sabato 17 aprile 2010

INTOSSICAZIONE CHIMICA

INTOSSICAZIONE CHIMICA

Franco Libero Manco



Gli europei ingeriscono ogni anno 170.000 tonnellate di aromi industriali e 95.000 tonnellate di glutammati (antischiuma, stabilizzatori di colori, antiagglomeranti, umidificatori, solventi, flocculanti ecc.). A causa di questo il 15% della popolazione europea soffre di allergie. Siccome le proprietà organolettiche degli alimenti naturali non sono fatti per durare nel tempo, il ricorso agli aromi naturali è sistematico. Allora succede per es. che lo yogurt alla fragola riporti la scritta “aroma naturale” in realtà è una pasta, ottenuta con una mescolanza di trucioli di un albero australiano fatta con acqua, alcol e qualche ingrediente segreto. Da questa ricetta, con qualche aggiunta, è possibile ottenere l’aroma del lampone, del cioccolato, di vaniglia e così via. E così si potrebbero trovare tracce di proteine del latte nel liquore alla noce di cocco, dei peptidi di glutine nella caramelle, nei corn-flakes, delle tracce di nocciole in un dolce al limone e così via.

Questa alterazione del gusto degli alimenti non è senza conseguenze per la salute delle persone. Anche se gli industriali garantiscono l’innocuità degli additivi impiegati, non dispongono, in genere, di alcuna possibilità di verifica scientifica: controllare 20.000 additivi costerebbe troppo e richiederebbe tempi troppo lunghi. Né sono mai stati studiati finora agli inevitabili effetti delle interazioni fra i diversi prodotti chimici utilizzati. Gli industriali non hanno né i mezzi né il tempo per far testare tutti gli additivi impiegati. Per contro la gente, sempre più indaffarata ed in corsa con il tempo, ha difficoltà a cucinare ortaggi o cereali o di consumare frutta in modo sano e naturale, magari cercandola in qualche negozio bio un po’ più distante. E allora le allergie si diffondono e a guadagnarci sono gli industriali e, naturalmente, i medici.

mercoledì 14 aprile 2010

Puliamo il nostro organismo

Puntuale come la bolletta del gas, su questo blog arriva il consueto post  dedicato alle pulizie di primavera.

A pensarci bene, se in primavera cogliamo l'occasione per alleggerire la nostra casa da rifiuti e cose vecchie, perchè non farlo anche con il nostro corpo? Non ci riuscirà di buttar via il colore degli occhi o la forma del naso, ma di sicuro riusciremmo ad ottenere grosse soddisfazioni.

La primavera è il periodo migliore per ripulirci e aiutare tutto l'organismo a funzionare meglio, ma è bene farlo col sale in zucca (e solo lì, perchè dovremo limitare molto l'apporto di sale da tavola in questo periodo).

Non è difficile eliminare le tossine, basta seguire un regime alimentare a base di frutta, verdura (possibilmente cruda), spremute e centrifugati.

Trovo molto utile ad esempio, fare delle cene leggere, prive di grassi e proteine animali e con un uso moderato di farinacei: se si aggiunge una buona quantità di verdure cotte e crude, il giorno dopo ci si ritrova visibilmente sgonfi.

Ma spesso, per dare il "calcio d'inizio" e consentire l'avvio del drenaggio,  è a mio avviso opportuno usare dei fitoterapici coadiuvanti.

Lo dico perchè noto spesso su di me e sulle mie amiche che, nonostante l'impegno, i primi dieci giorni si fa davvero fatica a perdere peso e sgonfiarci; anzi, spesso succede che, con le tossine e i materiali di scarto in circolo, ci sentiamo più gonfie, brutte, umorali del solito.

Ai consigli dati un anno fa, aggiungo che in sostituzione della betulla può essere utile usare dei fitocomplessi che svolgano più azioni in contemporanea, tutte ovviamente mirate verso lo stesso obiettivo (es: mix di erbe atte a sgonfiare, mix di erbe ad azione lipolitica, etc), mentre è sempre opportuno secondo me uscire da questo periodo con il fegato rigenerato, che lavora meglio e gestisce meglio il cibo che ingeriamo.

E' ovvio che noi che soffriamo di inestetismi cutanei quali la cellulite, troveremo giovamento anche da applicazioni locali di creme o gel specifici, ma teniamo bene a mente che una crema non fa miracoli e che la salute e il gradevole aspetto si conquistano sempre e comunque a tavola; in ogni caso, creme ecobio contenenti oli essenziali e fitoestratti contribuiranno nel loro piccolo a migliorarci e a trovare la "scusa" per fare più attenzione a quello che succede al nostro corpo.

Se non si hanno patologie particolari (e comunque è sempre bene fare delle visite mediche preventive),può essere d'aiuto fare dei cicli di bagno turco (uno/due a settimana per una decina di sedute) che contribuiranno in maniera significativa ad espellere le tossine smosse da dieta e prodotti. E' sempre fondamentale fare attività fisica (anche una semplice passeggiata) e cercare di stare all'aria aperta; sono cose scontate ma alzi la mano chi lo fa quotidianamente ;-)

Non mi resta altro da dire se non augurare una buona disintossicazione e ottima salute a tutti noi!

domenica 11 aprile 2010

La mercificazione degli esseri viventi

Giorni fa mi è capitato di vedere una pubblicità locale di un negozio di animali. Facevano vedere dei bellissimi pesci in acquari affascinanti, sottolineando l'aspetto terapeutico che un acquario può avere sullo stress e su disturbi di altra natura.

Poi, stamattina, ho visto due meravigliosi pappagalli rinchiusi in una gabbia. Se qualcuno ancora pensa che gli animali non provino emozioni e non sappiano esprimerle attraverso i gesti o gli atteggiamenti, allora non ha visto la tristezza che ho visto io in uno dei due pappagalli, una pena veramente grande.

E, ultima tra gli ultimi, mi sono chiesta con quale diritto noi umani facciamo del business sulla vita degli animali, con quanta noncuranza riusciamo a catturarli e trasformarli (quando gli va bene) in oggetti da compagnia solo per esigenze economiche/estetiche. A noi piacerebbe essere catturati ed essere rivenduti a qualcuno che ci tiene per tutta la nostra vita in 4 metri quadrati? Grideremmo all'orrore, diremmo che vivere in quattro metri (o nell'equivalente gabbiesco) non sarebbe vita.

Eppure, pare non ci rendiamo conto che quei poveri pesci che impazziscono in una boccia di vetro o dentro un favolosissimo acquario, prima di noi avevano lo spazio sterminato degli oceani. E che quei disgraziati uccelli che stanno in prigione potevano volare ovunque sopra di noi.

O, peggio ancora, che quella triste pelle di zebra che adorna una casa di vip vista di recente su un sito, rende macabra l'intera casa.

Mercifichiamo tutto, diamo un mero valore economico alle nostre vite e alle vite degli altri esseri viventi: schiavizziamo, torturiamo, togliamo dignità e libertà solo in nome di uno status sociale. E' umano, questo?

mercoledì 7 aprile 2010

Porta la Sporta

Fonte: Ermesambiente

Settimana nazionale “Porta la Sporta”

17/24 aprile 2010
Luogo: Tutto il territorio nazionale
Associazione dei Comuni Virtuosi, WWF, Italia Nostra, FAI e Adiconsum organizzano la settimana nazionale "Porta la Sporta" per promuovere la borsa riutilizzabile in sostituzione dei sacchetti in plastica (e in generale dei sacchetti monouso).

La “Settimana nazionale” costituisce il secondo evento, dopo la giornata internazionale “Plastic Bag Free” dello scorso 12 settembre, che viene lanciato nell'ambito della campagna “Porta la Sporta”.
La campagna, promossa dall'associazione dei Comuni Virtuosi, ha preso il via a marzo 2009 con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui danni provocati all'ambiente e ai suoi "abitanti" (e alle future generazioni) da un utilizzo sconsiderato del sacchetto in plastica “usa e getta”. Secondo i dati dei promotori, ogni anno nella sola Europa vengono consumati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica la cui "vita" media si stima essere inferiore ai 20 minuti. E in Italia? Ancora peggio, con una media di 400 sacchetti "insostenibili" a testa ogni anno.

Scopo di “Porta la Sporta” è quello di coinvolgere quanti più soggetti possibile con eventi e iniziative che promuovano l'adozione della sporta. L'invito è rivolto a ogni tipologia di azienda e impresa, al settore commerciale, alimentare e non, associazioni e organizzazioni no profit, istituti scolastici di ogni grado, enti e istituzioni nazionali e locali e ovviamente singoli cittadini.

mercoledì 31 marzo 2010

L'orologio biologico risente del passaggio all'ora legale

Fonte: molecularlab

 

Secondo il progetto EUCLOCK l'orologio biologico dell'organismo si adatta bene all'introduzione dell'ora solare in inverno ma non altrettanto al passaggio all'ora legale in primavera.


Proprio mentre l'Europa si prepara a portare le lancette indietro di sessanta minuti, il progetto EUCLOCK finanziato dall'UE ha buone notizie: in generale l'orologio biologico interno si adatta piuttosto facilmente all'introduzione dell'ora invernale. Purtroppo il passaggio all'ora legale in primavera, quando le lancette avanzano di un'ora, non è altrettanto semplice.

