lunedì 25 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 26

La domenica evita i centri commerciali: non solo divorano tanta energia elettrica per mantenere le giuste temperature e la luce accesa per oltre dieci ore, ma rendono chi vi lavora uno schiavo che non ha il diritto di passare in famiglia un giorno festivo


http://antonellofalchi.blogspot.it/2010/09/c.html


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domenica 24 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 25

 


Se vuoi una fonte di vitamine, minerali e nutrienti a basso costo, inizia a prepararti in casa i germogli. In una settimana o anche meno, avrai a disposizione una fonte di vitalità che nessun integratore può darti.




Per saperne di più:


http://www.erbaviola.com/category/orto-bio/page/6


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sabato 23 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 24

Fai un uso accorto delle risorse della terra, evita gli sprechi. Compra solo quando quello che avevi in casa si è consumato, è finito o è giunto al termine del suo ciclo di vita.


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venerdì 22 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 23

Per un regalo economico e autoprodotto, prendi delle vecchie tazzine inutilizzate, dipingile o decorale a tuo gusto e mettici delle piccole piantine succulente. L’effetto sarà spettacolare.




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http://bijou-e-dipiu.blogspot.it/search?updated-max=2011-05-09T03:02:00-07:00&max-results=7&start=7&by-date=false

giovedì 21 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 22

Se hai dei pezzetti di sapone con i quali non riesci più a lavarti, uniscili e scioglili a bagnomaria. Una volta tiepidi, aggiungi degli oli essenziali, lasciali raffreddare et voilà: un bel sapone patchwork al posto di tanti pezzetti destinati alla pattumiera


http://www.eticonews.it/ambiente/pulire-il-mondo-con-le-saponette-inutilizzate-degli-hotel-|-co-exist/


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mercoledì 20 giugno 2012

Chili veg* di fagioli misti

Questo è un piatto rivisitato, rielaborato-ma-non-troppo che riesce ad essere gustosissimo anche senza carne.


Il chil veg* con fagioli misti è, come sempre, un ottimo ed economico piatto da portare in tavola che soddisferà i palati più esigenti.


Ingredienti:


400 grammi di fagioli neri secchi


400 gr di fagioli rossi secchi


qualche pomodorino fresco


due confezioni di polpa di pomodoro a pezzetti


spezie (cumino, alloro, un pizzico di timo, cipolla, aglio, peperoncino)


Costo indicativo per 4 persone: 3,5 euro


Procedimento:



  • mettere in ammollo per almeno dodici ore i fagioli, avendo cura di risciacquare un paio di volte l'acqua di ammollo.

  • immergere i fagioli in una pentola capiente con abbondante acqua fredda, due spicchi d'aglio in camicia, qualche foglia di alloro e un pò di cumino, portare ad ebollizione e cuocere per almeno 40 minuti o finchè i fagioli non risulteranno morbidi dentro e con la buccia compatta.

  • a parte, preparare un trito di cipolla e versarlo in una padella contenente olio già caldo, fare appassire la cipolla e aggiungere la polpa di pomodoro e i pomodorini freschi. 

  • aggiungere qualche foglia intera di alloro, il timo, il cumino, il peperoncino e il sale, far cuocere per circa 15 minuti

  • versare i fagioli nella padella e far stufare a fiamma dolce per 20/30 minuti con coperchio, allungando con acqua se il sugo dovesse asciugare troppo.

  • Una volta insaporiti perfettamente i fagioli, spegnere la fiamma e far riposare un quarto d'ora


 


Il chili di fagioli può essere personalizzato con una spolverata di peperoncino tritato e pepe, e può essere servito con tortillas calde o il solito, buonissimo pane casareccio tostato.


 


Come sempre, buon appetito!


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365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 21

 


Apri il tuo armadietto dei medicinali: quanti farmaci ci sono? Quanti sono necessari? Quanti sono scaduti? 


Ricordati che i costi del Servizio Sanitario Nazionale sono ripartiti su tutta la comunià, e sprecare o abusare dei farmaci è un lusso che non possiamo più permetterci


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lunedì 18 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 20

Leggi sempre le etichette del cibo che acquisti. Informati sulle varie sostanze che fungono da additivi e sulle quantità di zuccheri, grassi e sale contenuti. Spesso consumiamo più della dose massima prevista di questi ingredienti il che può causare a lungo andare problemi di salute.


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Timballo di melanzane

Per una volta, ma che sia l'unica del nuovo anno, si può fare uno strappo alla regola e consumare un piatto che non è il massimo della digeribilità .


Ma non si vive di solo rigore e quando abbiamo bisogno di un piatto unico una eccezione si può anche fare.


Il timballo di melanzane, ricco e sontuoso piatto della cucina mediterranea , è un tripudio di sapori e gusto, per renderlo etico basta comprare mozzarella e parmigianoda piccoli allevatori locali che sfruttano al minimo gli animali; ovviamente lo sfruttamento c'è sempre, e se ciò non può essere tollerato al posto della mozzarella si può usare del tofu.


Ingredienti per 4/6 persone:


3 melanzane rotonde


una mozzarella da 500 gr o tofu


parmigiano


salsa di pomodoro


rigatoni 500 gr


 


Procedimento:


Preparazione -



  • affettare le melanzane in fette di un cm scarso, salarle e metterle con sopra un peso in uno scolapasta. Questo toglierà il sapore amaro al frutto. Lasciar scolare per un'ora, dopodichè pulire accuratamente le melanzane del sale rimasto in superficie

  • nel frattempo, preparare un sugo di pomodoro semplice e peperoncino, se si ha la fortuna di avere il basilico ancora vivo sul balcone aggiungere qualche fogliolina. Il sugo deve essere fermo ma non eccessivamente asciutto

  • friggere in olio d'oliva bollente le melanzane per pochi minuti, scolarle e asciugarle accuratamente

  • cuocere la pasta al dente (toglierla 4 minuti prima) in acqua salata


Assemblaggio -



  1. In un recipiente da forno (pyrex, ceramica o acciaio) mettere qualche cucchiaiata di sugo di pomodoro

  2. aggiungere uno strato di melanzane

  3. aggiungere la pasta

  4. versare il sugo

  5. mettere la mozzarella a pezzetti e il parmigiano grattugiato

  6. se avete il basilico in casa, spargerne qualche foglia

  7. versare qualche goccia di olio EVO

  8. ripetere dal punto 1


Cottura:


cuocere in forno caldo a 180/200 gradi per mezz'ora, controllando che la mozzarella non bruci o non si formi la crosticina. Dopodichè, sfornare e lasciare riposare per almeno mezz'ora.


 


L'ideale sarebbe mangiare il timballo riscaldato, quindi cuocerlo 4 ore prima e mettere in forno per dieci minuti prima di servirlo.


