tirare in su le labbra e mostrare i denti: quello lo sanno fare anche gli animali, che utilizzano i nostri stessi muscoli appositamente per mostrare le aguzze armi che hanno in bocca e trasmettere aggressività. Se ci fate caso, in molte foto che vediamo (di selfie o meno) possiamo riconoscere un sorriso finto semplicemente dal fatto che chi lo "regala" al mondo arriccia il naso e mostra i denti: esattamente come fa un animale in procinto di attaccare o che sta portando avanti una minaccia.

Ci sono persone che riempiono i loro spazi virtuali con queste foto terribili, che mettono paura e che le rendono più simili a degli squali piuttosto che alle persone felici e spensierate che vorrebbero apparire.
Ho visto foto con sorrisi talmente disperati da farmi salire le lacrime, con occhi che facevano trapelare l'inferno ma con la bocca all'insù.

Ma nella netiquette dei social network, falsa proprio come la serie di regole che ci portiamo appresso nel mondo fisico, ci affrettiamo a mettere i nostri like per compiacere il prossimo. Quel prossimo che, una volta scattato il selfie o fattosi fare la foto, ritorna nel suo mondo assolutamente diverso da quello che si è dipinto come "immagine di copertina"  (o di facciata).

C'è una frase, attribuita a Benigni, che desidero riportarvi:
"Ridi sempre, ridi. Fatti credere pazzo, ma mai triste. Ridi anche se ti sta crollando il mondo addosso, continua a sorridere. Ci sono persone che vivono per il tuo sorriso e altre che rosicheranno quando capiranno di non essere riuscite a spegnerlo"

Se posso permettermi, e con tutto il rispetto per Benigni, questa è una clamorosa, emerita, gigantesca stronzata.
Una stronzata creata dai condizionamenti che la cultura ci impone: è così brutto, quando siamo tristi, se gli altri scorgono il nostro vero stato d'animo? Magari potrebbero darci una mano, aiutarci se capiscono che abbiamo un problema.
E' meglio un sorriso mostruoso, che essere sé stessi una volta tanto?
Ma soprattutto, siamo proprio sicuri che chi ha spento il nostro sorriso sià lì a rosicare e a vedere quelli finti che propiniamo per facciata?

Non sarebbe meglio essere onesti, ogni tanto?


Il sorriso di una persona è sacro, è la conseguenza di uno stato d'animo positivo, di un'idea brillante, di una battuta appena sentita, di un'emozione che accende il cuore. Il sorriso di un essere umano viene da dentro e porta fuori queste sensazioni: gli occhi si illuminano, il viso si distende, e i denti mostrati appaiono come un invito alla pace piuttosto che all'attacco.
Il sorriso vero contagia chi ci sta intorno, e lo riconosciamo subito.
Ma per "educazione" e condizionamenti culturali, accettiamo anche quelli finti che "non sta bene far notare le cose che stonano".


E' meglio un sorriso vero ogni cento anni che diecimila sorrisi finti ogni tre secondi.
E' meglio una singola foto che cattura la nostra attenzione delle tante che cercano di ostentare ciò che non si ha dentro.
Chi si scatta foto con finti sorrisi, avvelena anche te.
Se non hai il coraggio di dirgli di smettere, abbi la dignità di non compiacerla con dei pietosi like.




domenica 22 marzo 2015

Non cambiare mai

Dodici anni fa circa, lungo il tortuoso percorso che è la mia vita, ho incontrato una persona meravigliosa.
Un raggio di sole così luminoso e vivido da lasciare una traccia indelebile a distanza di tanti anni.
All'epoca ero una simpatica e cinica testa di cazzo, e coglievo ogni occasione per scaricare con il mio sarcasmo la rabbia che covavo nei confronti del mondo. Spesso la gente rideva, non capendo quanto in realtà non la stessi semplicemente prendendo in giro ma aggredendo e denigrando ferocemente, ma questo è un altro argomento...
La persona in questione era un ragazzino di 22 anni, con il sorriso più bello e vero che abbia mai incrociato il mio sguardo. Era il sorriso di un bambino felice e pieno di vita, sicuro delle sue forze, che si fissava degli obiettivi e li raggiungeva perchè "così vanno le cose, tu decidi ti muovi in quella direzione e prosegui".
Lui mi ha fatto uno dei regali più belli che mi sia mai capitato di ricevere, ha creduto in me quando io neanche sapevo chi fossi.
Piano piano ha smontato il mio cinismo, lasciando in me copiose tracce di sarcasmo (quello non andrà mai via), ma facendomi vedere un aspetto che io avevo sempre trascurato: la mia capacità di accogliere e "vedere" le persone con le quali entro in contatto.
Con lui ho anche fatto una fantastica scoperta, di quelle che ti cambiano la vita: ho imparato a verbalizzare l'affetto e l'amore che nutro nei confronti di chi mi è caro.
Ricordo ancora come se fosse oggi, un giorno stavamo lavorando e lui mi dice
"Senti, ma tu mi vuoi bene?"
Io stavo per dargli una delle mie solite rispostacce ciniche, ma poi l'ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto
"Ti voglio un mondo di bene"
Per come ero abituata, pensavo mi si sarebbe aperto il pavimento sotto i piedi che mi avrebbe inghiottito immantinente, e invece... sorpresa delle sorprese, ho ricevuto in cambio un sorriso che non dimenticherò mai.
Un sorriso che anche adesso a distanza di anni mi conforta quando mi sento un po' giù, perchè quello è stato uno dei momenti che hanno cambiato la mia vita in meglio.
Quel giorno gli dissi "Ti prego, resta così come sei, non lasciare che la vita ti abbatta, non cambiare mai".

Un anno dopo, ero in ferie al mare quando i colleghi mi hanno chiamata per dirmi che quel ragazzino meraviglioso era morto.
Quella volta la terra sotto i piedi mi si aprì per davvero, ma purtroppo non mi inghiottì.

Non c'è modo di spiegare la rabbia che si prova di fronte ad un'ingiustizia grande quanto quella di una morte inutile come la sua, e non c'è modo di descrivere il dolore per una bellissima vita spezzata troppo presto.
Troppe volte ho pensato e ripensato alla frase che gli dissi, "non cambiare mai", di come fosse stata tragicamente profetica: non sarebbe mai cambiato, purtroppo.

Ma al di là del dolore che ancora c'è a distanza di oltre dieci anni, e con molte altre esperienze sulle mie povere spalle, i regali che mi ha fatto sono rimasti in me, e sono cresciuti insieme a me.
Se io non gli avessi detto il bene che gli volevo, me ne sarei pentita. Da allora mi premuro sempre di esprimere i miei sentimenti, anche a costo di sembrare ripetitiva: credo che sia importante dire alle persone quanto le amiamo, e altrettanto importante sentirselo dire.

Grazie a lui, ho imparato a sorridere: ti cambia la giornata, garantito. E cambia il clima intorno a te.

Non ho perso la mia vena combattiva e il sarcasmo, e sebbene a volte mi sia un bel po' smarrita lungo la strada, ho sempre ricordato quello che il ragazzino aveva fatto per me: spesso non riusciamo a credere in noi stessi o a scorgere quanto di bello abbiamo dentro, a volte però basta che qualcuno creda sinceramente in noi per darci la spinta giusta a vederci da un'altra prospettiva.
Avendo io uno spiccato spirito di osservazione, mi capita di frequente di fare attenzione sia ai difetti che ai pregi delle persone. E' molto istruttivo notare quanto non ci rendiamo conto del potenziale che abbiamo dentro e della resistenza che facciamo se qualcuno ce la mette davanti agli occhi.
Certo, per carità, a guardare dentro parecchie persone si vede solo il segnale di fine trasmissione dei vecchi canali rai, ma a quel punto non è necessario dire proprio tutto al prossimo :-P


Se il mio amico fosse ancora vivo, non gli augurerei però di "non cambiare mai"
Cambiamo  idee, liquidi corporei, aria nei polmoni, lavoro, partner, taglio di capelli, gusti letterari...
Ed è nelle leggi di natura cambiare, modificarsi, evolvere.
Quello che dovremmo fare è invece mantenere la nostra interezza, o integrità, non smettere di credere in noi stessi e non farci vincere dalla paura.
Il mio amatissimo collega non ci è arrivato a farsi piegare dalla vita, dalle mille paure che attanagliano i nostri pensieri e guidano i nostri comportamenti: non ha dovuto indossare il vestito di Fantozzi per mantenere il suo posto di lavoro, o piegare la testa per pagare il mutuo di case le rate del telefonino e il leasing della macchina, non è dovuto diventare un borghese con una fede al dito perchè qualcuno lo ha convinto che farsi una famiglia è la naturale e unica evoluzione di un essere umano.