Sebbene un quarto della popolazione mondiale viva in paesi che adottano l'ora legale, sinora pochissimi studi hanno esaminato il suo impatto sulla fisiologia e sul comportamento. Per restare sincronizzato con l'ambiente, l'orologio biologico interno si basa sulla luce naturale e pertanto risente notevolmente del repentino cambiamento dell'orario dell'alba.

«In generale si pensa che ora legale e ora solare introducano una "semplice variazione di un'ora", ma le conseguenze sono più drastiche se inserite nel contesto delle modifiche stagionali dell'orologio circadiano», ha dichiarato il prof.
Till Roenneberg dell'Università Ludwig-Maximilian di Monaco (Germania).

In quest'ultimo studio, pubblicato nella rivista «Current Biology», il prof. Roenneberg e i suoi colleghi hanno esaminato il ritmo sonno-veglia di oltre 50 000 persone, scoprendo che nei giorni non lavorativi esso segue l'andamento dell'alba nel periodo di ora solare, ma non in quello di ora legale.

I ricercatori hanno poi sottoposto a un'analisi dettagliata il ritmo sonno-veglia di 50 persone per otto settimane in occasione dei due cambiamenti di orario. Hanno inoltre tenuto conto del cronotipo individuale dei soggetti, divisi in «allodole mattiniere» e «gufi nottambuli».

Gli studiosi hanno scoperto che il ritmo sonno-veglia si adatta facilmente al passaggio all'ora solare in autunno, ma che l'orario dei picchi di attività non si adegua all'introduzione dell'ora legale in primavera. Il cambiamento influisce negativamente soprattutto sulle persone con cronotipi spostati in avanti, che tendono cioè a coricarsi e ad alzarsi più tardi.

«Dai nostri risultati emerge che l'orologio circadiano umano non si adegua al passaggio all'ora legale», ha dichiarato il prof. Roenneberg. «Esaminando la strutturazione delle attività diurne dei cronotipi tardivi, abbiamo constatato che in primavera il fenomeno li colpisce particolarmente. In sostanza, il loro orologio biologico è impostato sull'ora solare o invernale, ma essi devono adattare per tutta l'estate i loro impegni sociali all'orario spostato in avanti.

È ancora troppo presto per capire se nel lungo periodo l'ora legale influisca seriamente sulla salute, ma i nostri risultati indicano che si tratta di un fenomeno da non sottovalutare e da studiare in modo ancora più approfondito.»


lunedì 29 marzo 2010

Effetti collaterali dell'ora legale

Non è uno studio o un'attenta analisi, per questo vi rimando all'articolo della Stampa:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201003articoli/53547girata.asp.

E' piuttosto il frutto di pensieri provocati dall'introduzione di questa (in)utilissima trovata.

La prima considerazione che mi è venuta in mente stamattina, quando mi sono svegliata alle cinque e venti ora solare, è che se la civiltà moderna attua questo espediente per consumare meno energia elettrica, per quale motivo la richiesta della stessa cresce ogni anno di più?

Non solo, che risparmio in termini economici potremmo avere dal non consumo di qualche centinaio di kwh se ogni mese il costo dell'energia aumenta? E quanto smog risparmieremmo, se tutti gli edifici comunque con il caldo tengono i condizionatori accesi?

Ma forse il mio è solo astio nei confronti di una trovata che proprio non mi piace. E stamattina, sentendo cantare allegramente gli uccelli, mi sono resa conto che, per fortuna, non tutte le creature terrestri devono sottostare a orari, cambi di orari, calcoli economici. In effetti, a pensarci, è una piccolissima percentuale degli abitanti della terra a essere obbligata a stravolgere i propri ritmi circadiani (a tale proposito suggerisco la lettura di questo bellissimo articolo per cogliere quanto nessuno ci dice, http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5713): i cosidetti esseri civilizzati. Purtroppo, non contenti di fare del male a noi stessi, andiamo a rompere ancora di più le scatole a quelle povere bestie che vivono nei campi di concentramento intensivi che l'uomo moderno chiama "allevamenti": gli animali, forse perchè hanno meno filtri mentali di noi, ne risentono in maniera più evidente.

Gli altri, i popoli "selvaggi", gli animali liberi, piante, batteri e microorganismi vari se la ridono allegramente di questi strane abitudini di qualche abitante della terra.

 

E a proposito di ritmi circadiani sballati, mi veniva in mente che forse quell'ora in avanti può accentuare disturbi di varia natura mentale a chi è già ampiamente predisposto. So che questa è un'idea strampalata, ma visto che il caldo non è ancora arrivato, non spiegherei diversamente le tante stranezze che ho visto da domenica mattina.

Sarà per questo che, parlando con il collega di stanza, ci è venuto in mente che forse mai come in questo periodo le persone avrebbero bisogno di frequentare per qualche giorno delle scuole di riappropriamento mentale, dove è possibile aumentare la concentrazione, stimolare il pensiero  ed evitare di andare in giro a disturbare il prossimo. Non sia mai che ci riescano...

E mi auguro che ci riesca anche il signor Bunthawee Siangwong, che per hobby cerca di infilarsi in bocca il più velocemente dei millepiedi velenosi: durante le prove uno di questi animaletti lo avrebbe  morso sul palato, e pare che questo abbia provocato al poveretto (?) dei dolori lancinanti. La cosa lancinante, per un essere che si considera senziente e cosciente, è che tale signore poco dopo ha ripreso le prove e addirittura battuto il suo precedente record. Talvolta certe notizie mi costernano...

 

A questo punto, ritengo doveroso andare a meditarci su, può darsi che st'ora mi stia facendo davvero del male...

 

venerdì 26 marzo 2010

Benedetta Primavera

Domenica, almeno a Roma, è decisamente entrata la primavera.

Una brezza leggera e dolce mi ha consentito di fare del sano giardinaggio da balcone e, sebbene non splendesse il sole in cielo, era veramente una gioia stare all'aperto.

Quando ho visto un bambino di una casa che abbiamo di fronte giocare spensierato sull'asfalto con il suo nuovo mini quad  anzichè uscire per campi, ho capito che abbiamo poco tempo per provare a cambiare il mondo.

Ma, anzichè arrabbiarmi a lungo e rimuginarci su, ho ripensato alle parole di un libro (o di qualcuno?) che dicevano che se volevamo migliorare le cose dovevamo farlo con amore e non con rabbia. Quindi, applicando il successivo suggerimento, e con un bel pò di foto che il gruppo Roma sparita ci concede, ho iniziato a pensare che la nostra città, e non solo quella, potrebbero tornare come erano cento e più anni fa, ricche di verde e decisamente a misura di natura (non uso il termine a misura d'uomo perchè, ahimè, è chiaro che di misura non ne abbiamo).

Con uno "sconcertante" ottimismo riesco a bearmi delle piante che incontro, e intanto mi disegno grandi prati al posto dei centri commerciali,  case/condomini di massimo tre piani con orto autosufficiente, prati e parchi al posto degli uffici, e distese di coltivazioni sul raccordo. Se mi spingo in là con il pensiero, potrei anche arrivare a pensare a gruppi di persone alimentarmente ed energeticamente autonome, che lavorano fuori casa solo 15 ore a settimana per il bene della collettività.

Certo, è un'immagine piuttosto impegnativa da tenere a mente, ma di sicuro se già sappiamo cosa vorremmo una volta che ci sarà da decidere se comprare le moto ai bambini di 5 anni o farli stare all'ombra di un bell'albero, non ci sarà storia.

Nel frattempo, e proprio per provare in piccolo a concretizzare qualcosa, ho piantato cetrioli, pomodori e basilico, e reso ancora più verde il mio rilassante balcone.

venerdì 19 marzo 2010

NON E’ VERO - di F.L. Manco

(di Franco Libero Manco)

Non è vero che ci sono problemi più importanti che interessarsi di animali: la cosa più importante per un individuo è la propria salute, il proprio benessere psicofisico, la propria vita; come  la cosa più importante per un popolo è la sua evoluzione morale, civile e spirituale: questo processo è inconciliabile con l’alimentazione carnea, con lo sfruttamento ed il massacro di miliardi di animali innocenti che come l’essere umano hanno sentimenti, sono in grado di soffrire, di amare la vita ed avere terrore della morte.

Non è vero che l’essere umano è superiore agli animali: la vera superiorità si manifesta solo nella compassione e nella condivisione delle esigenze vitali dei più deboli.

Non è vero che gli animali non hanno un’anima: nessuno è in grado di verificare la presenza o no dell’anima. Se Dio avesse dota questa prerogativa solo gli esseri umano sarebbe un Dio ingiusto, dalla parte dei forti, dei predatori e non degli ultimi e dei deboli come affermava Gesù. L’anima è un’ essenza comune a tutti gli esseri viventi, o a nessuno. Non è vero che il loro dolore o la loro vita hanno meno valore della nostra: ogni specie, anello della catena biologica, ha la medesima importanza nella manifestazione della vita sul pianeta.

 

Non è vero che gli animali sono fatti per l’uomo, come non è vero che i neri sono fatti per i bianchi, le donne per gli uomini, gli schiavi per i padroni. Ogni specie vive per se stessa in armonia con il creato, con lo scopo di procedere nella via della propria evoluzione.