 


 


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365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 19

Prova a coltivare sul tuo balcone o in casa basilico, prezzemolo, origano. Inizia dalla semina, in poche settimane avrai vasi profumati e potrai evitare di acquistare le aromatiche.


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domenica 17 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 18

Quando usi lo shampoo, prendine un cucchiaio, mettilo in un piccolo contenitore e diluiscilo con acqua. Applicalo poi su capelli e cuoio capelluto così diluito: lo shampoo risulterà meno aggressivo ma ugualmente efficace e tu risparmierai sui consumi


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sabato 16 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 17

Fai una foto degli oggetti ai quali sei legato da un caro ricordo ma che non usi più, poi regalali o vendili.   (fonte: clutter rehab)




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venerdì 15 giugno 2012

Giveaway numero 3: contribuisci anche tu!

Ed eccoci qui, siamo giunti al terzo Giveaway.


Ad onor del vero, questo è un concorso/collaborazione e parte di esso ci accompagnerà lungo l'estate.


Cosa ti chiediamo?



  • Proponi un ecopensiero che sia in linea con la filosofia della decrescita, consapevolezza, ecologia, etc. I più originali/belli/simpatici verranno pubblicati (dietro tuo consenso).

  • Aiutaci a diffondere questo blog tra i tuoi contatti Facebook, Twitter, o email. Se i tuoi contatti sono su FB, fai cliccare mi piace sulla nostra pagina http://www.facebook.com/pages/Bio-Si-pu%C3%B2/226416774105601  e ricordati di chiedere ai tuoi contatti di inviarci una email a: giveaway.biosipuo@yahoo.it segnalando il "promotore"


 


Cosa puoi vincere?



  • tra i pensieri più belli, selezionati dalla piccola giuria di due persone (lo staff del blog), estrarremo a sorte TRE CONSULENZE di FLORITERAPIA di BACH (via mail, chat, ed eventualmente telefono) PIU' UN FLACONE DA 30 ML di FIORI DI BACH del valore di 30 euro

  • per coloro che avranno contribuito a diffondere maggiormente il nostro blog, un ebook in PDF da noi preparato con una selezione di ecopensieri e idee per affrontare la crisi con il sorriso.


Quanto tempo hai per partecipare?



  • per inviarci i pensieri, hai tempo fino alla mezzanotte del  20 luglio all'email giveaway.biosipuo@yahoo.it Dopo quella data comunicheremo i nomi dei vincitori

  • per aiutarci a farci conoscere, hai tempo fino al 20 agosto. Ricordati sempre di farci raggiungere con una email all'indirizzo giveaway.biosipuo@yahoo.it dai tuoi contatti.


 


Per finire: Partecipa, partecipa, partecipa!!!


 


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365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 16

Se possiedi una cantina o una soffitta, inizia a fare le grandi pulizie e a regalare quello che non ti serve più. Rimetti in circolo le energie e gli oggetti, la terra te ne sarà grata e tu dovrai decisamente spolverare meno!


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giovedì 14 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 15

Piccolissima ricetta per uno scrub casalingo e decisamente naturale:  macina un pugno di zucchero di canna e riducilo a una povere grossolana., aggiungi olio vegetale (mandorle dolci) e due tre gocce di oli essenziali se li gradisci e mescola. Applica il composto sulla pelle umida con movimenti circolari.


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mercoledì 13 giugno 2012

Sapone di sale

 


Pochi giorni fa, curiosando tra i prodotti della mia nuova erboristeria preferita (Herba Mater a Roma),


ho trovato un oggetto che ha subito attirato la mia attenzione: il sapone di sale himalayano, un parallelepipedo di trecento e passa grammi di sale rosa compatto e assolutamente invitante.


Naturalmente, ho subito colto l'occasione al volo e l'ho acquistato, perchè ero proprio alla ricerca di un detergente assolutamente naturale da utilizzare dopo i trattamenti di riflessologia plantare per pulire le mani e ripulire il campo energetico.


Curiosando in rete, ho trovato una serie di informazioni su questo sapone che vorrei condividere.


Innanzitutto la zona di provenienza: Pakistan, dove il sale raccolto nelle cave viene triturato e compresso in panetti di varie forme. Essendo raccolto in zone presumibilmente incontaminate, questo sale conserva grandi quantitì di minerali: magnesio, calcio, potassio, sodio, ferro, manganese, zinco, rame, cloruro, eccetera.


Questo fa sì che le sostanze di cui è ricco penetrano nella pelle e svolgono un'azione riequilibrante sulla cute rendendola elastica e vitale. Alcuni siti affermano che, regolando il ph cutaneo, si può utilizzare in caso di psoriasi, acne, verruche e, svolgendo una naturale azione antisettica, germi batteri e funghi vengono soppressi quando usiamo questo sapone. Inoltre, una doccia con il sapone di sale aiuterà a rimuovere la stanchezza e rilassare la muscolatura, quasi come un bagno con i sali profumati.


Taluni suggeriscono addirittura di utilizzarlo come deodorante, sebbene io personalmente non abbia proprio idea di cosa una sostanza salina possa fare quando sta a macerare per ore in un ambiente così umido.


Come accennavo, il sapone di sale può essere utilizzato con successo per ripulire i campi energetici, e per chi svolge un lavoro di massaggio, fisioterapia o comunque ha  contatto fisico (anche frequentare la metro può "sporcare" il campo energetico) con gli altri, e il suo costo contenuto lo rende un complemento indispensabile per gli operatori del benessere.


 


Come usarlo? Inumidire il sapone e passarlo sulla pelle senza risciacquare. Attendere qualche minuto e rimuovere i cristalli di sale in eccesso. Si può usare su tutto il corpo e volendo anche nei massaggi, avendo cura di frizionare la pelle con olio da massaggio prima di passare il sapone di sale: questo procedimento aiuterà a purificare profondamente la persona.


Chi soffre di ipertensione è bene che si faccia consigliare da personale sanitario esperto, ma un risciacquo immediatamente dopo l'utilizzo del sapone dovrebbe fugare ogni rischio.


 


Che dire quindi? Dato il costo contenuto, 5 euro circa, vale davvero la pena di fare una prova :-D


 


 


 


sapone di sale rosa,sale rosa himalayano,panetto di sale,pulizia corpi energetici


sapone di sale rosa,sale rosa himalayano,panetto di sale,pulizia corpi energetici

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 14

Prima di comprare l’ennesimo oggetto, capo di abbigliamento, gadget, fermati un attimo. Pensa a tutto quello che già possiedi e a quante volte l’hai usato. Fai un breve inventario e poi decidi se vale davvero la pena riempire gli armadi di cose che userai tre volte nella vita.