Se fosse ancora vivo gli direi:
"Vivi la tua vita, soffri, fai il bastardo, fai tutte le esperienze possibili ma rimani sempre fedele a te stesso. Ascolta te stesso, i segnali che ti arrivano, e non tradirti mai. Non fare quello che il resto del mondo fa per convenzione noia o abitudine, ma quello che senti possa andar bene per te. Rimani integro, non scendere mai a compromessi che potrebbero spezzarti e fottitene di chi non ti capisce. Cambia, e continua a credere in te"

Che è un po' quello che auguro a me e a tutti coloro che hanno il coraggio di provare ogni giorno a essere sé stessi, nonostante il mondo ci remi contro.


venerdì 13 marzo 2015

In memoria di Silvio Paoselli

Silvio Paoselli era un mugnaio.
Girava per i vari siti della fantastica realtà itinerante che è il Mercato Contadino dei Castelli Romani dispensando consigli, offrendo cibo, e vendendo le sue ottime farine.
Silvio aveva un mulino sperimentale, in provincia di Rieti, che si era costruito pezzo dopo pezzo.
Nel suo mulino laboratorio conciliava la tradizione con l'innovazione, e aveva fatto di quella passione la sua ragione di vita.
Si sa come vanno le cose qui in Italia, la passione spesso non paga le bollette e lo Stato sovvenziona solo i "grandi numeri", lasciando privi di ogni tipo di aiuto sociale ed economico migliaia di piccole realtà che con coraggio ed estrema fatica cercano di portare avanti il loro lavoro, lontano anni luce dal mainstream o dagli accecanti riflettori di eventi per le allodole (vedi Expo).
Silvio era in difficoltà, e le banche si sono prese il suo mulino, vendendolo all'asta.
Chi lo ha comprato gli ha persino impedito di riprendersi l'antica macina appartenuta al padre, e poco dopo di Silvio si sono perse le tracce.
Il suo corpo privo di vita è stato ritrovato nel lago del Salto, Silvio si è arreso.
Oggi sono andata, dopo mesi, al mercato Contadino del venerdì, alle pendici di Frascati, e i suoi colleghi mi hanno raccontato la storia di questa persona buona, generosa.
Sono sconvolti, non solo per aver perso un ottimo collega e un caro amico, ma per l'ingiustizia di uno stato che toglie speranza a chi lotta ogni giorno per portare avanti le proprie idee, ma sempre pronto però ad elargire finanziamenti ad amici e amici di amici.
Sanno benissimo, tutte queste persone, che quello che è successo a Silvio può succedere ad ognuno di loro, ma anche ad ognuno di noi. Leggiamo spesso, purtroppo, di persone sommerse dai debiti e prive di qualsiasi aiuto anche morale che soccombono sotto il peso delle responsabilità, dei debiti, dei sensi di colpa.
Lo stato sociale, in tutto questo, dove sarebbe?
Forse solo nello stare sempre e comunque dalla parte del più forte, lasciando marcire idee, sogni, aspirazioni di chi cerca nel suo piccolo di cambiare questi ormai vecchi schemi economici e sociali?
La risposta è scontata, direi...

Quello che i colleghi di Silvio hanno fatto, per non dimenticare il suo sacrificio e la sua meravigliosa
opera, è di avviare una petizione nella quale si richiede che il mulino venga acquistato dalla regione Lazio per renderlo una fattoria didattica e continuare il lavoro di Silvio.

Questo è un invito, per tutti coloro che leggeranno il post, a firmare l'appello, e condividerlo.
Ma è anche un invito a considerare che siamo tutti uniti da un filo invisibile, e che non possiamo sempre voltare la testa quando quello che succede agli altri apparentemente non ci riguarda.


Il link lo trovate qui:
http://www.castellinotizie.it/2015/03/12/il-mulino-di-silvio-diventi-una-fattoria-didattica-partito-lappello-per-il-mugnaio-ucciso-dalla-crisi/

venerdì 27 febbraio 2015

Letame in scatola e altri pensieri

Da parecchi giorni sto elaborando un argomento difficile per me da trattare senza offendere milioni di persone, ma proprio quando mi ero decisa a tentare di buttar giù qualche pensiero sconnesso, ecco che la mia attenzione è stata distolta da un qualcosa di molto più frivolo ma di sicuro decisamente molto deprimente.
L'argomento principale era "fare figli è naturale",
quello frivolo è la merda di animali da usare come concime, inscatolata e venduta a caro prezzo.

Diciamo che in un primo momento accoppiare le due cose mi era sembrato decisamente blasfemo,
ma poi un filo conduttore l'ho trovato: il significato altamente volubile che il genere umano attribuisce al termine "naturale", o alla frase "agire secondo natura".

Ora... lasciate per un attimo che mi scagli rabbiosamente contro tutti coloro che pensano che comprare 750 grammi di letame maturo a nove euro a confezione sia una cosa naturale...
Quale essere dotato di buon senso o di un cervello ragionante può mai pensare di comprare della merda in scatola? E' davvero un'azione da persone furbe o rivoluzionarie (come citato dalla pagina dei venditori) pagare 12 euro al chilo  per della merda?

Certo... qualcuno potrebbe obiettare che spesso paghiamo molto di più di 12 euro per cibo di merda, vestiti di merda, case di merda. E avrebbe tutte le ragioni del mondo, credo.

Ma per un attimo, solo per un attimo, fermiamoci a pensare al contesto nel quale viviamo e siamo immersi fino al collo: riteniamo davvero che sia uno stile di vita "naturale"?

Ci siamo snaturati fin dentro la cellula più nascosta del nostro corpo,  in modi impensabili e di certo innaturali:

- usiamo il nostro corpo, evolutosi nei millenni per consentirci di muoverci per ore e ore, solo per alzarci e sederci da una scomoda seduta
- mangiamo cibi mummificati, additivati, con cotture che alterano la struttura molecolare e provocando molto più spesso di quello che pensiamo malnutrizioni letali (anche e soprattutto in persone sovrappeso)
- rimaniamo chiusi in ambienti con atmosfera modificata e luci artificiali, privando il nostro organismo di banalissimi elementi vitali quali l'aria fresca e la luce del sole
- ci sottoponiamo a stress immani e continuativi che provocano una serie di manifestazioni fisiche imponenti
- siamo schiavi della società dei consumi, che ci spinge a lavorare sempre di più per consumare sempre di più
- ci atteniamo e conformiamo a degli standard fissati da chissà chi per cercare disperatamente di "essere normali", quando in sé questa sarebbe una pura contraddizione.
- eccetera eccetera eccetera

Viviamo in un'epoca del controsenso, dell'eccesso, dell'inconsapevolezza spinta.
Pensiamo di essere evoluti, civili, di vivere secondo natura, e nel contempo buttiamo nel cesso le ultime risorse disponibili sulla terra.

E compriamo merda maturata in eleganti scatole messe in vendita nel tempio dei radical chic.

Troppo spesso, nel corso della mia vita, diverse persone mi hanno chiesto "ma tu figli non ne vuoi?"
E alla mia risposta "no", la replica/rimprovero suonava più o meno " Ma non è normale, è innaturale".

Ecco, al di là delle moltissime considerazioni che io per eccesso di educazione non ho mai fatto a queste schiere di genitori tutti realizzati e sicuramente felici, mi chiedo se le persone pensino davvero quello che dicono, o agiscano per bovini automatismi.

Per come la vedo io, in una civiltà sovrappopolate e iperconsumante come la nostra, l'atto più innaturale che possiamo fare è quello di procreare.
E' un punto di vista sicuramente opinabile e del tutto personale, ma se la continuazione della specie è la spinta istintiva che porta qualsiasi essere vivente a riprodursi, noi che siamo "esseri superiori" in un mondo sovrappopolato, dovremmo con la sensibilità e l'intelletto comprendere che non c'è più bisogno di seguire un processo che almeno in questo momento è poco utile ai fini della sopravvivenza di un intero mondo.

Fissato questo concetto, dico anche che ognuno di noi è liberissimo di avere tutta la prole che ritiene più opportuna, ma suggerirei a chiunque di darsi altre giustificazioni più edificanti e costruttive del "lo faccio perchè è naturale",
E soprattutto, anzichè chiedere a chi non ha figli
"ma perchè tu non hai figli?"
chiedere a sé stessi
"E io, perchè ho/avrò/voglio figli?"

Di sicuro un pizzico di autocoscienza e consapevolezza in più aiuterà tutti noi a migliorare il pianeta in cui viviamo, e ad evitare di comprare il letame da concime in sofisticati box dentro sciccosissimi negozi.



giovedì 15 gennaio 2015

L'importanza dello sport giusto

Erano gli anni novanta quando, novella Prometea, mi accingevo a percorrere le strade "alternative".
Ancor prima, molto prima a dire la verità, iniziai a fare sport.
Gli sport migliori per me erano e saranno sempre quelli all'aria aperta, non organizzati e anche conviviali.
Un bagno in mare con gli amici, o un giro in bici nella natura, ma anche una partita di calcio sconclusionata dopo un pic nic.
Per anni, però, mi sono lasciata convincere che l'unico modo per fare uno sport in maniera continuativa fosse andare in palestra. 
Lezioni di aerobica con indosso tutine imbarazzanti, sessioni di step nelle quali non capivi per quale legge della statistica tu non diventassi una cosa unica con quel cappero di scalino che dovevi scendere e salire forsennatamente...
Ma anche sudatissime pedalate in stanze 4x4 con altri 20 "ciclisti" accessoriati manco dovessero cronoscalare il monte Bianco: ho visto alcuni con borracce di bomba, credevano servisse anche per una lezione di spinning.
Per non parlare delle umilianti (dal punto di vista stilistico) lezioni di acquagym: un branco di donne imbruttite da orribili cuffie che fanno ballonzolare in acqua i tremolanti chili di troppo... Un'offesa all'orgoglio e all'amor proprio.
Come un clone del ragionier Filini, ho organizzato partite di calcetto e di pallavolo con un'infinità di colleghi, ma spesso finiva a tarallucci e vino in qualche pizzeria, e l'introito calorico superava sempre quanto consumato arrancando sul campo. 
Ho passato l'epoca degli sport di squadra (pallavolo in particolare) e quella degli sport invernali (infortuni ripetuti), intermezzate da fantastiche stagioni di Hip hop e funky, per giungere a 32 anni a praticare uno sport da contatto che mi conquistò: la kick boxing.
Purtroppo i continui infortuni subiti in passato mi costrinsero dopo tre intensi abbonamenti annuali, ad abbandonare lo sport che mi aiutava davvero a scaricare tensioni muscolari e mentali.
Giunta al terzo intervento al ginocchio, e con due menischi in meno, decisi mio malgrado di fare attività sportive più...posate e meno pericolose.
In questo fui molto aiutata dagli studi di naturopatia che avevo intrapreso: dietro le muscolari lezioni delle sale fitness, c'era davvero un mondo sconosciuto tutto da esplorare.
Per quasi dieci anni, complice anche la paura di farmi nuovamente male, ho praticato yoga, ginnastica posturale, bioenergetica, e un'infinità di altre attività.
Sono state esperienze bellissime, arricchenti, ma che non consentivano al mio corpo e alla mia psiche di lavorare per rimuovere tossine e stress.