 

Non è vero che l’uomo è un animale onnivoro: se così fosse avrebbe succhi gastrici adeguati, sarebbe dotato dell’enzima uricasi, avrebbe uno stomaco non saccoluto e un intestino della lunghezza adatta a smaltire rapidamente l’elemento carneo; avrebbe insensibilità alla vista del sangue e capacità anatomiche a squartare e divorare il corpo palpitante della preda. Gli animali considerati onnivori, come l’orso, il cane, gli uccelli, le formiche ecc. non sono strutturati come noi per poterci considerare onnivori.

Non è vero che l’uomo ha sempre mangiato la carne: per milioni di anni i nostri antenati sono vissuti da fruttariani nella foresta e quando per necessità di sopravvivenza hanno dovuto includere nella loro dieta anche la carne, nella misura del 20% circa, c’è stato un calo a picco della vita media e lo sviluppo di molte malattie umane. Negli ultimi millenni la carne è stata appannaggio solo delle classi abbienti (che venivano colpiti da gotta e cancro) mentre la popolazione consumava tale prodotto sono in circostanze festive o rituali.

 

Non è vero che per stare in buona salute occorre mangiare di tutto: se così fosse dovremmo consumare carne, pesce, affettati, fritti, cibi industriali, burro, bere bibite zuccherate, gasate, ecc.: praticamente continuare a consumare alimenti riconosciuti come la causa delle peggiori patologie: l’essere umano deve nutrirsi con ciò che è compatibile con la sua natura di essere fruttariano, con cibi biologici, freschi e preferibilmente crudi.

 

Non è vero che i bambini hanno bisogno della carne, del pesci o dei latticini. I bambini hanno bisogno dei nutrienti adatti alla nostra specie. Nessun cucciolo necessita di alimenti diversi a quelli compatibili con la sua natura. Abituare il bambino al consumo di carne significa inquinare il suo organismo e predisporlo alle malattie.

 

Non è vero che la carne ha bisogno di essere sostituita: la carne, come la droga, il fumo di sigaretta o un qualunque veleno non va  sostituito ma eliminato. Inoltre la carne è un alimento altamente scompensato sotto il rifilo nutrizionale: manca di carboidrati, di fibra, di glucidi, vitamina C, enzimi, è acidificante, causa putrefazione, fermentazione, aumento del battito cardiaco.

 

Non è vero che per stare bene in salute è necessario mangiare carne, pesce o derivati animali: se così fosse coloro che non mangiano queste sostanze dovrebbero accusare carenze nutrizionali invece i vegetariani godono di una salute eccellente, migliore degli onnivori.  La carne non ha nulla che non sia presente nel mondo vegetale, anzi essendo priva di  carboidrati, zuccheri, amidi, fibre e vitamina C è una sostanza altamente squilibrata che causa leucocitosi, crisi enzimatica, acidificazione del sangue, putrefazione intestinale, aumento di radicali liberi ecc.

 

Non è vero che solo le proteine della carne sono di “alto valore biologico” perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali: l’accoppiata di due o più diversi alimenti produce proteine di qualità migliori perché più assimilabili e più digeribili, senza i danni conclamati della carne. Se un alimento è carente un particolare aminoacido è sufficiente mangiare un quantitativo maggiore di quella sostanza. E’ dai vegetali che gli animali erbivori traggono gli aminoacidi essenziali, altrimenti come farebbero a costruire le loro possenti masse muscolari?

 

Non è vero che la carne dà energia e rende più forti: la carne ha effetti dopanti, l’illusione di energia è data dalla reazione dell’organismo nel tentativo di difendersi da una sostanza nociva,  che crea dipendenza, come la droga, il caffè o gli zuccheri raffinati. Gli animali più forti e resistenti alle fatiche, oltre i più prolifici e i più miti, sono erbivori, come il bisonte, il rinoceronte, l’elefante, il toro, il cavallo ecc.

 

Non è vero che per assicurasi il calcio è necessario mangiare latticini, è vero il contrario: l’alto contenuto di calcio dei latticini uniti alle proteine animali aumentano la calciuria riducendone la fissazione del calcio nel tessuto osseo. Il calcio del latte nel tubo digerente precipita sotto forma di fosfato di calcio e quindi eliminato. Non è importante quanto calcio contiene un alimento ma quanto viene assimilato. Solo il 30% del calcio dei latticini è assimilabile perché legato alla caseina, base di una delle più potenti colle usate per il legno delle navi. Il latte e i suoi derivati sono alimenti altamente acidificanti, abbassano il pH del sangue e costringono l’organismo a sottrarre calcio alle ossa causando osteoporosi. Ladri di calcio sono tutte le sostanze acidificanti: proteine, farmaci, integratori, problemi alla tiroide, disfunzione ormonale, carenza di vitamina D, sesso, menopausa, alcolici, steroidi.

 

Non è vero che la dieta vegetariana causa carenza di Ferro: nel mondo 500 milioni di persone soffrono di carenze di ferro indipendentemente dalla dieta ed è molto più facile trovare una persona anemica tra gli onnivori che tra i vegetariani. Ciò che consente l’assimilazione di questo minerale è la presenza di vit C, Rame e Cobalto, presenti in abbondanza nei vegetali. La causa della carenza di Ferro è da ricercare non tanto nel quantitativo ingerito quanto nella disfunzione del metabolismo, l’uso di alimenti voluttuari, acidificanti, problemi digestivi, farmaci, integratori, carenza di calcio, emorroidi, polipi intestinali, carenze della vitamina C, E, e P, eccessi di B12 (antitetica col ferro e con la vitamina C). Il nostro organismo richiede il Ferro non eme dei vegetali,  poco assimilabile, nei tempi e nella quantità adatta. Eccessi di ferro si depositano nel cuore, fegato e pancreas procurando danni seri alla nostra salute.

 

Non è vero che i vegani soffrono di carenza di vitamina B12:  non solo perché un organismo sano (come quello appunto dei vegani) ha riserve per moltissimi anni ma perché il nostro organismo, per il fattore intrinseco, è in grado di fabbricare le percentuali infinitesimali di cui ha bisogno. Nella peggiore delle ipotesi è molto meglio ingerire settimanalmente un integratore che rischiare le molte patologie correlate al consumo di grassi animali.

Non è vero che gli acidi grassi polinsaturi Omega 3 del pesce siano necessari alla nostra salute. Solo gli omega 3 dei vegetali sono benefici e salutari per il nostro organismo, mentre gli omega 2 di derivazione animale sono dannosi perché sviluppano acido arachidonico che causa aggregazioni piastriniche che favoriscono ictus e infarti. I grassi monoinsaturi del pesce sottoposti a cottura diventano saturi, perdono l’enzima lipase, necessario per l’assimilazione e la digestione. Il grasso cotto forma creatina, dannosa per il fegato. L’omega 3 del pesce fa calare il colesterolo ma fa aumentare i trigliceridi.

 

Non è vero che il cibo cotto sia più digeribile. Come potrebbe essere più digeribile se la cottura distrugge gran parte degli enzimi digestivi, vitamine, e sali minerali? Anche se gli amidi risultano più digeribili, il cibo cotto resta comunque un cibo povero di nutrienti essenziali che vengono sottratti all’organismo.         

Non è vero che mangiare la carne è una scelta come un’altra. L’uso del mangiar carne richiede la privazione della libertà di esseri innocenti e la loro terribile uccisione, oltre che la distruzione dell’ambiente, l’inquinamento che ne consegue e la responsabilità di produrre la fame nei paesi poveri.

Non è vero che sia un sacrificio rinunciare alla carne. La consapevolezza di non nuocere, di non causare sofferenza, di non essere responsabili della morte di creature innocenti, di non essere responsabili della distruzione delle foreste e della fame nel mondo, compensa grandemente la rinuncia ad un piacere gastronomico.

Non è vero che se non uccidessimo gli animali si moltiplicherebbero a dismisura. La natura non ha bisogno della violenza degli umani per conservare il suo universale ed eterno equilibrio. Più si allevano animali e più si è costretti a macellarli.

Non è vero che senza sfruttare gli animali non ci sarebbe progresso per l’uomo. Il vero progresso tecnologico o scientifico separato dall’etica, dal rispetto del diverso e dalla tutela dei più deboli, rende l’uomo incapace di dar vita alla vera civiltà e ad un progresso morale e spirituale.

Non e’ vero che Gesu’ mangiava il pesce o ’agnello: chi mangia un animale ha anche il coraggio di uccidere l’animale e in questo caso Gesù avrebbe dimostrato meno compassione di qualunque essere umano, avrebbe accettato di procurare a se stesso un piacere a danno della vita e del dolore di un animale innocente. Non solo, ma nei vangeli apocrifi Gesù dice: "Chi uccide un animale uccide suo fratello e la carne degli animali uccisi nel suo corpo diventerà la sua stessa tomba. Chi si nutre della carne degli animali uccisi mangia un corpo di morte. Io vi chiederò conto di ogni animale ucciso come di ogni uomo”.