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martedì 12 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 13

Utilizza le bottiglie di plastica come vasetti per le piante o semenzai; la stessa cosa si può fare con i bicchieri e con vasetti di vetro ormai inutilizzabili.


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lunedì 11 giugno 2012

La discarica del vicino è sempre più verde

C'era una volta a Roma, in un posto dal nome poco felice (Malagrotta), una piccola grande discarica.

Il compito di questa discarica era immane: contenere e rielaborare i rifiuti di tre milioni e passa di abitanti.



 


Gli abitanti di Roma erano persone evolute, molto tecnologiche e alla moda: compravano il cibo in eleganti involucri da gettare appena arrivati a casa, sostituivano cellulari e gadget ad ogni batter di ciglia, compravano ogni anno abiti con data di scadenza 6 mesi, si riempivano le case di allegri flaconi colorati contententi ogni ben di dio. E buttavano, buttavano, buttavano sorridenti quintali di monnezza nei cassonetti, e si sentivano magnanimi e antirazzisti, dacchè non badavano alle differenz(iat)e tra una buccia di banana e un barattolo, tra un libro e un litro di olio esausto.

Sapevano che, poco più o molto meno, sarebbe poi passata la fatina magica a portar via nella piccola discarica tutta quella roba che non volevano più vedere. L'idea che nella testa dei romani si formava quando pensavano ad una discarica era più o meno la seguente: un luogo utile, indispensabile, che stesse il più possibile lontano dalle case che abitavano.

Così, mentre i poveri disgraziati che vivevano nei dintorni di Malagrotta dovevano subire i pochi onori e i troppi oneri, nessun altro cittadino voleva assumersi lo stesso destino.

Ma-la-grotta andava riempiendosi, e bisognava trovare altre destinazioni dove buttare gli inutili ed eccessivi resti della civiltà di quell'epoca.

Gli oculati amministratori si guardavano bene dall'investire in progetti di raccolta differenziata, o di educazione civica per insegnare ai romani a sprecare meno: la monnezza è business, più ce n'era e più gli amministratori prosperavano.

Ed è così che pensarono alla soluzione suprema: l'inceneritore di Albano. Gli abitanti giustamente insorsero: prechè prendersi la mondezza di una città nella quale nemmeno vivevano e il rischio di sviluppare svariatissime malattie?

(http://castelli.romatoday.it/albano/scontri-polizia-manifestazione-no-inc-14-aprile.html)

Intanto che la diatriba continuava, bisognava trovare un posto per buttare, buttare, e ancora buttare...

Ogni luogo che veniva eletto a sito papabile incontrava la medesima reazione:

NO.

I cittadini di Pian dell'Olmo, Corcolle, e tante altre zone nominate a casaccio dagli amministratori si ribellavano a questa terribile ingiustizia, salvo poi fregarsene dei poveri abitanti di Malagrotta che ricevevano anche la loro di spazzatura.

Ci mancherebbe: le proteste sono giuste e sacrosante, ma se non sono accompagnate da coerenza e da senso civico restano sempre la solita zuffa per tenersi stretto il proprio orticello alla faccia di tutto quello che succede fuori.

 Eppure sarebbe bastato veramente poco: cominciare a sprecare di meno.

Un concetto dal sapore retrò, più adatto alle loro nonne che a quell'ameno, moderno popolo. Ma quella era la sola e unica soluzione.

Come andò a finire, non ci è dato saperlo.

Ma possiamo vedere invece i progressi che ogni giorno noi possiamo fare iniziando a ridurre, riciclare, dare nuova vita agli oggetti.

Ognuno di noi fa la differenza, quando la differenziata non è sufficiente.

Il concetto è semplice: non dobbiamo aver bisogno di 4 contenitori dell'immondizia per riporre i nostri kg di rifiuti, ma fare in modo che i chili diventino etti, e poi grammi.

Comprare cibo sfuso, detersivi e shampoo alla spina, è già un notevole passo avanti.

Acquistare bibite con vuoto in vetro a rendere o bere l'acqua del rubinetto contribuirà di molto a ridurre i nostri rifiuti.

Evitare di rottamare mobili, tecnologia o elettrodomestici con la frequenza di adesso, ci farà respirare più aria pulita.



Se tutto questo ci sembra un sacrificio immane, ricordiamoci che abbiamo esaurito le risorse e che a breve non saremmo più in grado di permetterci questo spreco. Se questo non bastasse, Roma è sull'orlo della tracimazione immondezzaria: per farla breve, se non riduciamo il pattume ce lo ritroveremo sotto casa nè più nè meno come Napoli e Palermo.



Quindi, iniziamo da oggi a provare l'ebbrezza della pattumiera semivuota:

facciamo la differenza, e anche la differenziata!







Ps: se vi serve un esempio, cliccate qui: hofattoilcomposto

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 12

Think different:


non è uno spot ma un modo per svegliare la nostra consapevolezza.


Spiazza il tuo cervello spezzando la tua solita routine: cambia la strada che percorri tutti i giorni, vai al cinema di mattina, frequenta un corso in una materia della quale sei digiuno, fai colazione in modo differente.


Qualunque cosa possa cambiare le tue abitudini, sarà un ottimo esercizio per tenere le antenne dritte!


 


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domenica 10 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 11

Prepara il pane in casa: bastano acqua, farina bio, poco olio e lievito e qualche ora per far crescere l’impasto: il primo morso della prima pagnotta sarà un’esperienza indimenticabile!




clicca qui


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sabato 9 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 10

Controlla il tuo armadio dei detersivi: quante sono le sostanze inquinanti contenute in ognuno dei flaconi? Capire la composizione ti aiuterà a farne un uso accorto e a respirare aria meno inquinata in casa


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venerdì 8 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 9

Iscriviti ad un gruppo di scambio oggetti: con una email potresti “sbarazzarti” di cose che non utilizzi più ma che potrebbero servire ad altri oppure trovare gratis qualcosa che avresti dovuto acquistare




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giovedì 7 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 8

 


Se vuoi evitare lo spreco di chili di carta, metti sulla tua cassetta delle lettere un’indicazione nella quale dichiari di non volere pubblicità.


 


Alla fine dell’anno avrai risparmiato l’equivalente in peso di due libri.


 


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mercoledì 6 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 7

Nei giorni di festa, concediti il lusso di una passeggiata all’aria aperta. Vai in un parco o un giardino vicino casa; anche le aiuole vanno bene. Vacci a piedi, portati una coperta e rimani a goderti la giornata in mezzo a quel verde




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martedì 5 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 6

Semina dell’insalatina da taglio o della lattughina.


Cresce in poco tempo e il sapore non sarà minimamente paragonabile con l’insalata che compri al supermercato.