Questo perchè ognuno di noi è diverso dagli altri, e quello che a me non aiuta, potrebbe invece essere determinante per qualcun altro.
Sia chiaro: la ginnastica posturale, che sia quella semplice o si chiami Feldenkrais, Mezieres, antiginnastica o qualsiasi altra cosa, è fondamentale. Tutti dovremmo farla ogni giorno.
Se dovessi suggerire una sola cosa, questa sarebbe la ginnastica posturale, la quale tra le altre cose una volta appresa si fa tranquillamente in autonomia.

E non mi stancherò mai di consigliare alle persone di avvicinarsi allo yoga, al tai chi, o a qualunque attività che possa condurci alla consapevolezza corporea.

Il mondo dello sport e delle attività fisiche più in generale è così vasto che  abbiamo solo l'imbarazzo della scelta.
Perchè quello che è chiaro a tutti è che il nostro organismo si è evoluto e si è forgiato attraverso millenni di movimento, e senza il movimento il corpo e la mente lentamente muoiono.
Il messaggio dunque è questo: possiamo scegliere tra migliaia di sport, quindi alziamo le flaccide chiappe dalle sedie e muoviamole.
Due ore a settimana non servono quasi a nulla, ricordiamocelo sempre: un meccanismo fatto per correre, saltare, procacciare cibo, nuotare, arrampicarsi ha bisogno di ore e ore di questo tipo di allenamento, e non di ore seduti su una sedia in una stanza senza sole.
Ma le due ore a settimana sono un buon inizio, e possono incentivarci a "fare di più". 
Il di più possibilmente all'aria aperta, s'intende.

Lo sport adatto a me, l'ho trovato casualmente quest'autunno.
Ero partita con il fare un'attività pseudo circense, ma anni di pratiche dolci, peso in eccesso e incompetenza dell'insegnante mi hanno procurato un piccolo infortunio che si è prolungato per mesi e fatto cercare qualcosa di più umano e anche vicino a casa.
E' così che mi sono imbattuta in un corso di prepugilistica: per caso e anche un pochino controvoglia ho prenotato la lezione di prova.
Ed è stato amore a prima vista.
Ok...
certo...
Non sono la prima persona che entra in una palestra e mette i guantoni, immagino che milioni di persone prima di me abbiano provato i benefici di questo allenamento, ma...
L'allenamento della boxe, o prepugilistica, mette in moto tutte o quasi le fasce muscolari. Non c'è praticamente nulla di inattivo, dalle dita dei piedi alla punta dei capelli ed eccezion fatta per il gusto, anche i nostri sensi verranno coinvolti.
L'allenamento della boxe è vario: non c'è mai una "lezione" uguale all'altra, ogni volta lavori per rinforzare un punto debole, sciogliere muscoli contratti, o velocizzare e automatizzare dei movimenti.
Non è necessario salire sul ring e tirare pugni ad un avversario, perchè quella è solo una parte dell'allenamento: tra salti, schivate, corda, pesi, scatti e soprattutto il sacco, il ring è l'ultimo dei tuoi pensieri.
L'allenamento della boxe ti consente di scaricare le tensioni, perchè non c'è niente di più liberatorio che dare un fracco di botte ad un sacco. Inoltre, nello stesso tempo in cui malmeni virtualmente il tuo capufficio stronzo, o un parente scomodo, il corpo si muove, i fianchi lavorano, braccia e spalle si tonificano.
Lo puoi modulare sulle tue necessità, e anche malanni fisici: io per esempio la corda ancora non la faccio, perchè il ginocchio è malconcio, e sostituisco con stretching o potenziamento.
L'allenamento della boxe è adatto ad un'ampia fascia di età: con me si allenano bambini di dieci anni, e ragazze. Non è mai troppo presto o troppo tardi per iniziare.
L'allenamento della boxe ti rende agile, vigile, attivo e soprattutto ti fa venire voglia di muoverti. Anche fuori della palestra, perchè ti mette in circolo un sacco di endorfine e stimola la voglia di muoversi.
L'allenamento della boxe ti mette di buonumore, e anche se la mattina dopo fai fatica ad alzarti, il buonumore te lo porti appresso per un bel pò.
L'allenamento della boxe serve a tutti coloro che fanno una vita molto sedentaria, troppo, e che accumulano tensioni e stress sulla colonna vertebrale: le aziende dovrebbero aggiungere alla pausa pranzo un'ora di boxe quotidiana, il rendimento lavorativo aumenterebbe notevolmente.

Dopo un decennio passato a cercare di placare la mente con attività "responsabili", a cercare una soluzione allo stress attraverso la meditazione, a tentare di conquistare linea e flessibilità delle articolazioni attraverso pratiche millenarie, ho trovato tutto questo nel mio sport giusto.

E voi, cosa aspettate a trovare il vostro?



domenica 9 novembre 2014

L'elisir di lunga vita

Siamo chiari fin da subito: se cercate una formula facile per mantenervi in salute e giovinezza, questo non è il post che fa per voi.
L'elisir di lunga vita non esiste, esistono semmai tutta una serie di accorgimenti che possono aiutarci ad arrivare in età avanzata in buona salute, ma soprattutto a mantenerci per tutta la vita in buona salute.
Ultimamente vedo tante, troppe persone che abusano del loro corpo come se il domani non esistesse: bevono e fumano smodatamente, mangiano in maniera eccessiva, sforzano il fisico in estenuanti tour de force.
Molti mi dicono "di qualche cosa dovremo pur morire"
Altri si rassegnano, e magari a trent'anni pensano che la causa dei loro acciacchi sia dovuta alla "vecchiaia".
Altri ancora se la prendono col destino o pensano si tratti di qualche prova divina, e fanno poco per prendere in mano le redini di questo loro "destino".
Il fatto è che non sempre il qualcosa di cui dovremo prima o poi morire arriva repentino come spereremmo: molto spesso un problema dovuto all'eccesso di alcool e fumo porta a una serie infinita di disturbi e malattie gravi, e se ci dice bene arriva un colpo secco a portarci via; diversamente, come purtroppo avviene, le malattie causate dalla nostra sconsiderata spensieratezza potremmo portarcele appresso per anni prima che ci stronchino del tutto.
Abusare del nostro corpo in qualsiasi maniera  potrebbe causarci alla lunga delle invalidità permanenti, che ci impediranno di goderci gli ultimi 5, 20, 30 anni di vita.
Accertiamoci quantomeno, prima di procedere con l'autodistruzione, di non avere intorno genitori, compagni, figli o amici a preoccuparsi per noi, perchè loro non capirebbero il motivo di tanta sofferenza (nostra e loro).
Sinceramente, mi sono davvero stancata di ascoltare tutta questa serie di storie che gli altri si raccontano per convincersi e che raccontano a me per convincermi a essere "più rilassata".
I disagi che avvertiamo ci parlano: sono lì per avvisarci che qualcosa non va.
Il corpo ci parla in continuazione; ci segnala cosa vorrebbe mangiare, quando vorrebbe dormire, quando è arrivato allo stremo. Il corpo ci parla di ogni cosa, ma noi facciamo finta di non capire e tiriamo avanti come se gli avvertimenti che ci arrivano fossero sintomi di vecchiaia, segnali fastidiosi, acciacchi da curare con un farmaco.
Se vogliamo sperare anche solo per un attimo nell'insperabile, e cioè una lunga vita attiva e in salute, dobbiamo ripristinare il contatto tra la mente e il corpo.
Esistono persone in questo mondo che arrivano a novant'anni con un'agilità degna di un ragazzo di venti, con un fisico magro e scattante, e che soprattutto sono perfettamente consapevoli di quanto uno stile di vita sano e vario e un attento ascolto di sè stessi possa fare davvero la differenza.
Non c'è bisogno di fare vita monastica, o di rinunciare per sempre a quella o quell'altra cosa: troppe rinunce tutte insieme servono solo a stressarci, piuttosto sarebbe utile cercare di capire se quell'azione o quella sostanza ci crea una dipendenza e per quale motivo è così.