Non è vero che per essere vegetariani occorre farsi seguire da un nutrizionista: nessuna generazione che ci ha preceduto ha avuto bisogno di nutrizionisti che gli indicassero cosa e quanto mangiare: ogni animale riconosce per istinto il cibo adatto alla sua dieta e gli animali liberi e allo stato naturale non si ammalano mai a differenza dell’uomo che è flagellato da 40.000 diverse  malattie.

martedì 16 marzo 2010

Proteggi il tuo seno

Fonte: Miglioriamo.it

 

Ho trovato questo interessante articolo, del quale "corsiverò" le frasi che mi hanno colpita.

Autore: Francesca Forcella Cillo

Proteggi il tuo seno, usa bene il reggiseno!

La consapevolezza del proprio corpo, dei suoi bisogni e delle giuste cure per mantenerlo sempre in salute è una parte importante del tuo percorso di miglioramento personale.

A cominciare dall’alimentazione e dal corretto stile di vita: scelte che posso influenzare fortemente il tuo stato di salute, come spiego nel mio programma Energy Training.

Ma anche quando scegli il tuo abbigliamento devi saper fare le scelte migliori per la tua salute. Per esempio, il reggiseno.

Secondo alcune ricerche, circa il 75% delle donne occidentali indossa un reggiseno della misura sbagliata e sottopone quotidianamente il proprio seno a costrizioni innaturali e fastidiose.

Per prima cosa, quindi, accertati che il tuo reggiseno sia della taglia giusta. In Italia, le misure sono indicate genericamente come prima, seconda, terza e così via. Ma sono misure che non tengono conto delle diverse costituzioni del fisico femminile.

Le misure migliori sono quelle francesi che incrociano due dati: misura del torace sotto il seno e coppa. Il primo è un numero a due cifre (per esempio 75, 80, 85), mentre il secondo è indicato da una lettera (A, B, C).

Quando acquisti un reggiseno scegli bene la misura: non deve stringere ma deve sostenere comodamente, il seno deve essere contenuto comodamente nella coppa e una volta chiuso devi poter infilare due dita sotto le fasce laterali.

Una volta acquistato, poi, va usato correttamente: in nessun caso va tenuto per dormire e non andrebbe portato più di 12 ore al giorno.

Bisogna anche toglierlo quando fai ginnastica e a casa puoi senz’altro approfittarne per far respirare un po’ il tuo seno.

Periodicamente inoltre è utile massaggiarsi il seno, specie dopo che togli il reggiseno. Fai attenzione anche quando hai il ciclo, poiché di solito il volume del seno aumenta e potrebbe soffrire maggiormente la compressione.

Non sceglierlo mai solo perché è carino o ti piace il colore se lo senti troppo stretto: la compressione di un reggiseno sbagliato può fare molti danni a causa della continua compressione che attua sui grandi gruppi di linfonodi posti nelle ascelle e nella parte alta del torace.

Secondo Soma and Syd Singers, autori di Dressed To Kill: The Link Between Breast Cancer and Bras (”Vestito per uccidere: il legame fra tumori al seno e reggiseno”) i dotti linfatici sono molto sottili e particolarmente sensibili alla pressione, quindi si possono comprimere con facilità, impedendo loro di esercitare la funzione di pulizia dei tessuti del seno e di espellere le tossine dall’organismo. Dopo 15-20 anni di pressione costante, questa costrizione può causare conseguenze molto gravi come il cancro.

Gli autori hanno svolto una ricerca durata 30 mesi e condotta su un campione di 4000 donne in 5 grandi città degli USA.

Le intervistate erano tutte di età compresa tra i 30 e i 79 anni, di ceto medio e bianche. A metà di queste era stato diagnosticato un tumore al seno.

Quasi tutte le donne si dichiaravano insoddisfatte del loro seno, ma la parte del gruppo che dichiarava di scegliere il reggiseno per l’apparenza, ignorando completamente gonfiori, dolori e fastidi, aveva il doppio di incidenza del tumore rispetto alle altre.

Inoltre, a 3 donne su 4 che dichiaravano di dormire con il reggiseno (portandolo quindi ininterrottamente per lunghi periodi) era stato diagnosticato questo tumore.

Sempre secondo le stesse ricerche, solo una donna su 168, tra quelle che non portavano reggiseno, contraeva questo tumore: la stessa percentuale degli uomini!

Quindi resta in ascolto del tuo corpo ed evita come la peste i reggiseni di bassa qualità, troppo stretti o che ti danno fastidio. Non sottovalutare mai il tuo disagio, né tantomeno gonfiori e dolori.

Naturalmente, ci sono anche altri fattori che aumentano la possibilità di tumore al seno, come l’uso di contraccettivi ormonali, il consumo di alcool costante, la mancanza di attività fisica, l’obesità, il fumo attivo e passivo, un’alimentazione ricca di proteine animali, oltre alla storia personale e familiare della donna.

In ogni caso, tenersi sempre informati è già un ottimo punto di partenza per praticare una sana prevenzione.

mercoledì 10 marzo 2010

Buona Pasqua... ma senza ammazzare nessuno

Fonte: AgireOra

La Pasqua sarà davvero "buona" solo se si elimina la crudele usanza di ammazzare i giovani agnellini!

Pensaci un attimo: gli agnellini ci ispirano tenerezza quando li vediamo, eppure a un mese di vita vengono strappati alle madri, costretti a lunghi viaggi terribili ed estenuanti su TIR strapieni, per arrivare a un lurido macello in cui gli animali terrorizzati vengono immobilizzati, storditi, appesi a un gancio per una zampa, e lasciati dissanguare.

Prima di essere appesi sentono l'odore del sangue e le urla di terrore dei loro compagni.

Tutto questo, perché? Solo perché a molti piace mangiarli! Non potrebbe esistere un motivo più futile per sottoporre questi cuccioli a tanta sofferenza, e alla morte.

Ogni anno a Pasqua vengono uccisi 900 mila tra agnelli, capre e pecore. Animali che arrivano quasi tutti dai paesi dell'est, con lunghi "viaggi della morte", stipati in camion in condizioni insostenibili (molti arrivano al macello più morti che vivi) e mai sottoposti a controlli.

Cosa puoi fare tu?

Tu puoi salvarli! Non mangiare agnello a Pasqua!

Non mangiare nessun animale, gli animali sono tutti uguali, uguali al cane o gatto che hai a casa o che conosci dai tuoi amici. Tutti provano sentimenti: paura, dolore, ma anche gioia, affetto, amore. Non c'è giustificazione per ammazzarli.

Impara come iniziare passo-passo un'alimentazione "senza crudeltà" dal sito: www.vegfacile.info.

Così la tua Pasqua sarà davvero "buona".

Menu di Pasqua

Ecco una proposta di un gustoso menu di Pasqua con ingredienti 100% vegetali. Si tratta di ricette facili ma d'effetto, per preparare un menu completo, dall'antipasto al dolce, "buone" in tutti i sensi: buone come sapore, e buone perché non uccidono nessuno, né gli agnellini massacrati a centinaia di migliaia a Pasqua, né altri animali, altrettanto innocenti.

Antipasto: Barchette d'indivia
Primo: Maccheroncini zafferano e menta
Secondo: Pasticcio di patate e melanzane
Contorno: Spinaci all'indiana
Dolce: Budino d'arancia

venerdì 5 marzo 2010

Intervista a: Madre Natura Bio

Da oggi apriamo una nuova rubrica, dedicata alle realtà che si occupano veramente di bio, ambiente, ecologia.

Iniziamo intervistando Angela, proprietaria del negozio online e fisico Madre Natura Bio (http://madrenaturabio.com/).

Il negozio fisico si trova a Bellizzi, in provincia di Salerno.

Angela oggi ci parlerà della cosmesi eco biologica e del suo negozio.


Biosipuò:

"Innanzitutto, spiegaci cosa significa ecobio e perchè hai deciso di occuparti di questa particolare competenza nell'ampio settore della cosmesi"

Angela:

"Per me la cosmesi eco bio è stata una bella e sconcertante scoperta. Io ero un'accanita consumatrice di cosmesi di profumeria e confesso che prima ci passavo le ore nei negozi a scegliermi la cremina adatta e il makeup. Poi, navigando in rete, mi sono imbattuta in alcuni forum di cosmesi naturale e li mi si è aperto un mondo.
Non solo ho imparato a leggere gli INCI dei prodotti cosmetici ma anche a capire quanto la cosmesi tradizionale fosse vuota e a volte dannosa per la nostra pelle.
Ho imparato che ecobio significa rispetto per la salute della pelle e dell'ambiente perchè i cosmetici che usiamo non solo penetrano nella nostra pelle ma finiscono anche nella pattumiera e negli scarichi dove vanno ad inquinare terra ed acqua.
Ho scelto questa branca della cosmetica perchè so che molti dei problemi che la nostra pelle ha oggi sono dovuti ad anni di cosmesi petrolifera e siliconica. Le grandi case cosmetiche hanno venduto per anni cremine fatte con materie prime scadenti e sintetiche pagate dal consumatore a peso d'oro. Certo che la cosmesi bio non fa miracoli ma almeno ha un ottimo rapporto qualità/prezzo ed è compatibile con la nostra pelle.”

Biosipuò:

Certo che la cosmesi bio non fa miracoli ma almeno ha un ottimo rapporto qualità/prezzo ed è compatibile con la nostra pelle.