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http://biosipuo.myblog.it/archive/2011/06/07/il-balcone-e-il-peperone.html



lunedì 4 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 6

Se compri una rivista, non gettarla. Falla circolare tra parenti e amici, e donala alle sale d’aspetto di medici, di ospedali o di centri assistenziali.


Oppure, fai diventare la tua pila di riviste un simpatico sgabello!


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domenica 3 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 5

Inizia ad entrare in confidenza con il concetto di autoproduzione: sembra una parola complicata ma è quello che l'umanità fa da sempre. La pasta in casa, il pane, cucirsi una salvietta, coltivare una pianta aromatica.


Come sempre l'importante è iniziare ad agire, il resto verrà da sè.


 


http://biosipuo.myblog.it/autoprodurre/

sabato 2 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 4

Considera quello che usi come un bene durevole: a meno che non si tratti di un fazzoletto di carta usato, tutto può essere usato, riutilizzato, riciclato.


Le bucce della frutta, le posate di plastica (che utilizzeremo solo occasionalmente), i vuoti dei detersivi, vecchi giornali, etc etc: impara a vederli sotto un'altra luce e ad esprimere la tua creatività.


Se anche il più piccolo scarto verrà riusato, piano piano uscirà dalla tua testa quel brutto tarlo dell'usa e getta che gli industriali di tutto il mondo ci hanno inculcato.


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venerdì 1 giugno 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 3

Utilizza stoviglie in vetro, ceramica, coccio, acciaio. Usa ciò che si può riutilizzare migliaia di volte e che potresti addirittura tramandare di generazione in generazione.


Bicchieri posate e piatti di plastica riservali ad un'emergenza o un evento occasionale.


Lavare un piatto di ceramica avrà sicuramente un impatto ambientale minore di gettarne uno in plastica.




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giovedì 31 maggio 2012

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 2

La crisi può essere un'opportunità.


Ci dà modo di riconsiderare i nostri stili di vita e per chi lo desidera, capire quali sono i nostri veri obiettivi.


Sfruttiamo i suoi lati positivi e impariamo a vivere in maniera diversa.


 


mercoledì 30 maggio 2012

Gli italiani, il terremoto, le parate, il calcio

Questo non è affatto un bel periodo per l'Italia. Tra stangate e mazzate, anche la natura ci mette del suo e decide di sconquassare la vita di decine di migliaia di cittadini ai quali nel giro di una settimana è stata tolta una casa, un lavoro, un familiare, la vita.


Come se non bastasse, oltre al danno si aggiunge la beffarda e recente disposizione dell'attuale governo che non stanzierà più fondi per disastri ambientali; abbiamo visto con la città de L'Aquila che anche i fondi servono a poco se a distanza di due anni gran parte delle zone colpite è ancora una maceria, ma se uno Stato decide di togliere anche gli aiuti minimi che sarebbe tenuto a dare, lo Stato delegittima la sua esistenza.


Se scompare il carattere assistenziale, allora viviamo in un moderno regime feudale, dove ti concedono sì di tenerti il "tuo" pezzetto di terra, ma a carissimo prezzo.


Nel frattempo, il caro Monti anzichè parlare dei fondi che non stanzieranno, si preoccupa di pronunciare ipotesi sulla chiusura di un paio di anni del campionato di calcio italiano.


Fondamentalmente, e cercando di evitare quanto più possibile la volgarità, del calco m'importa 'nà ....


Ma evidentemente, il "problema" è così sentito dagli italiani da indurli a parlare e versare fiumi di energie su questo scandalo, che di sconvolgente ha solo il fatto che ancora oggi milioni di persone danno credito e "fede" a un passatempo.


Sprechiamo centinaia di euro, ore e ore di tempo a guardare gente giocare sui prati invece di farlo noi stessi; i gusti son gusti, ma sinceramente  chi ancora crede alla lealtà sportiva e ai valori etici in un mondo dove girano miliardi di euro... è un grullo.


Il potere che abbiamo di cambiare il nostro mondo semplicemente svegliandoci dal torpore mediatico e sociale dell'uomo qualunque è immenso.


Svegliandoci capiremmo che non siamo costretti a farci prendere per il didietro da persone viziate, strapagate e ladrone che truccherebbero anche le partite a dama con la nonna.


Svegliandoci capiremmo che il governo non può fare quello che vuole, e che lo Stato siamo noi e ognuno di noi può contribuire a migliorarlo.


Svegliandoci potremmo dare un segnale forte al Presidente della Repubblica che ritiene la parata militare indispensabile per festeggiare la Repubblica: boicottiamola tutti, e lasciamo solo i politici a "godersela"


Svegliandoci potremmo fare mille milioni di cose, e ricostruire le città terremotate negli stessi tempi e standard qualitativi del Giappone: se lo hanno fatto loro, allora si può!


Svegliamoci, e spegniamo la TV e la falsa informazione!

365 ecopensieri per sopravvivere alla crisi - 1

Pensa in piccolo, adotta la politica dei piccoli passi.


Se non sei costretto dalla crisi a rinunciare a tutto e subito, otterrai maggiori risultati procedendo un poco alla volta.


Senza troppa fatica, anzi, otterrai dei grandissimi risultati!


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Foto: windoweb

lunedì 28 maggio 2012

Spaghetti profumati con pomodorini e olio piccante

Questa è davvero una ricetta rapida e che con il suo profumo inebriante riesce a cambiare l'umore di una persona.


Chi l'ha detto che un pasto non possa essere anche un fantastico momento di aromaterapia?


Veniamo agli ingredienti:


spaghetti/spaghettoni


dieci pomodori perini ben maturi


una manciata di erbe aromatiche (erba cipollina, salvia, rosmarino, basilico, prezzemolo, pochissimo origano)


olio evo


peperoncino


aglio


 


procedimento:


mentre l'acqua bolle, tagliare i pomodorini a pezzetti e tritare finemente le erbette e metterli in una ciotola. Chi gradisce, può aggiungere uno spicchio di aglio tagliato a rondelle sottili.


A parte, riscaldare a fiamma dolce l'olio con il peperoncino facendo attenzione che la temperatura non diventi troppo alta. L'olio deve essere messo tiepido nella ciotola.


Scolare la pasta al dente, versarla subito nella ciotola con le erbe i i pomodori, aggiungere l'olio e girare velocemente.


Il calore della pasta ammorbidirà leggermente i pomodori e sprigionerà il gusto fantastico di questa pasta.


Se volete, accompagnatela con un bel bicchiere di vino bianco ghiacciato e... buon appetito!


martedì 22 maggio 2012

Panini all'olio

Nell'ambito della decrescita e dell'autoproduzione,


ho trovato tempo fa una ricettina molto sfiziosa di panini all'olio, da preparare senza il bisogno di aggiungere null'altro che ingredienti derivanti dal mondo vegetale.