La salute ce la costruiamo noi ogni giorno, con le nostre scelte e le nostre rinunce al superfluo, ragionando e informandoci, creando una vita ricca di stimoli.
La vitalità, la forza necessaria per andare avanti ogni giorno la acquisiamo con una serie di pratiche che costano tempo e impegno, ma che ci ripagano sicuramente di tutti gli "sforzi" che facciamo. E non parliamo di chissà quali magie esotiche: un piccolo esempio, mangiare nel giusto modo darà il carburante sufficiente per le nostre giornate lavorative, anche le più faticose.
Il destino è nelle nostre mani, la nostra salute dipende al 90% da noi (e il restante 10% da eventuali ubriachi al volante o incidenti vari), chi siamo o chi saremo, dipende solo da noi.
Non è facile, non abbiamo scuse, ma è proprio questa la sfida: l'elisir di lunga vita lo otterremo solo se sceglieremo di crescere ogni giorno attraverso la conoscenza e la cura di noi stessi.


David d.J. Teniers (1610-1690), Alchimista.

venerdì 31 ottobre 2014

Manganellate per equivoco

Oggi vorrei parlare di un argomento che non ha molto a che vedere con questo blog, ma che evidenzia la condizione di profondo disagio sociale nella quale stiamo vivendo.
Mercoledì 29 ottobre un gruppo di lavoratori dell'azienda Ast, una controllata della ThyssenKrupp, manifesta davanti all'ambasciata tedesca per porre all'attenzione di quel governo la decisione da parte dell'azienda madre di licenziare 500 e passa esuberi. I lavoratori procedono lungo la strada, si avvicinano troppo a quella che per il Viminale è una zona sensibile (Termini) , e qualcuno pare che interpreti arbitrariamente questo avvicinamento ad un tentativo di occupare la stazione. Partono le cariche, di contenimento le chiamano, e feriscono lavoratori e un rappresentante sindacale. I feriti sembra siano 4, forse di più, ma non è il numero che conta.
Quello che conta è che anche Alfano ammette che le manganellate, ripetute per alcuni, siano "partite per sbaglio"
Qui trovate un articolo:
http://www.huffingtonpost.it/2014/10/30/operai-ast-terni-alfano_n_6073814.html?ref=fbph

Questo il pensiero del segretario Fiom Landini, pienamente condivisibile:
http://video.repubblica.it/politica/landini-il-governo-chieda-scusa-ai-lavoratori-basta-leopolde-e-cazzate-varie/181796/180599?ref=HRBV-1

Ora... quello che il corpo di polizia di uno stato democratico dovrebbe garantire, è la sicurezza dei cittadini. Cittadini che, guarda caso, hanno anche diritto a sfilare per le città laddove le manifestazioni siano preventivamente autorizzate. Cittadini che stanno perdendo il lavoro, e che cercano di lottare per difenderlo.
E' vero, i poliziotti sono esseri umani, e quando sono in tenuta antisommossa a seguito di una manifestazione potrebbe anche darsi che si comportino da esseri umani, avendo paura. E che agiscano (=reagiscano?) quindi anche con incomprensibile ferocia agli ordini che vengono dall'alto.
Qualcuno con una particolare empatia potrebbe anche giustificarli, liberissimi di farlo.
Però... non si può sentire che la carica è partita perchè qualcuno ha equivocato, non è minimamente concepibile.

Quello che trovo però ancora più inconcepibile è la quasi totale indifferenza dell'opinione pubblica nei confronti di questa notizia. O non ci si rende conto della gravità della situazione, o semplicemente diamo poco peso a un evento che dovrebbe invece farci ragionare su quanto siamo arrivati a tollerare e subire da uno Stato che dovrebbe fornirci sussistenza, sicurezza, garanzie invece di menarci a casaccio, come già altre volte è accaduto.
Giovedì mattina poche persone si sono preoccupate di commentare l'accaduto, o anche cercare di capire cosa fosse davvero successo. Giovedì mattina ho sentito discutere dei risultati della giornata infrasettimanale del campionato di calcio, invece.
C'era anche chi ancora piangeva la morte del tifoso della Roma e del suo piccolo figlio: con tutto il rispetto per queste due persone, suscita più emozione un tragico incidente che una violazione dei diritti sanciti dalla costituzione.
E' in giornate come queste che perdo la fiducia nel genere umano, sono sincera.









domenica 26 ottobre 2014

Ritorno al futuro


Non scrivo sul blog da mesi, un po' perchè ogni tanto è bene prendersi una pausa, ma anche perchè tante volte imbocchi sentieri che ti fanno perdere la bussola, e che sfociano in vicoli ciechi che di "verde" hanno ben poco.
Almeno per quel che mi riguarda, se non trovo lo spunto giusto o un'argomentazione interessante, non ha senso scrivere. Ma oggi volevo parlarvi di una osservazione che alcuni amici mi hanno fatto e che mi ha dato modo di riflettere su cosa è il cammino sulle green routes, e che cosa significhi riappropriarsi della consapevolezza delle nostre azioni quotidiane.
Innanzitutto, mi preme davvero ringraziare la mia fantastica guida "spirituale", che è sempre fonte di ispirazione e di suggerimenti pratici di facile applicazione: Grazia Cacciola 
E' anche grazie a un suo video visto due giorni fa che ho ricominciato a togliere i detriti dal sentiero e ripreso la ricerca delle mie adorate strade verdi.
Il video lo trovate qui:

Per anni mi sono occupata (e continuo a farlo) di alimentazione, salute naturale, decrescita (o downshifting per i più fighetti), autoproduzione e chi più ne ha più ne metta. Sono almeno 15 anni che parenti, amici, conoscenti, mi additano come l'eccentrica del gruppo, o della famiglia; non mi è mai importato molto di quello che pensa la gente di me, e infatti con la testardaggine di un mulo che percorre un sentiero a testa bassa, sono andata avanti studiando decine e decine di libri, credendo a tutto e a niente, sperimentando anche l'impossibile, cercando e incontrando altre persone che parlassero la mia stessa lingua.
Persone dalle quali ho imparato molte, moltissime cose. Ma quello che è più importante, e che lo è sempre stato, è che mi hanno insegnato ad essere consapevole delle mie azioni.
Sembra un concetto banale e magari anche un pò da fricchettoni: come mai potrei acquisire consapevolezza attraverso azioni quali il pane fatto in casa piuttosto che scegliere un prodotto dal contadino invece che prenderlo al super?
Credetemi, è così. Ma fino a quando non lo si prova sulla propria pelle, resterete scettici. 
In questo percorso personale, che giocoforza ha coinvolto anche la pazientissima persona al mio fianco che sopporta tutto questo, ho avuto cadute, ricadute, dubbi, crisi mistiche e materiali. Ma è normale, sfido chiunque fuori da una cella monastica a essere rigoroso e ineccepibile. Quello che mi ha sempre tenuto a galla è stata la consapevolezza: compiere un'azione sbagliata sapendo che la stai facendo volontariamente è un'atto rivoluzionario e liberatorio, ti dà potere sulle tue scelte, sulla tua vita, e sai che puoi sempre rimediare (tranne in caso di omicidio).

Per tornare all'osservazione fatta dai miei amici, ieri eravamo intorno ad un tavolo e ad un certo punto mi sono ricordata che dovevo rinfrescare la pasta madre; leggermente sovrappensiero, ho esclamato a voce alta "porca miseria, la pasta madre"
E i miei amici, ridendo "eccola, quella che vive in un mondo tutto suo. Ogni tanto te ne esci con delle osservazioni per le quali non sappiamo replicare, ti guardiamo come un'aliena" (all'incirca)
Tutto questo ovviamente col massimo affetto, e infatti ciò è stato spunto di riflessione e non di nervosismo.
La riflessione è questa:
nonostante sia ormai dato per scontato che alcune pratiche vengano ritenute di pubblico dominio, non è così. C'è tutto un mondo, fuori del mio, che ancora non conosce l'importanza della scelta di ciò che mangiamo e di come questo influenzi la nostra salute. 
C'è un mondo che ancora pensa che mangiare tutti i giorni farina bianca e zuccheri raffinati sia fondamentale per avere energie sufficienti a portare avanti la propria vita.
C'è un mondo che ancora crede che passare una domenica in un centro commerciale sia un diritto da difendere con le unghie e coi denti, fottendosene degli schiavi che ci lavorano e ignorando che potrebbero passare il tempo andando al parco dietro casa e contribuire a mantenerlo pulito.
C'è un mondo che ha dimenticato, in nome del progresso e della comodità a tutti i costi, le sue origini.