E' interessante questa tua considerazione, visto l'atteggiamento miracolistico che le case cosmetiche hanno per ogni loro creazione.
Mi sento di confermare la tua frase e di consigliare ai lettori di fare molta attenzione alle trappole che la pubblicità ci tende e di badare alla sostanza.
E a proposito di sostanza, vuoi parlarci del tuo progetto negozio fisico/online e dei criteri di selezione dei prodotti che proponi?”

Angela:

“Il negozio fisico l'ho aperto alcuni mesi fa ed è esattamente il negozio che avrei voluto trovare come consumatrice: carino, plurimarche e dai prezzi contenuti.
I prodotti che ho scelto (e continuo a scegliere) sono per la maggior parte quelli di cui si parla di più on line. Marche come la Weleda, La Lavera e la Sante sono abbastanza popolari nel mondo bio ma ci sono anche marche emergenti e di successo come la Fitocose, la Verdesativa, la Bioearth, la Tea etc che fanno proprio dei bei cosmetici naturali e che stanno conquistando fiducia presso clientela. Alcuni prodotti li avevo già provati, altri invece vado a leggerne le recensioni per capire se piacciono o meno.
Infine ci sono quelli che scelgo anche solo per una buona impressione sperando abbiano un riscontro positivo.”

Biosipuò:

. "Come risponde il consumatore a queste proposte? E' informato, riesce a percepire la differenza tra il cosmetico commerciale o di successo e quello ecobio?"


Angela:

“Il consumatore locale purtroppo non ha molta conoscenza della cosmesi biologica perciò sto incontrando alcune difficoltà a promuovere i miei prodotti. La gente è ancora troppo presa da ciò che le propina la pubblicità e se non ha specifici problemi dermatologici non si avventura nel campo del naturale.
Diverso è il discorso per il consumatore che usa internet. Di solito le persone che vanno in rete e partecipano ai forum di bio eco hanno già un background di conoscenze base e sono orientati a provare i prodotti e magari a "convertirsi" del tutto al naturale. La maggior parte della mia clientela proviene dalla rete e sa già quello che vuole.”


Biosipuò:

“E' importante quindi fare una campagna che sensibilizzi le persone che non vanno sul web.
Un'ultima domanda: cosa consiglieresti alle persone che per la prima volta approcciano il mondo del cosmetico ecobioetico? Dacci uno "starter kit" di prodotti che non devono mancare in un beauty”


Angela:

“Ai nuovi clienti io consiglio sempre di provare i prodotti e infatti ho dato campioncini a destra e a manca perchè più delle chiacchiere contano i fatti e le recensioni d'uso. Poi consiglio d'imparare almeno ad evitare determinate sostanze che si trovano nei cosmetici commerciali che possono essere allergizzanti e non salutari per la pelle.
Nel beauty non dovrebbero mai mancare un buon prodotto detergente (che sia latte, sapone o schiume) e uno idratante (creme o gel) adatti al tipo di pelle. Anche se non ci si trucca bisogna comunque pulire la pelle e darle la giusta idratazione per conservarla sana e bella per molto tempo.”


Biosipuò:

"Grazie per il tempo che ci hai dedicato e buon lavoro".

Il negozio lo potete trovare online all'indirizzo: www.madrenaturabio.com/

martedì 2 marzo 2010

AGNELLINO, PANE E VINO

Vi giro volentieri questo breve articolo di Benetazzo, che incontra perfettamente le considerazioni che ho fatto in questi ultimi giorni.

 

Fonte: Eugenio Benetazzo

 

Per una volta tanto non voglio parlare di economia, ma di una tematica alimentare di cui mi faccio portavoce durante il mio ultimo show “Funny Money”. Non posso fare a meno di intervenire a seguito del recente allontanamento di Beppe Bigazzi dai palinsesti RAI: questo dovuto per aver raccontato uno spaccato di vita e storia italiana dei primi decenni del secolo scorso, quando la preoccupazione principale non era la perdita del posto di lavoro o la solvibilità di un prestiro obbligazionario, quanto piuttosto che cosa si sarebbe dato da mangiare ai propri figli. Per chi non avesse ancora capito a che cosa mi sto riferendo, Bigazzi durante una puntata della “Prova del Cuoco” ha descritto sommariamente che cosa avveniva, in epoca di guerra e non solo, quando si mangiavano i gatti per necessità o povertà.

Nella mia provincia (Vicenza appunto), questo episodio è rieccheggiato fragorosamente a livello mediatico per ovvie motivazioni folkoristiche (chi non si ricorda gli sfottò durante il servizio militare “vicentino maledetto hai mangiato il mio micetto”). Non che sia a favore o giustifichi questi episodi (sono un devoto sostenitore della LAV) ed usanze alimentari del passato stile “L'albero degli zoccoli”, tuttavia mi ha fatto molto più adirare come le cronache mediatiche abbiano scritto fior di pagine sull'accaduto (più che altro perchè è stato coinvolto un personaggio noto della televisione), mentre non si soffermano un minuto a far comprendere, a tutti quelli che inorridiscono per un povero micio cucinato al vapore, la mattanza dei poveri agnellini che sta avvenendo proprio in questi giorni nei macelli italiani, per consentire di celebrare nel conviviale calore della propria famiglia un rituale altrettanto barbarico come quello della (Sanguinosa) Pasqua Cristiana.

In Italia alleviamo, cuciniamo e mangiano i conigli: per altre popolazioni questo è grande segno di inciviltà in quanto il coniglio è considerato un animale di affezione al pari del cane o del gatto, quindi guai a chi sogna di mangiarlo. Lo stesso a mio modo di vedere si potrebbe dire anche per il povero agnellino al quale viene riservato un trattamento piuttosto crudele: prima viene stordito, poi issato per una zampa, successivamente gli viene incisa la giugulare, e quando sopraggiunge la morte per iugulazione, allora passa alla operazioni di macellazione e porzionatura. Questo dovrebbe avvenire in teoria secondo il regolamento sanitario che definisce l'attività di macellazione, poi in pratica la fase di stordimento spesso viene “tralasciata” o "dimenticata” passando tosto alla recisione della giugulare da vivo ed in pieno stato di coscienza.

E tutto questo per consentire a tutte quelle mamme e ragazzini, recentemente indignati nel sentire in televisione di come si cucinava un gatto in tempi di fame e guerra, di poter gustare un abbacchio scottadito o un agnello al forno con patate alla menta nella Santa e Barbarica celebrazione della Pasqua Cristiana. Volete veramente trasmettere un messaggio di rinascita e resurrezione (intesa come una nuova epoca per risorgere) quale ci si aspetterebbe per la Pasqua ? Beh, allora smettete di ingozzarvi di carne e di sostenere con la vostra attività consumistica la proliferazione degli allevamenti intensivi a cominciare dai vitellini, finendo con i poveri ed innocenti agnellini. Che senso ha sostenere con il proprio comportamento consumistico un modello di sviluppo alimentare drogato quando un agnello per crescere di 1Kg in peso necessita di 10kg di cereali ? Ha senso in ottica cristiana decretare carestie, miseria e fame in paesi che non possono produrre il proprio sostentamento alimentare in quanto i terreni ed i loro raccolti di cereali sono asserviti all'ingrasso degli animali da reddito nei paesi occidentali. Così è chiamato oggi un agnellino: animale da reddito e non di affezione come il gatto.

Alla prossima Pasqua volete veramente abbracciare il pensiero cristiano e farlo vostro ? Volete contrastare la fame nel mondo ? Volete ridimensionare l'impatto ambientale dell'agricoltura e dell'allevamento intensivo ? Volete avere acque di falda più pulite ? Volete salvare l'Amazzonia dalla deforestazione ? Volete limitare l'effetto serra ? Per chi non lo sapesse, le deiezioni gassose dei bovini sono la principale causa dell'effetto serra sul pianeta. La soluzione a tutto questo esiste. Si chiama contingentamento del consumo di carne animale da allevamento intensivo (o meglio ancora la totale abolizione): il reale male del pianeta e la causa di moltissime patologie che colpiscono l'uomo in questi ultimi decenni. Cercate d'ora in poi, cominciando con quest'anno,  di celebrare una Santa Pasqua e non una Sanguinosa Pasqua Barbarica: diventate anche voi fautori di un cambiamento per migliorare il nostro pianeta e preservarlo da quello che è considerata la peggiore minaccia per la sua stessa sopravvivenza.  Preserve our planet: it's up to you.

martedì 23 febbraio 2010

L'ecologia virtuale

Parliamo spesso di ecologia, è una parola diventata di moda.

Creiamo associazioni, diffondiamo la "parola", cerchiamo di spiegare perchè salvaguardare la terra e le sue risorse è così importante.

Poi, ci perdiamo in un bicchier d'acqua.

Spammando a destra e sinistra centinaia di email o messaggi e intasando le caselle altrui.

In questi giorni mi è capitato di aprire il mio account su Facebook, Ecoarmonie benessere, e di ritrovarmi con 800 email arretrate da leggere. Tutti messaggi inviati da gruppi o persone che si occupano del benessere e della "salvezza del pianeta".

Queste email sono il risultato di un mese di invii effettuati verso una sola persona, non oso pensare al traffico che sarà stato generato in totale.