Procediamo con la ricetta...


Ingredienti:


500 gr farina grano tenero


100 ml olio
150 ml acqua
50 gr evo
50 gr latte di riso tiepido
25 gr lievito
10 gr di sale
10 gr di zucchero


 


Procedimento:


Impasto a lungo la farina con l'olio, fino a quando non si amalgamano bene i due ingredienti.


A parte, sciolgo il lievito nel latte intiepidito e lo aggiungo all'impasto. Continuo a lavorare il composto aggiungendo poco a poco l'acqua. Volendo si può sostituire l'acqua con il latte di riso per rendere il panino più morbido e simile al panino al latte.


Una volta fatto assorbire tutto il liquido, aggiungo sale e zucchero e continuo a lavorare la pasta fin quando non risulterà soda e liscia. A quel punto, copro  l'impasto e lo metto a riposare in un ambiente tiepido e al riparo delle correnti. Quando è raddoppiato di volume, si può procedere con la seconda lavorazione: formo delle palline della dimensione desiderata e le metto su una placca da forno ben oliata. Anche questa volta, faccio riposare e aumentare di volume; è preferibile aspettare un'ora in più ma far lievitare bene l'impasto.


Una volta cresciuti, i panini vengono intagliati con la lama di un coltello e conditi a piacere con semi di sesamo, papavero, sale grosso e quello che la fantasia ci detterà.


Lascio ancora riposare una mezz'ora, e inforno a 200 gradi per venti minuti circa o fin quando i panini non risulteranno ben dorati.


Arrivati a questo punto, e dopo averli fatti raffreddare per alcuni minuti, si possono servire in tavola.


Buon appetito!


 


 


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venerdì 18 maggio 2012

Condividere gli spazi: un ritorno al passato in attesa di tempi migliori

I dati sulla disoccupazione si fanno ogni mese più pesanti, le pensioni non bastano a fa vivere decentemente le persone, stentiamo ad arrivare a fine mese?


Ecco una proposta che a molti farà storcere la bocca, ma che per tantissima gente è già pratica forzata: la condivisione degli spazi abitativi.


In un periodo in cui aumentano le tasse anche sull'aria che respiriamo, l'unica soluzione (si spera temporanea ma potrebbe rivelarsi un'ottima esperienza) che a me può venire in mente per garantirci un tenore di vita umano è con-dividere le case: magari con i familiari, o per chi può permetterselo in cohousing, questa pratica dal sapore un pò retrò può e deve essere attuata.


Ricordo i racconti delle mie nonne, una a Roma e l'altra in un paesino nella campagna marchigiana, che mi parlavano di epoche "lontanissime", nelle quali la gente divideva pochi metri quadrati con una o più famiglie; ho anche la memoria dei bellissimi film italiani degli anni 50 e 60, dove bastava una tenda per creare più stanze da letto all'interno di un unico ambiente. Tuttora extracomunitari e comunitari non molto ricchi vivono numerosi in appartamenti poco più che piccini.


Non è questo il ritorno al passato che auspico, quelli erano tempi durissimi e le persone avevano la peculiarità oggigiorno rara di sapersi adattare a tutto pur di aggirare gli ostacoli che la vita metteva loro di fronte.


Noi abbiamo cambiato la nostra mentalità, consideriamo la casa come un rifugio anche psicologico ancor prima che un tetto che ci ripara da intemperie e intrusi, e come un simbolo di affrancamento dalle mura genitoriali. Per alcuni, è la triade maxima a cui aspirare nella vita: casa, matrimonio, figli.


E' difficile pertanto pensare di tornare a vivere con i genitori, o pensare all'epoca in cui le nostre nonne gestivano una casa con dieci persone dentro e talvolta qualche animale. E, come detto prima, non siamo costretti a dividere 20 mq con altre 6 persone.


Abbiamo bisogno dei nostri spazi, questo è certo, ma i nostri spazi sono davvero nostri?


Se ci soffermiamo a scrutare nelle varie stanze (per i fortunati) che compongono i nostri appartamenti, noteremmo che la maggior parte dello spazio che non è occupato da esseri viventi è dedicato all'archiviazione di beni di consumo: televisori, pc, console, scarpe, vestiti, quintali di scorte alimentari e detersivi. Il nostro "spazio inalienabile" ha la funzione di immagazzinare scorte per la maggior parte inutili, costose e che diventeranno obsolete nell'arco di dodici mesi.


Se viviamo in case ricolme di beni di consumo, non sarebbe più proficuo e utile occupare quello spazio con qualcuno il quale, una volta presi accordi molto precisi, possa contribuire alle spese?


Ed è davvero così brutto prendere in considerazione l'idea di dividere casa con parenti e/o amici, sempre che si stia in buoni rapporti e che si abbia un minimo di sacrosanta privacy?


Mantenere due case o mantenerne una costituisce enorme differenza economica per una famiglia; ma, al di là di semplici calcoli da ragionieri, potrebbe anche essere un modo temporaneo per condividere saperi, conoscenze, esperienze.


Anzichè accendere la tv, potremmo raccontarci le nostre giornate o succosi aneddoti, anzichè comprare due volte le stesse riviste, comprare una rivista e un libro da leggere e commentare.


Meno elettrodomestici, meno consumi di gas per riscaldare le case, magari meno automobili perchè si riuscirebbe a intrecciare i vari impegni e fare car sharing. Meno Imu, meno tasse, un solo abbonamento Rai. Meno sprechi alimentari, ottimizzazione del tempo libero (se si fanno i turni in cucina e per le pulizie), meno spese di manutenzione (con più persone in casa, si può trovare chi rassetta il giardino o fa piccole riparazioni).


Se fatto con consapevolezza e desiderio di aiutarsi reciprocamente, riusciremmo a superare i piccoli ostacoli quotidiani che i vari caratteri ci proporranno inevitabilmente.


Ma tutto sommato, sarebbe davvero così brutto vivere insieme ad altre persone?

lunedì 14 maggio 2012

Il Cae, la festa dei vegetariani, e pensieri sparsi

Domenica 13 maggio a Roma si è svolta la decima edizione della festa dei Vegetariani, un momento d'incontro, informazione e riflessione su cosa significa essere vegetariani e perchè dovremmo esserlo. La manifestazione è stata ospitata presso la Città dell'altre economia , una realtà in piedi da anni ma che sembra purtroppo rischiare la chiusura grazie al disinteresse più totale di questa amministrazione cittadina che sembra evidentemente poco sensibile alla realtà in questione (e non solo).