Diversi anni fa frequentavo un forum all'avanguardia per il tempo (autoproduzione di cosmetici e ricerca/studio degli I.N.C.I.), e una volta scrissi questa frase:
"Siamo troppo avanti, e quando si è troppo avanti si diventa alieni agli occhi della gente"

In realtà, quello che ancora non riuscivo a capire, è che eravamo e siamo su una sorta di ruota di criceto: la storia insegna che "la vita è 'nà rota", tutto passa e tutto torna, in un susseguirsi di corsi e ricorsi. E' come se gli esseri umani fossero ciclicamente messi alla prova con le stesse dinamiche, per verificare se nelle "puntate" precedenti abbiano imparato la lezione e siano pronti ad andare avanti su una ruota più ampia. 
Digressione a parte, chi come me si occupa di decrescita, autoproduzione, salute naturale etc etc etc, non è affatto troppo avanti: semplicemente, abbiamo fatto un passo in più sulla ruota del criceto e siamo tornati indietro nel tempo, prendendo quello che ci serve per cercare di ri-costruire il nostro futuro. Passo dopo passo, ruota dopo ruota, cerchiamo di riappropriarci delle nostre radici, integrandole comunque alla tecnologia che abbiamo a disposizione. Siamo Sapiens, non protoscimmie ;-) 
Siamo nel 2014, e ci sono ancora troppe persone ignare di quale sia il ciclo di vita di una pianta, che non conoscono la stagionalità del regno vegetale, e che dipendono totalmente da operatori esterni ed estranei a loro per la loro sussistenza alimentare, per la loro salute, per i loro stili di vita. Questa è l'epoca del "fuori di sè", ci riempiamo le case di oggetti e i corpi di accessori costosissimi, tentando di colmare con l'apparenza il vuoto che abbiamo dentro. E ci affidiamo a terzi per gestire le nostre vite, dalla culla alla tomba: la risposta ormai, seppur sbagliata, non è più dentro di noi; ci hanno portati a dubitare anche dei nostri stessi pensieri.
Riappropriarsi delle tradizioni dei nostri nonni è oggi un atto dovuto e un gesto rivoluzionario: non è reazionario perchè quando le pratiche millenarie vengono dimenticate, tornano ad essere nuove, illuminanti, vivide.
Qual'è la sensazione che proviamo mettendo le mani nella terra? E cosa sentiamo quando "creiamo" il nostro cibo? Io personalmente riscopro ogni volta un notevole senso di pace e appagamento.
Il compito di chi è tornato indietro nel tempo dovrebbe essere questo, spiegare alle persone che il loro benessere passa dalle scelte (consapevoli) che fanno, che le azioni che compiono influenzano non solo il mondo in generale, ma prima di tutto il loro mondo personale, che bisogna sempre ragionare con la propria testa, seguire il proprio istinto, ma soprattutto non agire sotto l'influsso di emotività indotte dall'esterno.

Buon cammino


martedì 29 aprile 2014

PPV - Sweet avena cakes Finestra sul cielo


Dico sempre di mangiare il più possibile naturale e poco confezionato, ma siamo umani e ogni tanto un prodotto da forno pronto per la colazione o per uno snack estemporaneo è necessario.
E' con questo stato d'animo (e con l'intenzione di ridurre notevolmente il glutine dalla mia vita) che ieri ho deciso di acquistare qualcosa di diverso dalle solite gallette di mais o di riso che sto consumando ultimamente.
Con un poco di incertezza ma tutto sommato molta speranza, ho acquistato i biscotti di avena bio con bacche di goji di Finestra sul cielo: foto molto allettante e un elenco tutto sommato molto breve di ingredienti. 
La spinta decisiva per comprare questi 250 gr di biscottini a 3,70 euro è stata l'lenco di "senza":
senza olio di palma, senza lievito di birra, senza latte. Fonte di fibra, inoltre.
La foto della confezione è accattivante, quella dei biscottini dal vivo, leggermente meno:



Il colorito è decisamente spento, ma noi non guardiamo alle apparenze, bensì alla sostanza, e quindi...
Appena messi in bocca, tre sensazioni distinte si accavallano:
sono duri, sono scivolosissimi e si sente fortissimo il sapore dell'olio. Poi, arriva quello del lievito, che non incontrando nessun altro sapore distinguibile, permane sulla lingua.
Mordendoli, si sgretolano come un mattone cotto male, si trasformano in un impasto untuoso che rimane appiccicato al palato dal sapore praticamente inesistente (fatta eccezione per l'olio e il lievito).
Le bacche di goji sono presenti in tracce, come potrete vedere dalla foto, ma in effetti a leggere gli ingredienti avrei dovuto capirlo prima (2,3%); inoltre, essendo veramente pochine, perdono il loro sapore caratteristico per confondersi in quello del biscotto. 
Si fa fatica a mangiare tutta la porzione (4 biscotti, in tutto 50 grammi) e per fortuna dovrei dire, visto il costo. In bocca persiste un retrogusto amaro che non va via molto facilmente.
Decisamente un acquisto poco felice, ma saranno le mie papille gustative che si sono ribellate a cotanta... naturalità?

Una considerazione... la percentuale di fibre su 50 grammi è di 2,94, quella di grassi 10,42, di zuccheri 6,58. Sempre di biscotti parliamo, ma la fonte di fibre tanto sbandierata sulla confezione mi sembra un pochino bassa.


Sweet avena cakes con bacche di goji
La finestra sul cielo
prezzo: 3,70 euro
peso: 250 grammi
voto: 2/10
Ingredienti: farina di avena (53,9%), fiocchi di avena (13,5%), sciroppo di riso, olio di girasole /12,1%), bacche disidratate di goji (2,3%), miele, agenti lievitanti (tatrato monopotassico, carbonato acido di sodio)


martedì 22 aprile 2014

Tecnologia alimentare Vs buonsenso

C'era una volta una popolazione dedita all'agricoltura, alla pastorizia, all'allevamento del bestiame e alla pesca.
C'era una volta, in ogni famiglia, minimo una persona che si occupava direttamente di coltivare e allevare il proprio cibo, o quantomeno di comprarlo dal contadino di fiducia.
C'erano una volta famiglie che si riunivano intorno a grandi cucine con un camino o un focolare sempre accesi, e insieme facevano il pane, la pasta, le conserve per l'inverno, pulivano i cereali e stipavano le patate.
C'era una volta, adesso non c'è più.
Con il perfezionarsi dei sistemi di conservazione degli alimenti abbiamo avuto la grande possibilità di rendere disponibili tutto l'anno cibi altrimenti scarseggianti: se ci sono abbastanza soldi, possiamo riuscire a mangiare decentemente senza incorrere a carenze alimentari o problemi di altro genere.

Come tutte le belle invenzioni, ahinoi, il troppo stroppia sempre.
La tecnologia alimentare che tanto ci ha dato in termini di salute, piano piano sembra richiederci indietro tutto e con gli interessi: additivi alimentari dai pochi benefici e dalle molte incognite, esaltatori di colore e sapidità che servono a venderci e farci mangiare cibi dal pessimo valore nutrizionale, gas e sostanze di varia natura "necessari" per trasformare il cibo in qualcosa che non è e stupire i nostri occhi (cucina molecolare).

Molte, troppe persone ancora riempiono le loro dispense di cibo a lunghissima conservazione con liste di ingredienti degne di un laboratorio avanzato di chimica, e poca sostanza nutriente.
Oltre al contatto diretto con i produttori degli alimenti che costituiranno i nostri pasti (e i nostri muscoli, organi, ossa, fluidi corporei), abbiamo a quanto pare perso anche il naturale buonsenso che nel corso dei millenni ci aiutava ad evitare i veleni, i marciumi, e tutto quanto fosse insalubre.

Certo, qualcuno obietterà che in passato tante persone morivano per un'errata conservazione delle derrate alimentari, per un fungo velenoso, per le muffe nel grano stoccato o tante altre cose. Verissimo: e infatti la tecnologia alimentare servirebbe in teoria ad evitare che la gente muoia per il cibo avariato.
In teoria, perchè come tutte le migliorie dell'era moderna, la tecnologia alimentare è stata messa a disposizione delle multinazionali del cibo per aumentare i loro profitti.
Ed è per questo che troppo spesso sentiamo notizie sconcertanti su persone che contraggono l'epatite a causa di numerose partite di frutti di bosco congelati, oppure, come abbiamo avuto modo di leggere di recente, di persone in coma per un contagio da botulino presente in una zuppa pronta.
Ma come: ci fanno il lavaggio del cervello sulle conserve in casa, ci dicono che rischiamo la vita a farle se non siamo più che rigorosi, e poi andiamo al supermercato e una banale zuppa pronta rischia di ucciderci? Allora meglio sarebbe farlo con le nostre mani...

Come in una brutta guerra, le persone colpite da intossicazioni alimentari vengono considerata alla stregua dei civili che muoiono nei bombardamenti: necessarie conseguenze del fuoco amico. Non importa quanti siano, uno o migliaia difficilmente i ministeri della Sanità impediranno di vendere per un bel pò frutti di bosco o zuppe: non si può bloccare l'economia, anche a scapito della salute delle persone.

E allora toccherebbe a noi praticare del sano buon senso, ma non tutti ci riescono. Molti sono lì che tergiversano sul fatto che ci vogliono più controlli, che ci vogliono più additivi, che ci vuole chissà cosa. Siamo tutti piccoli chimici, presi così tanto dai processi molecolari del cibo artefatto o conservato nei secoli da farci sfuggire la via più semplice: riprendere il controllo di ciò che mangiamo.
Eppure non è facile convincere questi tizi: in nome del progresso e della modernità, pontificano e imprecano contro i sempliciotti che inneggiano ad un "ritorno alla semplicità" ... fino a quando non capiterà a loro di venire intossicati da un cibo fuori contesto o fuori stagione.