Per questo motivo, è bene sapere che gestire dei server capaci di contenere tanto spam ha un costo economico in termini di energia, lavoro e materiale occorrente per costruire le apparecchiature. Se parliamo di costi ecologici, tutta l'energia e la materia prima utilizzata per mandare "spam a fin di bene" viene tolta alla terra e, volendo estremizzare, a scopi più seri.

Se poi andiamo a pensare a quale benefico risultato può portare leggere 800 messaggi, per stavolta lasciamo andare.

Spero che l'atteggiamento verso un argomento così importante come la gestione delle risorse della terra sia costantemente coerente, non ha senso sgomitare sui social network per accogliere proseliti se poi ci allontaniamo dal nostro obiettivo.

 

Piccola nota: la posta elettronica di Virgilio è inutilizzabile per lo stesso motivo: ogni giorno arrivano centinaia di messaggi spam che, evidentemente, nessuno è in grado di gestire.

 

 

lunedì 8 febbraio 2010

Ebook - e che bestia è?

Da un pò di mesi in Italia è arrivata una nuova parola strana, associata a tante altre astruse:  ebook, ebookreader, epub. etc etc.

La prima parola è propria di un libro in formato elettronico, la seconda al dispositivo per leggerlo, la terza è uno delle tante formattazioni attraverso le quali il libro elettronico ci viene reso leggibile sul lettore.

Gli ebook reader più recenti hanno la capacità di contenere migliaia di libri, un consumo energetico pressochè nullo (le batterie durano giorni) e una leggibilità (grazie a un "inchiostro" speciale e allo schermo fatto apposta) provata anche in condizioni quasi estreme (pieno sole ad esempio).

Il lettore ebook ha ovviamente un costo energetico oltre che economico non indifferente, ma sia il primo che il secondo vengono ampiamente ammortizzati dal risparmio in termini di carta, inchiostro, energia per produrre il libro e dal minore prezzo di vendita dello stesso.

E' ovvio che, avendo a disposizione un limitato numero di libri, l'ebook reader diventerebbe un costoso gadget da aggiungere al mucchio delle tante diavolerie elettroniche, ma già con un centinaio di libri il discorso si fa interessante. Non dimentichiamo inoltre il vantaggio di avere un'intera biblioteca in pochi grammi di peso, meno di un singolo libro.

Ci sarebbero tutte le prospettive per eleggere l'ebook e il suo lettore a risorsa "verde" (fatte le dovute ricerche sui costi di produzione), se non fosse che, almeno in Italia, il commercio dei libri elettronici sembri proprio non essere gradito alle case editrici. Per ogni mille libri pubblicati, forse uno ha il suo equivalente non cartaceo; il prezzo di queste rarità spesso non è assolutamente competitivo, se si considera che arrivano a chiedere anche 15 euro su 20 cartacei.

Paura delle duplicazioni i rete, del nuovo, dell'ignoto... a noi che non siamo addetti ai lavori non è dato sapere cosa freni in realtà l'espansione di questa tecnologia. Dispiace in effetti vedere che laddove esiste un significativo risparmio di risorse terrestri, l'Italia arriva sempre ultima e a freno tirato.

Nel frattempo, non ci resta che imparare molto bene l'inglese e spendere i nostri soldi all'estero per l'acquisto dei numerosissimi libri che ci arrivano da oltreoceano e oltremanica.

martedì 2 febbraio 2010

Gli Additivi alimentari - parte terza

I Coloranti

qualche accenno sui più rischiosi

Come abbiamo già detto, i coloranti hanno fini esclusivamente cosmetici: suscitando maggior attrazione agli occhi del consumatore, ingannano diversi sensi a scegliere quel prodotto piuttosto che un altro ma non offrono nessun valore alimentare aggiunto.

L'industria alimentare utilizza largamente i coloranti in moltissimi prodotti anche se si deve ricordare che l'impiego dei coloranti non è consentito in alcuni alimenti quali il latte, la panna, gli oli, la farina, la pasta, i pelati, nelle passate eccetera.

Anzi, molti coloranti sono sospettati di provocare una serie di disturbi sull'organismo.

Tutti i coloranti azoici (1) possono provocare reazioni nelle persone intolleranti ai salicilati; sono liberatori di istamine, e potrebbero intensificare i sintomi di asma nelle persone affette da tale disturbo; possono provocare inoltre casi di iperacidità nei bambini, in parte negli adulti. Quest’ultimo effetto è scatenato dall'associazione di coloranti azoici con i benzoati.

I coloranti hanno una sigla identificativa che va da E100 a E199

Tutti i coloranti gialli (E100-109) possono provocare uno dei sintomi summenzionati.

La Tartrazina (E102) in particolare, è un sale sodico sintetico contenente zolfo. La troviamo in dolci, bevande, conserve di vegetali, sciroppi. Si ipotizza inoltre che nei bambini possa provocare disordini nella capacità d'apprendimento. Tra le altre reazioni a questo colorante vi sono: l'emicrania, la visione di macchie, prurito, riniti, macchie rosse sulla pelle. L'azione sinergica della tartrazina con l'acido benzoico (E210) inoltre, è una concausa dell'iperattività dei bambini.

Questo colorante è permesso in Gran Bretagna, Italia, negli Stati Uniti, ma proibito in Norvegia e in Austria.

Il Rosso amaranto (E123) e l'Eritrosina (E127) sono molecole accusate di essere mutagene e in esperimenti di laboratorio provocano tumori nei ratti. L'Eritrosina inoltre, essendo composta anche da Iodio, interferisce con il metabolismo dello stesso in persone affette da disturbi tiroidei ed è accusata di aumentare la fotosensibilità. Questi prodotti sono presenti in caramelle, frutta sciroppata, ghiaccioli, ciliege candite, gelati e biscotti. Il colorante rosso non sintetico, l'E120 Rosso cocciniglia (estratto da un insetto), è accusato di provocare reazioni allergiche di varia entità, da semplici allergie cutanee a shock anafilattico. Tale colorante è presente in moltissime preparazioni dolciarie oltre che nei liquori, nel Campari e nei medicinali.

La famiglia dei coloranti blu (E130- 133) e quella dei verdi (E140-E142) sono implicate in reazioni allergiche di vario tipo. Il blu brillante in particolare (E133), può essere fortemente dannoso per i bambini.

I coloranti caramello (E150) sono tutti estratti attraverso trattamento termico e chimico con anidride solforosa e ammoniaca da glucosio e saccarosio; ad alte dosi possono provocare problemi intestinali.

I restanti neri (E151-E155) sono tutti coloranti azoici e presentano le stesse problematiche della famiglia degli azoici. Vengono usati in moltissimi prodotti.

I Conservanti

usi, origine ed effetti collaterali

I conservanti vengono indicati con la numerazione che va da E200 a E299. Come esposto brevemente nella classificazione, migliorano la conservazione di un alimento. I conservanti sono in molti casi riconosciuti come privi di effetti tossici e quindi sicuri; nella realtà dei fatti ci sono molti problemi in merito alla sicurezza di alcuni additivi, compresa la possibilità che si verifichino allergia da acido benzoico e solfiti, formazine di nitrosammine carcinogenetiche dai nitriti e la possibilità di carcenogenità di BHA e BHT.

Alcuni conservanti:

E210: Acido Benzoico

Acido benzencarbossilico; acido dracilico; acido fenilcarbossilico.


L'acido benzoico, i benzoati e gli esteri dell'acido benzoico sono presenti nella maggior parte della frutta, specialmente nei mirtilli. In particolare, sono i mirtilli rossi a rappresentare una fonte abbastanza ricca di acido benzoico. Oltre alla frutta, i benzoati si trovano in natura nei funghi, nella cannella, nei chiodi di garofano ed in alcuni prodotti caseari (come conseguenza della fermentazione batterica). Per fini commerciali, viene preparato chimicamente dal toluene.


Non vi sono effetti collaterali alle concentrazioni usate. La sostanza viene escreta dalle urine come acido ippurico e non dovrebbe avere effetti collaterali. Tuttavia, in alcuni individui l'acido benzoico ed i benzoati potrebbero liberare istamine che, a loro volta, innescano reazioni pseudo-allergiche, come abbiamo visto parlando dei coloranti.

E220: Anidride solforosa


L'anidride solforosa si ottiene dalla combustione dello zolfo, un elemento comune. Sin dall'antichità è usato come conservante: è stato ampiamente impiegato nell'antico Egitto e durante l'Impero Romano.

E' un gas incolore, usato come conservante per prevenire il deterioramento sia batterico che enzimatico dei prodotti. L'anidride solforosa dissolvendosi nelle parti acquose dei prodotti produce l'acido che rappresenta l'agente attivo. E' molto efficace in prodotti acidi e leggermente acidi, mentre è inefficace in prodotti a pH neutro.

Agisce anche come agente ossidante con un effetto sbiancante. E' usato come agente sbiancante nelle farine anche se può ossidare i colori (naturali) degli alimenti per cui il suo uso viene limitato.

Ha proprietà antimicrobiche e per questo motivo viene usata nelle conserve, nel mosto, nella birra, nei succhi e negli insaccati.Infine, esso stabilizza la vitamina C nei prodotti e previene il decoloramento del vino bianco. Il riscaldamento rimuove dai prodotti l'anidride solforosa sotto forma di gas.