Ma procediamo per argomenti senza mescolare troppo le cose.


La festa dei vegetariani: quest'anno mi è parsa leggermente sotto tono, ma come sempre ho avuto modo di fare conoscenza con diverse persone e scoprire delle realtà molto vive che si muovono nella nostra metropoli. Catering vegetariani, corsi di cucina crudista, banchetti animalisti e persino uno stand che vendeva cibo per animali veg. Ho usufruito di un trattamento gratuito di Pranic Healing che mi ha rimessa al mondo, e ringrazio le gentilissime operatrici che me lo hanno offerto.


L'esperienza principale di queste occasioni resta comunque quella di conoscere altre persone che condividono lo stesso percorso, e fare "rete" per diffondere questo stile di vita.


Già che c'ero, vista la concomitanza con il Biomercato, mi sono fatta un giretto nello spazio adiacente la festa, ricco (almeno da lontano) di invitanti banchetti. Devo dire la verità: sono rimasta parecchio delusa. Se biomercato deve essere, logica vorrebbe che su 20 stand 18 siano di prodotti biologici, in particolar modo alimentari. Invece, come purtroppo capita spesso, la rappresentanza del mondo alimentare e soprattutto vegetale era limitata a due stand che alle 13:00 si erano praticamente finiti tutto, a un meraviglioso banco con panificazioni naturali di tutti i tipi, al "porchettaro" e un venditore di formaggi bio.


Il resto, con tutto il rispetto per esso, era rappresentato da beni di ...seconda necessità.


Interessante però il laboratorio di creazione di pasta modellabile (il didò per intenderci) che alcune ragazze stavano facendo con dei bambini... un'esperienza da replicare sicuramente!


Proseguendo con il mio giro, ho deciso di visitare gli spazi della Città dell'Altra economia. Tenete presente che il consorzio che gestisce lo spazio all'interno dell'Ex mattatoio è sotto sfratto e continua ad "abitare" questo luogo solo grazie a piccole proroghe dell'ultimo minuto che però non consentono una pianificazione accurata e a lungo termine di eventi, manifestazioni, incontri.


Come dicevo prima, l'amministrazione attuale di questa città ha scarso interesse a mantenere vivo un luogo di incontro, relazioni e crescita che parla di economie alternative: questa amministrazione in realtà ha interessi solo dove può lucrare, cosa potrebbe farsene del CAE?


E' però paradossale che in una città come Roma, talmente ricca di agricoltura da essere la città europea con il maggior territorio agricolo, le amministrazioni non riescano a capire quanta "economia" questa situazione potrebbe creare. Paradossale e assolutamente miope, visto che sempre più cittadini si interessano di argomenti come la decrescita, il commercio etico, l'agricoltura biologica.


In ogni caso, devo dire che la biobottega mi ha delusa. Certo, lo spazio è molto grande e hanno un settore vini/oli spettacolare, per non parlare delle centinaia di tipi di conserve e di scatolame vario. Ma io vivo dell'illusione che la decrescita e l'altra economia debba essere frutto di uno stile di vita che predilige il fresco, l'appena colto. Vedere la zona ortaggi e frutta relegata in 20 metri quadrati e completamente sguarnita mi ha confuso le idee: in un giorno di grande affluenza come queste domeniche, mi sarei quantomeno aspettata che ci fosse qualcosa in più di tre vaschette di fragole, 5 chili di fave e qualche patata. Mi sarebbe piaciuto acquistare uno o due frutti e mangiarmeli al sole, ma anche fare un pò di spesa da portare a casa: per lo scatolame, attraverso la strada e il supermercato davanti casa me ne offre in abbondanza.


Non è andato meglio il biobar: proponeva moltissimi panini e focacce, con i soliti prezzi allucinanti. Un euro e 50 per una pizzetta di 7 cm di diametro e del peso scarso di 80 grammi, due euro e 50 per saccottino di 130 gr ripieno di verdure. L'acqua (di Nepi e in plastica), un euro per mezzo litro. Se fossero corretti toglierebbero il prefisso bio.


 


Comunque sia, se è il messaggio che conta, e lo spazio per fare rete e "numero" la Città dell'Altra Economia è un punto cruciale d'incontro, ed eventi come la festa dei Vegetariani importanti momenti d'informazione.


 


 


 


Ava: http://www.vegetariani-roma.it/


Città dell'Altra Economia: http://www.cittadellaltraeconomia.org/index.php

giovedì 3 maggio 2012

Diario di un orto maldestro - primavera 2012

sinergico1.jpgLa neve a Roma quest'anno ha fatto strage di un sacco di piante sul mio balcone. Guarda caso, tutte quelle cosidette ornamentali, lasciando i miei balconi con un pugno di aromatiche malconce ma che hanno resistito alla grande.


Vista la mia scarsa maestria nel gestire ortaggi e frutti sul terrazzino (sebbene la lattuga mi ha dato delle enormi soddisfazioni), quest'anno ho scelto di essere minimal: peperoni e peperoncini a parte (e se il dio degli ortolani vuole confido di assaggiare una fragola), ho riempito i vasi di aromatiche di tutti i tipi, e proseguito con la via dei vasi sinergici.


Cosa significa, in parole povere? Ho messo per ogni vaso diversi tipi di piante a farsi compagnia tra di loro, e tra essi qualche spicchio di aglio. L'hanno scorso l'esperimento ha funzionato, tanto da far diventare rigogliose le lattughe piantate in questo modo e tristi quelle messe insieme ad altre compagne. L'esperimento ha inoltre (pare) tenuto lontani dalle piantine un bel po' di parassiti.


Nelle foto potete vedere una minima parte dei miei strampalati esperimenti, nel frattempo questo è l'elenco delle aromatiche attualmente dimoranti (l'elenco è ancora da aumentare, of course):


coriandolo


rosmarino


rucola


basilico siciliano e genovese


erba cipollina


salvia


peperoncini vari


timo limoncino


origano strisciante


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mercoledì 2 maggio 2012

I cinque tibetani - quando la pratica vale più di tanti miracoli

Siamo culturalmente predisposti ad avere tutto e subito, corriamo corriamo e speriamo anche di ottenere risultati miracolosi da qualsiasi prodotto usiamo: dal frutto magico alla crema anticellulite istantanea, passando per le diete lampo o per le ristrutturazioni all in one.


Anche per l'attività fisica è così, cerchiamo frenetici programmi di allenamento che possano smagrirci, tonificarci e gonfiare i nostri muscoli, sì da verificarne i tangibili risultati entro 48 ore dall'inizio dell'attività.