Farsi una zuppa non è una pratica stregonesca: con un minimo di organizzazione ci vogliono 40 minuti e un quinto dei soldi che spenderemmo comprandone una pronta. Mangiare i frutti di bosco di stagione non è una pensata da geni supremi: sono più buoni e viste le notizie (quasi mille persone intossicate) decisamente più sicuri. Sbucciare la frutta, farla a pezzetti e portarsela a pranzo non è un mestiere da chef: davvero ci serve mangiare quella confezionata e protetta con atmosfera modificata?

Non c'è fretta che tenga, siamo diventati schiavi della nostra stessa ignavia e pretendiamo di giustificarla con complicati ragionamenti da scienziati...
E' ora di svegliarci, e di ricominciare a costruire focolari.
La tecnologia alimentare, releghiamola al servizio della salute...


lunedì 14 aprile 2014

L'alimentazione naturale nell'era del cibo tecnologico

Molto spesso ci troviamo di fronte al termine Alimentazione Naturale con mille domande da porre e poche risposte in cambio.
L'alimentazione naturale, in un'epoca dove tutto, e dico tutto il cibo è stato manipolato, ogiemmato, conservato, processato, trasformato, può davvero sembrare una pratica ricca di controsensi e false aspettative.
Molto difficilmente, in una giornata qualsiasi della nostra vita, riusciremmo a nutrirci dei frutti spontanei e selvatici della natura quali potrebbero essere erbe raccolte in un prato, bacche e semi, per arrivare a piccoli o grandi animali catturati con le nostre mani (o strumenti).
A voler essere onesti, l'alimentazione naturale dovrebbe essere questa: mangiare quello che la natura ci mette a disposizione senza interferire nei processi di  nascita, crescita, "maturazione".
A meno che non si torni a vivere nelle foreste, questo è decisamente uno stile di vita fuori della portata di molti di noi...
E' per questo che l'alimentazione naturale, così come proposta dalla naturopatia e come la vedo personalmente, vuole essere un approccio il più vicino possibile al concetto di "poco elaborato, poco conservato, e soprattutto molto fresco"
L'alimentazione naturale, in pochi parole,

  1. predilige il consumo di buone quantità di cibi crudi (frutta e verdure che non necessitano di cottura), possibilmente non trattati e di provenienza fidata
  2. elimina totalmente o limita fortemente il consumo di cibo confezionato, inscatolato, precotto, e ricco di conservanti, additivi, grassi e vitamine sintetiche.
  3. limita il consumo di cibi surgelati ma li consente laddove la stagione (inverno) ci impedisce di consumare, ad esempio, certi tipi di alimenti. Esempio: fagioli, fave, piselli, etc. Ovviamente non parliamo delle tagliatelle alla pescatora o del merluzzo in cartoccio già pronto
  4. favorisce il consumo di legumi e vegetali come fonte primaria di proteine, limitando l'introito di proteine animali
  5. invita al consumo di cereali interi (integrali) e deplora il consumo più che quotidiano di farinacei totalmente raffinati
  6. promuove la varietà e la stagionalità degli alimenti.
  7. elimina al 99% i zuccheri raffinati e addizionati agli alimenti.
Questo, in pochi punti.
Nella nostra vita quotidiana però, questo potrebbe avere un impatto fortissimo: abituati come siamo a mangiare al volo un tramezzino piuttosto che un piatto di pasta o una pizza, ciò significa che non potremmo assolutamente farlo tutti i giorni della nostra vita.
E qui sta il trucco di chi si avvicina timidamente al mangiare naturale...
La pianificazione.
Pianificare attentamente tutti i pasti, dalla colazione alla cena passando per gli spuntini, e cercare il più possibile di non farsi trovare impreparati, è l'arma vincente. Può sembrare difficile e inaccessibile (e in effetti almeno i primi tempi si incontreranno tante difficoltà), ma se impariamo a mangiare molto cibo crudo, sia come pasto principale che come "razione di emergenza", riusciremo a cavarcela egregiamente.
Attenzione: Non è facile e semplice se non dopo un discreto periodo di rodaggio, ma di sicuro non è impossibile come si potrebbe credere dall'esterno.

I supermercati non sono i nostri migliori alleati: basta guardarli con occhio critico per capire che, l'80% del cibo inscatolato e inscaffalato è proprio quello che vogliono venderci: il cibo processato e a lunga conservazione da un rendimento economico maggiore di quello fresco che di lì a breve dovrà essere buttato se resta invenduto.
Ma una parte di quel restante 20% di prodotti freschi, si può acquistare, ed è proprio nel reparto "fresco" dei supermercati che dovremmo sostare il più a lungo possibile per "mangiare naturale".

Come fare?
Innanzitutto non facendoci prendere dallo sconforto e iniziando con piccoli passi, e poi seguendo la rubrica "Alimentazione Naturale" Prossimamente
in onda su questi schermi :-D


venerdì 21 marzo 2014

Zuppa piccante di lenticchie

La zuppa piccante di lenticchie l'ho presa in prestito da un famoso cuoco internazionale e personalizzata per renderla più leggera e salubre.
E' una zuppa che richiede tempi abbastanza veloci, con cottura delle lenticchie a parte, speziata e molto profumata. E' inoltre una zuppa decisamente economica, visti i bassi costi degli ingredienti.
Sconsiglio l'uso delle lenticchie precotte perchè nella preparazione della zuppa potrebbero scuocersi, ma in caso di emergenza sarà sufficiente far sobbollire il "soffritto" per un tempo maggiore prima di metterci le lenticchie.

Ingredienti per 4 persone :
  • 400 grammi di lenticchie secche o due confezioni di lenticchie cotte
  • qualche pomodorino rosso fresco o in scatola
  • peperoncino
  • aglio
  • carota
  • sedano
  • prezzemolo
  • olio
  • sale
  • acqua
Procedimento
  • lavare le lenticchie e lessarle al dente in abbondante acqua bollente leggermente salata. 
  • scolare le lenticchie, o sciacquarle abbondantemente se utilizzate le precotte. L'acqua non va riutilizzata
  • sminuzzare finemente carota, sedano, aglio e una parte del prezzemolo, metterli in una pentola di coccio o di acciaio con poco olio e soffriggere per tre minuti a fiamma bassa. Se il soffritto dovesse asciugarsi troppo, aggiungere poca acqua. Acqua che si può aggiungere subito nella proporzione di un cucchiaio di olio per due di acqua, per rendere la ricetta più leggera senza soffritto
  • aggiungere sale, peperoncino e i pomodorini tagliati in due o in quattro parti
  • aggiungere le lenticchie, farle insaporire e aggiungere acqua quanto basta a coprirle
  • aggiustare di sale, alzare la fiamma per far sobbollire vivacemente la zuppa
  • aggiungere eventuale acqua, le lenticchie tendono ad assorbirla
  • controllare la cottura, dopo mezz'ora circa o anche meno se si sono scelte le lenticchie piccole, il piatto è pronto.
  • sminuzzare il restante prezzemolo, servire le lenticchie e aggiungerlo al piatto, con un filo di olio a crudo se gradito.
Buon Appetito!

Costo del piatto per 4 persone: 3 euro circa

giovedì 13 marzo 2014

Minestra di broccolo romanesco

Il broccolo romanesco, a mio modesto parere, è una delle più buone brassicacee che possano esistere.
Dal sapore spiccato ma non troppo "cavolfioresco", il broccolo romanesco è un ottimo compagno di paste e zuppe.




A Roma è famosissima la minestra di arzilla e broccolo, dalla consistenza piuttosto liquida e dal gusto eccezionale.


Approfittando delle ultime settimane in cui questi meravigliosi ortaggi si rendono disponibili, ho preparato una minestra completamente veg che nulla ha da invidiare alla più celebre.
Siccome il tempo inizia a volgere al tiepido, l'ho fatta anche meno brodosa dell'originale.

Ingredienti per 4 persone:
1 broccolo romanesco di dimensioni medio-grandi (1 kg circa)
1 patata grande
cipolla aglio sedano carota
concentrato di pomodoro
peperoncino
olio evo
pasta a scelta

Costo medio a porzione: 1,50 euro

Procedimento:
  • pulire il broccolo e tagliarlo a pezzi grossolani, lavarlo e lessarlo in acqua bollente o cuocerlo a vapore. Il broccolo deve rimanere al dente, la cottura quindi deve essere molto breve
  • mettere in una pentola di coccio (o di acciaio) gli odori interi. Per evitare di alterare troppo il sapore del broccolo, a fine cottura gli odori andranno tolti. 
  • Aggiungere la patata affettata sottilmente, peperoncino, olio e sale grosso
  • soffriggere per pochi minuti fin quando la patata non inizia a colorarsi
  • aggiungere il broccolo già scolato e far soffriggere per 3/4 minuti, aggiungere poca acqua se necessario ma non ulteriore olio, e concentrato di pomodoro
  • una volta che le verdure si sono insaporite, aggiungere almeno 3 litri di acqua e far sobbollire a fuoco medio per almeno due ore
  • quando la minestra si sarà ristretta, togliere gli odori e versare i 300 grammi di pasta a scelta e cuocere per metà del tempo indicato dalla confezione.
  • Spegnere e lasciar riposare per i restanti minuti di cottura, far raffreddare per un paio di minuti
  • Servire con un velo di olio evo a crudo
Buon Appetito!

martedì 25 febbraio 2014

10 fatti inaspettati che possono rovinare il tuo sonno

Traduzione di Thegreenroutes da: http://dailyburn.com/life/lifestyle/reasons-you-cant-sleep/

Le avete già sentite tutte in precedenza: Non guardare la tv o usare il computer a letto. Consumare l'ultima tazza di caffè entro le 14:00. Non lavorare la sera... ma ancora non dormite!
Se siete tra coloro che lottano con la sveglia, questa lista di azioni inaspettate che possono rovinare il sonno fa per voi.
Alcune delle vostre più salutari abitudini potrebbero allontanarvi dal vostro obiettivo...