L'anidride solforosa potrebbe essere usata in un'ampia gamma di prodotti acidi oltre a quelli già citati: conserve ittiche, crostacei freschi, frutta secca, marmellate, aceto e funghi secchi.

Dovuto ai suoi effetti ossidanti, esso potrebbe ridurre il contenuto di vitamine nei prodotti. Nel fegato, l'anidride solforosa viene ridotta in solfati, non nocivi, che poi vengono eliminati attraverso le urine.

Comunque, in pazienti asmatici può causare problemi respiratori; in altre persone, se usato ad alte concentrazioni (superiori a quelle normalmente impiegate nei prodotti) può causare disturbi gastrointestinali.

Agisce come veleno del sangue e risulta avere un effetto demolitorio nei confronti di Tiamina e Cianicobolanina (B1 e B12).Potrebbe essere irritante per le mucose e le vie respiratorie; può provocare faringite acuta, perdita dell’odorato e del gusto, forte acidità delle urine, stanchezza mal di testa e disturbi nervosi.

E221: Sodio Solfito

Sale sodico dell'acido solforoso.


E' una polvere bianca, chimicamente instabile, che reagisce con l'ossigeno per formare solfato di sodio. In condizioni acide forma acido solforoso, un conservante. E' usato come conservante, ossidante ed agente decolorante finalizzato a prevenire il deterioramento e la decolorazione dei prodotti. Anche se previene la formazione del colore scuro nella carne, il suo impiego proibito in quanto potrebbe mascherare il deterioramento batterico caratterizzato da decolorazione. Grazie alla sua azione nel migliorare l'impasto del pane, è anche usato come miglioratore nella panificazione.


Si utilizza nel rosso dell'uovo e nei prodotti in cui viene usato tale parte dell'uovo, insalate, birra, pane e caramello.

Dovuto ai suoi effetti ossidanti, esso potrebbe ridurre il contenuto di vitamine nei prodotti. Nel fegato l'anidride solforosa viene ridotta in solfati, non nocivi, che poi vengono eliminati attraverso le urine. In combinazione con l'alcool può aumentare i sintomi provocati da stati di ubriachezza. Persone che sono intolleranti verso i solfiti naturali dovrebbero anche evitare i solfiti addizionati (E221-228).

Anche i solfiti vengono smaltiti attraverso le urine, ma prima di arrivare ad essere escreti vengono elaborati da un enzima, la solfito ossidasi. Con un’eccessiva introduzione di queste sostanze (basta bere qualche bicchiere di vino di qualità scadente per superare il limite) l’enzima non riesce a smaltire completamente e correttamente l’additivo, il cui eccesso nell’organismo scatena il tipico mal di testa da osteria.

Nitriti e Nitrati

Sono additivi impiegati nella produzione degli insaccati per evitare che possano sviluppare una tossina altamente letale, il Clostridium Botulinum; nitrati aiutano altresì a conservare il colore rosso vivo negli stessi.

I nitrati, seppur meno dannosi dei nitriti, vengono rapidamente ridotti in questi ultimi, spesso per intervento di batteri presenti nell’apparato digerente o attraverso il riscaldamento, e interferiscono negativamente sul trasporto dell’ossigeno nel sangue, trasformando l’emoglobina in metaemoglobina, incapace di svolgere le sue funzioni. Come diremo in seguito, è sconsigliatissimo l’uso di tali additivi nei bambini molto piccoli. E’ altresì sconsigliato scaldare cibi conservati con nitratri poiché il riscaldamento li trasforma.

I nitriti possono reagire con le amine, dando luogo alle N-alchil-nitrosammine, famigerate per scatenare effetti tossici dimostrati ormai da anni, mutageni e cancerogeni. Per fortuna, le nitrosammine sono in buona parte contrastate dalla vitamina C.

La diffusa presenza di queste sostanze nel nostro cibo potrebbe facilmente causare disturbi motori o comportamentali, allergie ed effetti negativi sulla riproduzione. Inoltre la loro assunzione può provocare una riduzione di linfociti T e B, abbassando di fatto le difese immunitari.

Per nostra sfortuna, nitriti e nitrati non si trovano solo in cibo preparato, ma anche in cereali, verdure e frutta fresca a causa di spavalde coltivazioni ricche di concimazioni azotate e per inquinamento delle falde acquifere. I nitriti inoltre si possono legare a pesticidi e concimi dando origine, ancora una volta, a nitrosammine.

E249: Potassio nitrito


In natura è un minerale. Chimicamente, può essere estratto o prodotto dal nitrato di potassio.

E' una polvere bianca usata come conservante contro Clostridium botulinum (un batterio che può causare il botulismo) nei prodotti a base di carne.

Viene utilizzato in prodotti a base di carne e pesce.

Effetti Collaterali:
I nitriti sono precursori delle nitrosammine (potenziali cancerogeni) che vengono formati nello stomaco dai nitriti e proteine. Alte concentrazioni potrebbero reagire con l'emoglobina. Il suo uso non è consentito nei prodotti somministrati ai bambini inferiori ad 1 anno. I bambini piccoli hanno differenti tipi di emoglobina che è molto più reattiva verso i nitriti rispetto alla normale emoglobina.

E250: Sodio nitrito


In natura è un minerale. Chimicamente, può essere estratto o prodotto dal nitrato di sodio.

E' una polvere bianca usata come conservante contro Clostridium botulinum (un batterio che può causare il botulismo) nei prodotti a base di carne Viene utilizzato in prodotti a base di carne e pesce.

Effetti Collaterali:
I nitriti sono precursori delle nitrosammine (potenziali cancerogeni) che vengono formati nello stomaco dai nitriti e proteine. Alte concentrazioni potrebbero reagire con l'emoglobina. Il suo uso non è consentito nei prodotti somministrati ai bambini inferiori ai 6 mesi. I bambini piccoli hanno differenti tipi di emoglobina che è molto più reattiva verso i nitriti rispetto alla normale emoglobina.

E251: Sodio nitrato

Salnitro del Cile


In natura è un minerale. E' anche presente in quasi tutti i vegetali.

E' una polvere bianca usata come conservante e contro la dissolvenza dei colori naturali.

Usato in formaggi, carne e prodotti a base di carne, pizza, ecc.

I nitrati non hanno effetti collaterali; tuttavia, potrebbero essere convertiti in nitriti (E250) attraverso il riscaldamento o quando presenti nello stomaco.

E252: Potassio nitrato - salnitro


In natura è un minerale. E' anche presente in quasi tutti i vegetali.

E' una polvere bianca usata come conservante e contro la dissolvenza dei colori naturali.

Usato in formaggi, carne e prodotti a base di carne, pizza, ecc.

I nitrati non hanno effetti collaterali, ma attraverso il riscaldamento o quando presenti nello stomaco essi potrebbero essere convertiti in nitriti (E250).

martedì 26 gennaio 2010

Riconosciuta la Malattia Professionale per uso di telefonini telefoni mobili cellulari

Fonte: SpazioSacro

 

Apprendiamo che la Corte d'Appello di Brescia ha emesso una sentenza con cui accoglie il ricorso di un lavoratore esposto alle onde elettromagnetiche di cordless e cellulari, riconoscendo la malattia professionale con invalidità all'80%.
E’ il primo caso in Italia in cui un tribunale afferma il nesso causale tra uso frequente di terminali mobili che emettono campi elettromagnetici ad alta frequenza ed insorgenza di patologie tumorali.
La causa era stata intentata all’INAIL da un manager che, per motivi di lavoro, era costretto ad utilizzare cordless e cellulari e che si è successivamente ammalato, contraendo un tumore alla testa.
Tra i periti che hanno supportato con validi elementi scientifici la tesi del nesso causale figura il prof. Angelo Gino Levis, autore di numerose ricerche epidemiologiche sulla pericolosità dell'uso di cordless, cellulari ed apparati wireless.
Si tratta di una pronuncia giudiziaria che sta suscitando molto scalpore, destinata a fare scuola ed aprire una breccia tra i c.d. negazionisti; una sentenza che rilancia le battaglie di cittadini e comitati contro il proliferare selvaggio di sorgenti di emissione elettromagnetica.
Giuseppe Teodoro
--