I cinque tibetani non sono niente di tutto questo. i testi che li descrivono parlano di risultati eccezionali che vengono fuori sulla lunga distanza: ringiovanimenti significativi, aumento dell'energia vitale, sparizione di molti acciacchi. Ma quello che conta, secondo il mio modesto parere, è l'assiduità nel praticarli.


Cosa sono i cinque tibetani? Sono una pratica di cinque esercizi dinamici mutuati in parte da alcune posture yoga: attraverso una respirazione specifica e l'attenzione portata ai movimenti, questi esercizi lavorano sui sette vortici vitali (o chakras) armonizzandoli, e armonizzando con essi le ghiandole ormonali collegate. Questo allineamento provocherebbe nel tempo un ripristino del corretto funzionamento dell'organismo, portandolo a "sfruttare" appieno le infinite risorse che ha a disposizione.


I testi riferiscono di enormi miglioramenti: per onestà, io personalmente non conosco nessuno che li abbia praticati e sia ritornato fisicamente "indietro nel tempo", magari fra un paio di anni potrò aggiornarvi.


Quello che posso raccontare della mia esperienza appena iniziata è che effettivamente donano una grande riserva di energia ma soprattutto "costringono" a dedicare dieci venti minuti al giorno al nostro benessere psicofisico: una sorta di meditazione attiva che se praticata assiduamente può indurci a smettere di cercare il miracolo mediatico e farci concentrare sul potere reale della nostra mente e del nostro corpo.


Se volete saperne di più fate riferimento ai seguenti testi:


 


Peter Kelder  - I cinque Tibetani   Ed. Mediterranee


AAVV - I cinque tibetani Volume 2 - Ed Mediterrane


 


Oppure guardate questo video che mi sembra il più attinente:


http://www.youtube.com/watch?v=eDZ03fHA7vU


martedì 24 aprile 2012

Tavola verde in primavera

Aprile è il mese in cui iniziano timidamente a spuntare sui banchi del mercato le prime, timide fragole.


Dopo mesi di arance, mele e pere, è una gioia per gli occhi e i succhi gastrici vedere quel rosso sgargiante pieno di gustose promesse.


In attesa però di arrivare a godere appieno dei frutti primaverili/estivi, possiamo buttarci a capofitto nelle tantissime varietà di verde che la tavola di aprile ci offre:



  • fave, gustosi e salutari legumi freschi ricchi di vitamine del gruppo B, ferro fibre e proteine vegetali

  • agretti o barba dei frati, ortaggio dal gusto particolare e ricco non molto usato nelle nostre cucine ma ricchi di sali minerali e di sostanze depuranti

  • cicorie di campo e coltivate, ricchissime in minerali e con spiccata azione depurante sul fegato. A tale proposito, è bene ricordarci che tutte le verdure amare sono dei veri e propri toccasana per il fegato.

  • cipolle e agli freschi, dei quali consumare anche parte dei fusti in minestre per donare un sapore più delicato

  • piselli, altra fonte di proteine vegetali abbinate a minerali e fibre

  • rucola, delizioso tocco aromatico per ogni insalata e con proprietà altamente digestive, e fornita di magnesio e potassio

  • malva, tarassaco, bardana. Emollienti, rimineralizzanti e disintossicanti erbe spontanee che possono essere mangiate in tutti i pasti.

  • asparagi, gustosi e ricchi di sali minerali sebbene forse sopravvalutati


La tavola di primavera sembra proprio essere fatta per pulire i nostri organismi e prepararli al gran caldo dei mesi estivi: con la varietà di prodotti della terra ricchi di minerali e vitamine avremo modo di affrontare in piena salute e "ripuliti dall'interno" la stagione.


Inoltre, data la versatilità di questi ortaggi, potremmo mangiare ogni giorno combinarli in minestre, zuppe, primi piatti, secondi e contorni gustosi e più che salutari.


Cosa aspettiamo quindi a imbandire le nostre tavole con queste delizie?


Bon appetit!



mercoledì 18 aprile 2012

Secondo Giveaway di primavera!

Aggiornamento del 2 maggio:


le estrazioni sono state fatte e ai vincitori è stata inviata una email. Per chi non avesse vinto, rimanete sintonizzati, nuovi Giveaway vi aspettano!!!


I vincitori del Giveaway  sono:
Francesca S.
Autilia D.
Alessandra B.
Brigida A.
M.d.R

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato!


 


 


 


Ed eccoci arrivati al secondo Giveaway di primavera.


Questa volta, in palio ci saranno 5 vasetti da 30 ml di crema personalizzata con oli essenziali e fiori di bach per i piccoli problemi della pelle quali punture d'insetto, piccoli eritemi, scottature.


A seconda della vostra necessità, personalizzeremo la crema con gli ingredienti più appropriati.


La crema usata come base sarà il fluido idratante della BioEarth, completamente ecobiologico.


Per partecipare, inviate una email a


giveaway.biosipuo@yahoo.it


entro e non oltre il 30 aprile con oggetto "Secondo Giveaway di primavera".


Dopo tale data, verranno estratti a sorte 5 nominativi ai quali verrà inviato l'omaggio.


Attenzione:


Non inserite i vostri dati, quelli verranno chiesti solo se sarete estratti!

Saranno accettate solo le adesioni che arriveranno al suddetto indirizzo email.


Buon Giveaway!!!


martedì 17 aprile 2012

Massaggio tradizionale Thailandese (NUAD BORAN THAI)

Oggi, grazie all'articolo scritto dal mio amico Max, vorrei farvi conoscere il Massaggio tradizionale Thailandese. Buona lettura e buon massaggio!!!


Ogni giorno Viviamo la vita attraverso la percezione della nostra mente, delle nostre emozioni e
del nostro corpo. Questo negli anni si è sviluppato per funzionare in un certo modo di optimum: lo
Stato Naturale.
Le restrizioni, le pressioni e le tensioni della vita quotidiana ci rendono incapaci di rimanere in questo Stato.
La paura, l’inquietitudine, le emozioni negative, la mancanza di una propria educazione,
le cattive abitudini, la postura errata nel lavoro, la respirazione non corretta, la disidratazione, indeboliscono gradualmente i nostri corpi e la nostra mente, causando l’accumulo di tossine, la degenerazione del tessuto connettivo, l’ossigenazione insufficiente dei muscoli, un uso eccessivo o un uso limitato di certi muscoli.
Tutto questo ci conduce verso problematiche fisiche e/o mentali, e/o emotive, ed infine puo’ arrivare a provocare la malattia.
“ I ricercatori valutano che alla fine l’80% di tute le malattia e causato dallo stress”!!!
Nuad Thai, il Massaggio Thai Yoga Tradizionale è un antico metodo utilizzato come
terapia per riprestinare le funzioni vitali del corpo.
Il Nuad Thai lavora allentando la miofascia, il tessuto connettivo, le fibre muscolari, sblocca l’energia,
stimola il movimento del sangue ed il liquido linfatico.
Il periodo del trattamento crea inoltre una pausa nella vita quotidiana consentendo al corpo-mente di rilassarsi profondamente, stimolando la produzione di benefici ormoni (i peptides), i quali riparano ogni giorno il danno da logorio.
Il corpo viene così stimolato e armonizzato verso il suo Stato Naturale, lasciando una sensazione di leggerezza, libertà, serenità.
Con la combinazione dei consigli sulla postura, sulla respirazione e sulle abitudini mentali, il Nuad Thai può essere un valido aiuto contro lo stress, il dolore muscolare, la rigidità, la fiacchezza, la tensione, la depressione.
Il Massaggio Thai non è una cura, solamente il corpo si cura; il Massaggio Thai rilassa il corpo permettendogli di autocurarsi.
Il Nuad Thai si integra bene con il movimento; aiuta infatti a migliorare le prestazione nello Yoga, nel ballo, nelle arti marziali e in tutti i tipi di sport in generale.