1) Sei un mangiatore incostante
Se ogni sera consumi una cena bilanciata ma indulgi negli happy hour e consumi burritos (o cibi similmente pesanti) a tarda notte per almeno due giorni a settimana, probabilmente stai danneggiando molto più della sola dieta. Alcuni studi mostrano che mangiare in maniera irregolare, soprattutto in ora tarda può avere effetti negativi sul sonno. Se ti capita una cena in tarda serata, non c'è problema, a meno che non succeda ogni giorno. Se questo non ti è possibile, salta almeno il dolce e vai a dormire.

2) La tua bocca profuma di menta
Con questo non vogliamo intendere che non devi lavarti i denti prima di andare a dormire, ma che potresti provare a cambiare dentifricio! Le ricerche indicano che l'aroma di menta piperita stimola il cervello, rendendoti più vigile e soprattutto sveglio. Prova un gusto alternaticvo (anice ad esempio)

3) ti appassioni a una lettura
Potresti aver barattato uno show televisivo in tarda serata a favore di una piccola lettura a letto per auspicare un buon riposo notturno. I sondaggi dicono che potrebbe non essere la scelta migliore. Attività stimolanti da un punto di vista emotivo e intellettivo prima di mettersi a dormire provocano un sonno di bassa qualità. Posa i drammoni e i libri di storia e prova a leggere una rivista leggera e non impegnativa.

4) fumi prima di andare a dormire
Potresti pensare che una sigaretta serale ti calmi i nervi, aiutandoti a prepararti per il letto. Sfortunatamente, la nicotina non è un depressivo ma uno stimolante, che rende difficile addormentarti. Se proprio non puoi smettere di fumare, inizia almeno a non fumare prima di andare a letto.

5) ti lavi con acqua fredda
E' vero, lavare la faccia con l'acqua fredda aiuta a chiudere i pori, ma stimola anche il corpo, stimolandolo a riscaldare il corpo e restare più attivo. Prova a lavare il viso con acqua tiepida di sera e risparmia la sferzata fredda per la mattina

6) carichi i tuoi dispositivi elettronici la notte
Hai smesso di inviare email serali e non tieni più il tuo cellulare sul comodino ma ci sono possibilità molto consistenti che tu continui a caricare i tuoi telefoni/pad/etc di notte in camera da letto. La lucina che indica che il tuo telefono è carico, specialmente se è di colore blu, impatta sui tuoi ritmi circadiani. Evita di ricaricare di notte o fallo in un'altra stanza.

7) ti prepari una cuccia calda e accogliente
accoccolarsi in un accogliente letto caldo potrebbe essere un buon inizio per una fantastica notte di riposo, ma un aumento della temperatura corporea può interrompere il sonno. Che tu dorma con un partner, un animale o una pila di coperte, è giunto il momento di alleggerire il carico e abbassare la tua temperatura corporea. Ovviamente non esagerare: sentire freddo è un'altra delle cause di cattivo sonno

8) ami i limoni
Il te con limone può sembrarci una grande alternativa al cappfè del dopo cena, ma potrebbe darti le stesse controindicazioni. Perchè? L'aroma del limone e degli altri frutti della famiglia citrus aiutano a stimolare il lavoro mentale e aumentano i livelli di energia... Non proprio l'aiuto indicato se vuoi andare presto nel mondo dei sogni. PEr evitare questo inconveniente, consuma un te con basso contenuto di teina o una tisana con erbe che favoriscono il sonno.

9) prendi pillole prima di andare a dormire
Può essere la via più facile per ricordarsi di assumere le pillole ma alcune vitamine quali B6 e B12 e alcune medicine, inclusi gli steroidi, influenzano il sonno. Parlate con il vostro medico per capire se i medicinali che state prendendo possono essere assunti al mattino.

10) non registri le tue trasmissioni preferite
Per guadagnare ore preziose da donare al tuo sonno, registra i tuoi show preferiti e pianifica di vederli in prima serata oppure nei week end.


venerdì 21 febbraio 2014

I metodi più salutari per disintossicarci



(traduzione di thegreenroutes del testo di Barbara Brody per Life by DailyBurn)
Fonte: http://www.thedailybeast.com/articles/2014/02/20/5-healthier-ways-to-detox-that-aren-t-juice-cleanses.html)

 




1)      La respirazione profonda, in particolar modo la tecnica yogica chiamata ujjayi, può aiutare ad eliminare le tossine in due modi: “Questa tecnica aumenta il calore corporeo e favorisce l’eliminazione attraverso la sudorazione; nello stesso tempo, ad ogni espirazione può aiutare ad eliminare l’eccesso di diossido di carbonio”, dice Sinda Anzovino, istruttore yoga a New York. Per iniziare la respirazione ujjayi, bisogna sedersi in una posizione confortevole e respirare profondamente attraverso il naso. “Mentre si inspira, immaginare che la gola si apra come se si stesse sbadigliando”, dice Anzovino. “Mentre si espira, provare a comprimere il retro della gola e pronunciare un suono morbido come se stesse imitando il rumore dell’oceano (assomiglia ad un “hah”). Contare mentalmente fino a 5 per ogni inspirazione ed espirazione e continuare da cinque a quindici minuti. Alla fine della pratica, la sensazione che si prova è di relax e energia.”

2)      Mentre dormiamo, gli spazzini del nostro cervello (sistema glymphatic) lavorano per tutto il tempo, come dimostra la ricerca dell’università medica di Rochester. Le proteine tossiche correlate all’Alzeheimer vengono costruite quando siamo svegli, e un adeguato riposo è la soluzione per assicurarci che vengano eliminate il più rapidamente ed efficientemente possibile. Gli scienziati hanno scoperto che gli spazzini del nostro cervello sono approssimativamente 10 volte più attivi nelle ore di sonno rispetto a quelle di veglia. La maggior parte delle persone adulte necessita dalle 7 alle 9 ore di sonno per notte.

3)      Sia che ci abbia colpito l’influenza o semplicemente un periodo di stanchezza, le possibilità che il nostro organismo sia carente di glutatione, dice Mark Hyman, sono elevate. Il corpo produce da sé questo antiossidante protettivo, il quale contrasta i radicali liberi e aiuta il fegato a espellere le tossine. Tuttavia, fattori di stress, malattia e inquinamento ambientale abbassano significativamente i livelli di questa molecola naturale. Un modo semplice per ripristinare i giusti livelli è quello di fare un bagno con i Sali di Epsom, che contengono zolfo. “Lo zolfo aiuta il glutatione poiché esso è in parte costituito da molecole di zolfo”, dice Hyman. “i Sali di Epson contengono inoltre magnesio, che aiuta a rilassarci e a migliorare il sonno”. Aggiungere due tazze di Sali nel bagno caldo e immergersi. “Le crucifere (broccoli, cavolfiore, cavolo, cavolo cappuccio, etc) contengono fitonutrienti che aiutano l’organismo a produrre più glutatione”, dice sempre Hyman. Altri cibi disintossicanti sono considerati il dente di leone, che aiuta a fluidificare la bile, sedano, che aumenta il flusso di urina, e cilantro, che a detta di Hyman puo aiutare a rimuovere i metalli pesanti dal corpo. “Guardate ad ogni cibo come una opportunità di guarigione”, “se state mangiando i giusti cibi, il corpo sa cosa fare per farvi riguadagnare la salute eliminando problematiche quali fatica, gonfiore e annebbiamento mentale)

 




venerdì 24 gennaio 2014

Bio?SiPuò cambia pelle e diventa TheGreenRoutes

Era il maggio del 2008 quando Bio?SiPuò! si affacciava timidamente nel numeroso e affollato mondo dei blog... Di strada e di strade ne abbiamo percorse, e oggi vogliamo rinnovarci con un nuovo progetto, un nuovo nome e tante rotte verdi da affrontare: The Green Routes infatti è sarà un luogo dove ognuno di noi può contribuire con le proprie esperienze e strade intraprese.
Perchè anche una piccola azione al giorno può far diventare verdi le nostre giornate!







giovedì 23 gennaio 2014

La FDA si pronuncia di nuovo sui saponi antibatterici

Tutto ciò che usi su base giornaliera può avere effetti sulla salute, sia nel bene che nel male…

Questo ovviamente comprende lozioni, shampoo, ma anche i saponi che probabilmente usi almeno una dozzina di volte durante il giorno.

Innumerevoli  agenzie per la salute e altrettante pubblicazioni hanno segnalato il rischio dell’utilizzare saponi antibatterici, sin dal 1978;

quanto segue è la traduzione di un articolo del sito TheAlternativeDaily.com
saponi











“I saponi antibatterici sono inefficaci e possono provocare malattie”, dice la FDA




Nota FDA: “non c’è al momento evidenza che i saponi antibatterici siano effettivamente più efficaci nella prevenzione delle malattie dei normali lavaggi con sapone e acqua



I saponi antibatterici spazzano via dalle vostre mani i germi, giusto? Basta una piccola dose e siete liberi dai germi… questo è ovviamente quello che ci dicono i produttori di questi saponi.