Uno dei miei miei assistiti, colpiti da tumore alla testa dopo uso prolungato di telefoni mobili (TM: cellulari e cordless) è il Sig. Marcolini da neurinoma del 5° nervo cranico (ganglio di Gassner e nervo trigemino) dopo più di 10 anni e 15.000 ore di utilizzo dei TM assieme al Sig. Stradiotti (che ha appena iniziato la causa civile contro l’INAIL) da carcinoma alla parotide dopo più di 20 anni e 30.000 ore di utilizzo dei TM. Entrambi destrorsi, sono stati colpiti sul lato sinistro della testa in quanto, essendo addetti ai rapporti con i clienti delle Ditte presso le quali lavoravano, usavano la mano destra per prendere appunti e la sinistra per telefonare. Pertanto i loro tumori sono ipsilaterali come la grandissima maggioranza di quelli documentati da Hardell e Coll. I tempi di
utilizzo dei TM da parte di questi due pazienti sono esorbitanti, comunque Hardell ha riportato aumenti statisticamente significativi di tumori alla
testa (soprattutto astrocitomi cerebrali e neurinomi acustici) in utilizzatori di TM con 500-2.000 ore di esposizione e con tempi di utilizzo e/o di latenza di almeno 10-15 anni. Da notare che per i tumori alla parotide da uso di TM gli unici dati positivi in letteratura sono quelli della componente israeliana del Progetto Interphone (Sadetzki 2008), ignorati nei rapporti più recenti di tale Progetto, mentre sui neurinomi del trigemino non ci sono dati in letteratura.
Nella causa di Marcolini sono state presentate 3 perizie di parte ricorrente: del sottoscritto, del Prof. B. Saia (ordinario di Medicina del Lavoro a PD) e del Dott. G. Grasso (il neurochirurgo di Brescia che ha operato e seguito clinicamente sia Marcolini che Stradiotti). In primo grado il consulente del Tribunale (CTU) non ha letto nulla nè della letteratura sull’argomento nè delle nostre perizie, negando quindi la relazione tra malattia e uso dei TM e pertanto il Tribunale ha dato ragione all’INAIL.
Invece in appello il CTU (Dott. Ottavio Di Stefano, Primario di Medicina Interna presso gli Osp. Civili di Brescia) ha fatto una buona ricognizione della letteratura citando i dati degli ultimi 4 lavori di Hardell (lo studio caso-controllo sui tumori cerebrali maligni del 2006, le due “pooled analyses” del 2006 e quella del 2009 e la metaanalisi di Kundi del 2009) e ha premesso che “l’analisi della letteratura non porta ad un giudizio esaustivo ma, con tutti i limiti insiti nella tipologia degli studi, un rischio aggiuntivo per i tumori cerebrali ed in particolare per il neurinoma è documentato dopo esposizione per più di 10 anni alle radiofrequenze emesse dai telefoni portatili (cordless) e dai cellulari…. Il dato anamnestico di esposizione supera il limite dei 10 anni…. Nello studio di Hardell del 2006 l’esposizione per più di 10 anni comporta un rischio relativo di 2,9, sicuramente significativo…Si tratta quindi di una situazione “individuale” che gli esperti riconducono al “modello probabilistico-induttivo” ed alla “causalità debole” che ha comunque valenza in sede previdenziale…Un ruolo quindi almeno concausale delle radiofrequenze nella genesi della neoplasia che ha patito il Sig. Marcolini è “probabile” (probabilità qualificata). Il CTU ha così concluso: “Il quesito proposto può essere così svolto:
l’esposizione a radiofrequenze, anamnesticamente per un tempo efficace (più di 10 anni), ha molto verosimilmente avuto un ruolo concausale nell’evoluzione della neoplasia patita dal Sig. Marcolini. La menomazione dell’integrità fisica legata alla malattia ed ai suoi esiti si stima in
misura dell’80%”. Il caso in questione ha una grande rilevanza perchè, a mia conoscenza, si tratta della prima pronuncia, difficilmente ribaltabile in Cassazione a detta dell’Avv. Danilo Mina del Foro di Brescia difensore di Marcolini, sulla base del dispositivo della sentenza) con la quale viene riconosciuto
il nesso causale o almeno concausale tra esposizione professionale ai TM e patologia neoplastica, con conseguente riconoscimento e relativo indennizzo della menomazione dell’integrità fisica legata alla malattia e ai suoi esiti, nel caso specifico in misura dell’80%.
Appena ne sarò in possesso invierò a tutti la sentenza che sarà pubblicata tra una ventina di giorni. Intanto vi sarò grato se vorrete diffondere e pubblicizzare questa notizia.
Cordialmente
Prof. Angelo Levis

sabato 23 gennaio 2010

Blog: Aboliamo la carne

L'incipit del blog è fondamentale:

"Chiedere l'abolizione della carne vuol dire mettere in discussione quello che il 99% degli umani considera <l'ordine necessario delle cose>..."

 

Ecco, e se dall'alto della nostra arroganza ogni tanto ci ponessimo qualche domanda in più per cercare di capire cosa è veramente necessario?

 

http://aboliamolacarne.blogspot.com/

 

 

giovedì 21 gennaio 2010

Sapevamòlo - Fluoro

Lo sapevamo che il fluoro è il molto tossico prodotto di scarto proveniente dalla lavorazione dell'alluminio?

E' talmente tossico che il costo del suo smaltimento è quasi proibitivo.

Per questo motivo, fin da prima della Seconda guerra mondiale (scusate il gioco di numeri), si è deciso di proporlo come prezioso anticarie.

Il fluoro è presente nell'acqua, nei dentifrici, nei colluttori, nelle gomme. E' accusato di essere causa di osteoporosi, ma soprattutto viene usato nella preparazione del veleno per i topi.

 

Come sempre, leggiamo bene le etichette di ciò che compriamo e teniamo gli occhi aperti.

 

 

Fonte: Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Marcello Pamio.

lunedì 11 gennaio 2010

Saldi. Di fine stagione?

Lunedì 2 gennaio sono iniziati i saldi di fine stagione. Così come per quelli estivi, stranamente i saldi iniziano proprio quando la stagione (nella fattispecie quella invernale) inizia. Fuori da ogni logica umana, ma sicuramente propria del consumismo, noi compriamo l'abbigliamento di una (fine) stagione che ancora deve cominciare. Nella sempre più folle smania di anticipare gli eventi (atmosferici, ma anche di moda), il 2 gennaio i negozi affiancavano alla poca merce in saldo rimasta esposta numerosissimi capi di stagione: ma quale? a giudicare dai vaporosi tessuti, dalle leggere nuances, parliamo della primavera.

Come si possa acquistare con almeno tre mesi di anticipo un vestito adatto a un'altra stagione, non lo so. E la cosa, a dire il vero, mi disturba: non sarà che da qui ad aprile me ne dimenticherò oppure a forza di vederlo in giro per casa mi sembrerà già un capo vecchio? E se in questi tre mesi cambio di taglia?

Ma non c'è limite all'ansia da anticipazione, altrimenti non si spiegherebbe come i negozi aprono puntualmente la stagione dei saldi con gli scaffali semivuoti. Non dipende dai regali di natale, no. Dipende dai pre-saldi che moltissimi commercianti fanno ai clienti più fidati, il che poi si estende a tutti. La cosa sarebbe anche giusta, se non fosse che provoca delle enormi ingiustizie.

L'anno scorso, ad esempio, ero in un negozio per comprare un costume: era il giorno che precedeva i saldi estivi, e mentre io ho pagato il prezzo pieno (purtroppo ne avevo bisogno proprio quel giorno), chi mi ha preceduta ha avuto il saldo in anteprima.

Tornando a noi, entrare in un negozio il primo giorno dei saldi e trovare così poca roba che siamo costretti a ripiegare sul nuovo della prossima stagione non è leggermente nevrotico?

 

domenica 3 gennaio 2010

Earthlings - Terrestri

Mi è capitato in questi giorni di festa di guardare su youtube un documentario decisamente illuminante.

Il modo migliore secondo me, per cominciare l'anno con un nuovo senso di responsabilità nei confronti dei terrestri, di tutte le creature terrestri.

Earthling può veramente rappresentare il punto di svolta, o di non ritorno, per indirizzare le nostre scelte alimentari e della vita di tutti i giorni verso uno stile di vita che sia decisamente più rispettoso di tutte gli esseri viventi che abitano il nostro pianeta.

Il documentario descrive con immagini decisamente crude ma ahimè realistiche gli abusi quotidiani che l'uomo perpetra nei confronti di altre specie che avrebbero il nostro stesso diritto di abitare la terra. Diviso in varie sezioni, ci fa vedere gli orrori degli allevamenti di animali da compagnia, la crudeltà degli allevamenti di animali destinati a diventare il nostro cibo e di come buttiamo le vite di creature innocenti per i nostri vestiti, per il nostro divertimento, per testare (inutilmente, sostiene Reusch nei suoi fantasti testi).

Con riprese sconvolgenti (ma sempre purtroppo vere), Earthlings ci porta in un mondo fatto di orrori, di sadismi, di crudeltà efferate. In alcune immagini, si comprende a stento come gli uomini possano trovare gusto a saltare ripetutamente su polli vivi o a uccidere a bastonate un maiale destinato a diventare prosciutti e altro. Sembra che le condizioni atroci in cui questi animali sono costretti creino nelle coscienze di alcuni allevatori/macellatori/tenutari dei mostri che in natura non avrebbero diritto di esistere: nemmeno la fiera più sanguinaria è capace di compiere simili azioni.

Nel documentario si dice che se i centri di macellazione/allevamento avessero le pareti di vetro, la maggior parte degli uomini sarebbe vegetariana: vedere per credere non è facoltativo, è a mio avviso obbligatorio.

Earthlings è un durissimo atto d'accusa che può sconvolgere più di qualche stomaco, ma si spera che l'effetto finale sia quello di far capire che qualsiasi essere abiti la terra ha gli stessi diritti che abbiamo noi umani, e che tali diritti devono sempre essere rispettati.

Ricordiamocelo, la prossima volta che compriamo una giacca di pelle o un cosciotto di pollo...

 

Potete vederlo qui o su youtube, diviso in 11 pezzi:

http://veg-tv.info/Earthlings