 


Thai massage

sabato 14 aprile 2012

Less is more step 11: pranzo al sacco!

Chiunque di noi sia costretto a trattenersi fuori di casa durante la pausa pranzo, sa benissimo che questa pausa di un'ora può trasformarsi in una costosa e poco sana esperienza alimentare.


Ormai lo sappiamo tutti: con i costi sociali che questo governo carica sempre di più sulle nostre spalle, volenti o nolenti dobbiamo risparmiare sul superfluo. Tolta quella della benzina utilizzata anche per andare in bagno,  quale spesa risulterebbe più superflua del pasto consumato quotidianamente fuori casa?


Facciamo un rapido calcolo: mangiare un panino al bar (la cosa meno costosa) più un'acqua o una bibita non costa meno di 3,5 euro che moltiplicati per 20 giorni lavorativi fanno 70 euro. Un pasto caldo composto da una sola pietanza, ci viene a costare intorno ai 5 euro minimo, per un totale di 100 euro al mese. Un pasto con due "portate", circa 8 euro (160 euro al mese). Il tutto, e per i fortunati che hanno un lavoro fisso e regolare per circa 11 mesi l'anno, equivale ad una spesa che va dai 770 ai 1760 euro all'anno. Vale a dire una cifra che equivale ad almeno una mensilità di stipendio.


Se ci aggiungiamo quei due euro almeno di caffè vari, lascio a voi l'onore di fare i conti...


Quando scrivo o parlo di decrescita, c'è sempre l'economista di turno che ribatte su quanto sia indispensabile consumare e spendere per mantenere questo sistema in piedi: configurando scenari apocalittici, il signor qualcuno cerca di convincerti che se i negozi chiudono e le aziende falliscono, è colpa delle tue scelte di consumar poco. Dimentica, questa gente fortunata che può permettersi di parlarci di consumi in virtù del fatto che ha risparmi ed entrate fisse ogni trenta giorni, che molte persone ormai sono oltre la canna del gas, che molte famiglie vivono in strada, e che il sistema economico che si sta cercando di tenere in piedi è la causa primaria di cotanta miseria umana.


La nostra società, in tempi di vacche grasse, ha creato una catena infinita di intermediazioni tra le materie prime e i prodotti finiti, e tra i prodotti finiti e gli utenti finali. In una sorta di struttura piramidale ancora più subdola delle famigerate aziende quali Herba.laif (ho storpiato il nome appositamente),  i prezzi sono lievitati all'infinito  per il consumatore, e scesi ben oltre la soglia della fame per i fornitori di materie prime (leggi questo: http://biosipuo.myblog.it/archive/2012/03/07/i-costi-sociali-dell-aranciata.html )


Abbiamo poi creato un miliardo di strutture per supportare i servizi: in poche parole, non per creare o produrre ma per smuovere l'aria fritta. 


Certo,  il bar o tavola calda che dir si voglia potrebbe entrare a fatica in questo ragionamento, se si pensa che le prime trattorie veloci per viandanti o lavoratori affamati sono sorte nell'antica Cina qualche millennio fa.


Ma adesso non sono più la stessa cosa... Alzi la mano chi riesce a mangiare ad un prezzo accettabile un pasto preparato con materie prime di qualità e con ingredienti freschi. Come dite, non potete saperlo perchè i ristoratori non pubblicizzano queste cose?


Mangiare fuori di casa significa mettere nelle mani di qualcun altro la nostra carica di energia, il nostro apparato digerente e per molti versi la nostra salute. Delegare a terzi la scelta del nostro cibo dovrebbe essere, come sempre, un atto di estrema consapevolezza: troppo spesso però ci avventiamo sulla sbobba che ci propinano affamati e desiderosi di finire in fretta per tornare ai nostri lavori.


E così, ci capita abbastanza di frequente di avvertire gonfiori, sonnolenze, e tanti fastidi di vario genere.


Come potremmo salvare capra (i nostri portafogli) e cavoli (i nostri stomaci)? Molto semplice, seguendo l'esempio dei nostri nonni.


Portarsi il pranzo da casa non è più un comportamento socialmente disdicevole, e oltre a risparmiare più del 50% di quanto spendiamo per mangiare fuori abbiamo la possibilità di variare la nostra alimentazione e scegliere quei prodotti freschi che ci daranno realmente energia. Il pranzo al sacco inoltre è un ottimo modo di riciclare gli avanzi della cena e risparmiare ulteriormente, e ci offre anche la possibilità di condividere le nostre creazioni con i colleghi. Basta veramente poco per organizzarsi e fare di questa virtuosa pratica un'abitudine che non pesa: possiamo preparare il nostro pranzo "cotto" mentre prepariamo la cena serale, oppure preparare un panino con verdure, patè freschi e qualche germoglio, o prepare una bella busta di frutta e verdure sbucciate  mentre siamo in attesa che si liberi il bagno.


Preparare il pranzo al sacco è semplicemente questione di abitudine, e se ci inventiamo una scusa nuova ogni giorno per evitarla, allora ci meritiamo di vedere i nostri portafogli sgonfi e le pance gonfie.


Prepararsi il pranzo ci da anche l'opportunità di variare ogni giorno la nostra alimentazione, evitando di incorrere in intolleranze dovute all'abuso delle solite quattro cose ingurgitate quotidianamente e fornendo una gamma completa di micro e macro nutrienti.


Per chi volesse osare, potrebbe anche portare un piccolo thermos dove mettere il caffè o l'orzo, da consumare con calma e senza spendere 90 centesimi ogni volta che si vuole fare una pausa.


Basta solo cominciare, magari già lunedì si potrebbe sperimentare, che ne dite?