Secondo la FDA, i saponi antibatterici fanno un sacco di fumo ma producono poco arrosto. L’agenzia federale che monitora la sicurezza di cibo e medicinali nel nostro stato ha evidenziato che non esiste nessuna evidenza dell’efficacia dei saponi antibatterici nel fermare la trasmissione dei germi rispetto a quelli antibatteri (i quali non fanno pubblicità sulla lotta a germi e batteri) Questa nota della FDA analizza sia la sicurezza che l’efficacia degli ingredienti attivi contenuti nei saponi antibatterici.











Danni del Triclosan



Gli studi hanno rivelato  i rischi di questo componente negli anni.

Nel 2005, le ricerche hanno rilevato che il triclosan reagisce con l’acqua clorata e produce cloroformio, riconosciuto come agente cancerogeno.

Già nel 1978, la FDA pubblicò una nota nella quale si diceva che il triclosan “non è riconosciuto come sicuro ed efficace”

E ancora oggi questo ingrediente è inserito in una larga gamma di prodotti, principalmente nei saponi ma anche in prodotti che vanno da dentifrici e cosmetici fino agli utensili da cucina, abbigliamento e addirittura giocattoli. (Ndt: molte cucine hanno dei piani di lavoro antibatterici, trattati con triclosan o prodotti similari. )

Questi sono solo alcuni dei danni che il triclosan provoca:



-         deterioramento delle funzioni muscolari

-         contributo a danni e malattie cardiache

-         alterazione dei livelli degli ormoni tiroidei e riproduttivi (es:testosterone, estrogeni)

-         aumento del rischio di infertilità

-         pubertà precoce



Anche la American Medical Association li ha bocciati:“evidenza indiscussa che nulla lavora più efficacemente del lavaggio delle mani con acqua e normale sapone, senza l’utilizzo di inutili e tossici componenti chimici antibatterici”



Più di recente, quest’anno:

Dopo quattro decadi dal primo utilizzo del triclosan, la FDA è giunta alla conclusione che i saponi antibatterici (specificatamente quelli con il triclosan), sono più dannosi che utili.

I ricercatori governativi hanno pianificato di produrre una documentazione per descrivere i prodotti chimici che sono utilizzati per la pulizia della casa e la cura delle persone.

Pare sia una delle massime priorità per la FDA, ma il fatto che ci sia voluto tutto questo tempo per produrre documentazione per elementi così potenzialmente dannosi è una notizia da non sottovalutare.









L’articolo completo lo trovate qui: http://www.thealternativedaily.com/antibacterial-soaps-dont-work-may-cause-harm-says-fda/





BioSiPuò aveva già parlato dei danni del triclosan analizzati in Inghilterra, dove ogni anno a causa del suo utilizzo negli ospedali avvengono numerosi decessi.

Qui trovate l'articolo del 2008: http://biosipuo.myblog.it/2008/05/26/triclosan-nei-dentifrici/

Quello che ci sentiamo di consigliare è di evitare la guerra senza quartiere contro germi e batteri, ma ricorrere ad una pulizia quanto più naturale possibile.

Di troppa pulizia ci si ammala, e le prove a quanto pare sono tra noi da oltre quarant’anni.

giovedì 28 novembre 2013

Menù di stagione: insalata di finocchi, broccoli all'agro, patate saltate

Ingredienti e lista della spesa per 4 persone:

  •  1 kg di finocchi   1,75 euro

  • 1 arancia             0,30 euro

  • 100 grammi olive nere 0,70 euro

  • 1 kg di patate       1,00 euro

  • 2 kg di broccoli (siciliano e verde) 2,50 euro

  • fieno greco

  • semi di senape


Totale spesa: 6 euro

 

Antipasto -    Insalata di finocchi:

 



tempo di realizzazione: 5 minuti

dopo aver pulito con cura i finocchi, tagliarli a fette sottili. Tagliare anche l'arancia a piccoli spicchi (con tutta la buccia o senza a seconda delle preferenze).

Condire finocchi e arancia con le olive nere, un filo di olio evo, sale e se lo gradite pepe.

Portata principale (1) - Broccoli misti all'agro

tempo di realizzazione: 10 minuti + 25-30 di cottura

pulire i broccoli siciliani e il broccolo verde, tagliarli a pezzi piuttosto grandi (deve rimanere un bel fiore per pezzo) e immergerli in acqua bollente salata.

Mettere il coperchio alla pentola, controllare con una forchetta la cottura; quando entrerà con facilità nel gambo dei broccoli, toglierli dal fuoco e scolarli.

Servirli a tavola e condirli con olio e limone a piacere al momento di mangiarli

Portata principale (2) - Patate in padella con fieno greco e senape



tempo di realizzazione: 10 minuti +30 di cottura

Sbucciare le patate e tagliarle a dadini.

In una padella antiaderente, tostare mezzo cucchiaio di semi di senape e mezzo di fieno greco per due minuti massimo o appena iniziano a sfrigolare.

Aggiungere olio e aglio,  far riscaldare l'olio e aggiungere le patate e il sale grosso.

Cuocere a fuoco medio avendo cura di girare ripetutamente le patate, durante la cottura coprire la padella con il coperchio. Quando le patate sono appassite e ben cotte, aumentare la fiamma e far saltare per pochi minuti.

 

 

Il menù è completo :-D

 

mercoledì 27 novembre 2013

Menù di stagione: una nuova rubrica

E' difficile a volte conciliare l'idea di una sana alimentazione di stagione con la frenesia delle nostre giornate. Ma con un minimo di organizzazione e soprattutto con una rigorosa lista della spesa, tutto è possibile.

Spesso non cuociamo le verdure perchè pensiamo di avere poco tempo, ma lessare dei broccoli o saltare in padella dei peperoni non richiede effettivamente più di mezz'ora: il tempo che l'acqua della pasta inizi a bollire.

Per facilitarci la vita, è necessario usare dei piccoli "trucchi" che ci faranno risparmiare tempo.

Il primo in ordine di importanza è quello di mettere sempre il coperchio ai cibi in cottura: velocizziamo significativamente i tempi di cottura e risparmiamo gas.

Possiamo poi usare la pentola a pressione, che non tutti amano ma che ci consente di cuocere i legumi rapidamente.

Oppure cuocere a "castello": nella pentola dell'acqua della pasta, inserire un cestello per i vapore e cuocervi le verdure

Questi sono solo degli esempi, ma cucinare sano non è così impossibile come sembra :-D

Per questo, noi di BiosiPuò vogliamo offrirvi una serie di menù sani, gustosi e a costi decisamente contenuti.

Come? Sfruttando la stagionalità dei prodotti, utilizzando una'ampia varietà di cibi per un completo apporto di nutrienti e minerali, e dando indicazioni sui prezzi indicativi dei prodotti.

Noterete inoltre che i nostri menù saranno in prevalenza composti di vegetali, con indicazioni di eventuali sostituzioni animali per chi lo desiderasse.

E' importante soprattutto dare la possibilità al nostro apparato digestivo di elaborare perfettamente quanto ingerito, per cui i nostri menù saranno estremamente "sobri". Qualunque aggiunta vorrete fare è ovviamente a vostra discrezione, il consiglio che possiamo dare è in ogni caso di mangiare la verdura (cruda e cotta) a inizio pasto.

Siete pronti?

Si parte!

 



 

martedì 26 novembre 2013

Acqua di Rose

L'acqua di rose esiste da migliaia di anni: è il frutto delle prime distillazioni conosciute nella storia ed effettuate dagli arabi nel X secolo e costituiva oggetto di un fiorente commercio nel bacino del mediterraneo. All'epoca veniva utilizzata come eau de toilette, per la cura della pelle e in cucina.
Oggi, l'acqua di rose viene utilizzata tuttora per le precedenti indicazioni; in particolar modo in cosmetica dove è indicata per le pelli mature e come alleato contro gli effetti dell'invecchiamento.

BELLEZZA (utilizzo sulla pelle): Astringente, tonifica la pelle. Antirughe, contribuisce a rigenerare l'epidermide. Rinfrescante, attenua i rossori e calma le reazioni allergiche. Viene consigliato per tutte le pelli, in particolar modo per le pelli mature e reattive

SALUTE (uso interno):
Antispasmodico, Antisettico, equilibrante ormonale (agisce sul sistema endocrino e contribuisce a attenuare la sindrome premestruale, crampi e cattivo umore)
Viene consigliato per le bronchiti croniche e per l'appetito eccessivo.

BENESSERE (aromaterapia):
possiede un'affinità con il cuore e la sfera emozionale del corpo e dello spirito. Favorisce l'equilibrio, l'armonizzazione delle emozioni e aiuta a prendere decisioni e completare i progetti avviati.
Euforizzante e armonizzante, calma e diffonde un sentimento d'equilibrio; aiuta a dissipare lo stress e le tensioni nervose.
Fiore della femminilita per eccellenza, la rosa aiuta le donne ad esprimere la propria sessualità.
Indicato per pene amorose, collera, irritazione, perfezionismo, depressione (post parto). (fonte articolo: AromaZone)