martedì 29 aprile 2014
PPV - Sweet avena cakes Finestra sul cielo
martedì 22 aprile 2014
Tecnologia alimentare Vs buonsenso
C'era una volta, in ogni famiglia, minimo una persona che si occupava direttamente di coltivare e allevare il proprio cibo, o quantomeno di comprarlo dal contadino di fiducia.
C'erano una volta famiglie che si riunivano intorno a grandi cucine con un camino o un focolare sempre accesi, e insieme facevano il pane, la pasta, le conserve per l'inverno, pulivano i cereali e stipavano le patate.
C'era una volta, adesso non c'è più.
Con il perfezionarsi dei sistemi di conservazione degli alimenti abbiamo avuto la grande possibilità di rendere disponibili tutto l'anno cibi altrimenti scarseggianti: se ci sono abbastanza soldi, possiamo riuscire a mangiare decentemente senza incorrere a carenze alimentari o problemi di altro genere.
Come tutte le belle invenzioni, ahinoi, il troppo stroppia sempre.
La tecnologia alimentare che tanto ci ha dato in termini di salute, piano piano sembra richiederci indietro tutto e con gli interessi: additivi alimentari dai pochi benefici e dalle molte incognite, esaltatori di colore e sapidità che servono a venderci e farci mangiare cibi dal pessimo valore nutrizionale, gas e sostanze di varia natura "necessari" per trasformare il cibo in qualcosa che non è e stupire i nostri occhi (cucina molecolare).
Molte, troppe persone ancora riempiono le loro dispense di cibo a lunghissima conservazione con liste di ingredienti degne di un laboratorio avanzato di chimica, e poca sostanza nutriente.
Oltre al contatto diretto con i produttori degli alimenti che costituiranno i nostri pasti (e i nostri muscoli, organi, ossa, fluidi corporei), abbiamo a quanto pare perso anche il naturale buonsenso che nel corso dei millenni ci aiutava ad evitare i veleni, i marciumi, e tutto quanto fosse insalubre.
Certo, qualcuno obietterà che in passato tante persone morivano per un'errata conservazione delle derrate alimentari, per un fungo velenoso, per le muffe nel grano stoccato o tante altre cose. Verissimo: e infatti la tecnologia alimentare servirebbe in teoria ad evitare che la gente muoia per il cibo avariato.
In teoria, perchè come tutte le migliorie dell'era moderna, la tecnologia alimentare è stata messa a disposizione delle multinazionali del cibo per aumentare i loro profitti.
Ed è per questo che troppo spesso sentiamo notizie sconcertanti su persone che contraggono l'epatite a causa di numerose partite di frutti di bosco congelati, oppure, come abbiamo avuto modo di leggere di recente, di persone in coma per un contagio da botulino presente in una zuppa pronta.
Ma come: ci fanno il lavaggio del cervello sulle conserve in casa, ci dicono che rischiamo la vita a farle se non siamo più che rigorosi, e poi andiamo al supermercato e una banale zuppa pronta rischia di ucciderci? Allora meglio sarebbe farlo con le nostre mani...
Come in una brutta guerra, le persone colpite da intossicazioni alimentari vengono considerata alla stregua dei civili che muoiono nei bombardamenti: necessarie conseguenze del fuoco amico. Non importa quanti siano, uno o migliaia difficilmente i ministeri della Sanità impediranno di vendere per un bel pò frutti di bosco o zuppe: non si può bloccare l'economia, anche a scapito della salute delle persone.
E allora toccherebbe a noi praticare del sano buon senso, ma non tutti ci riescono. Molti sono lì che tergiversano sul fatto che ci vogliono più controlli, che ci vogliono più additivi, che ci vuole chissà cosa. Siamo tutti piccoli chimici, presi così tanto dai processi molecolari del cibo artefatto o conservato nei secoli da farci sfuggire la via più semplice: riprendere il controllo di ciò che mangiamo.
Eppure non è facile convincere questi tizi: in nome del progresso e della modernità, pontificano e imprecano contro i sempliciotti che inneggiano ad un "ritorno alla semplicità" ... fino a quando non capiterà a loro di venire intossicati da un cibo fuori contesto o fuori stagione.
Farsi una zuppa non è una pratica stregonesca: con un minimo di organizzazione ci vogliono 40 minuti e un quinto dei soldi che spenderemmo comprandone una pronta. Mangiare i frutti di bosco di stagione non è una pensata da geni supremi: sono più buoni e viste le notizie (quasi mille persone intossicate) decisamente più sicuri. Sbucciare la frutta, farla a pezzetti e portarsela a pranzo non è un mestiere da chef: davvero ci serve mangiare quella confezionata e protetta con atmosfera modificata?
Non c'è fretta che tenga, siamo diventati schiavi della nostra stessa ignavia e pretendiamo di giustificarla con complicati ragionamenti da scienziati...
E' ora di svegliarci, e di ricominciare a costruire focolari.
La tecnologia alimentare, releghiamola al servizio della salute...
lunedì 14 aprile 2014
L'alimentazione naturale nell'era del cibo tecnologico
L'alimentazione naturale, in un'epoca dove tutto, e dico tutto il cibo è stato manipolato, ogiemmato, conservato, processato, trasformato, può davvero sembrare una pratica ricca di controsensi e false aspettative.
Molto difficilmente, in una giornata qualsiasi della nostra vita, riusciremmo a nutrirci dei frutti spontanei e selvatici della natura quali potrebbero essere erbe raccolte in un prato, bacche e semi, per arrivare a piccoli o grandi animali catturati con le nostre mani (o strumenti).
A voler essere onesti, l'alimentazione naturale dovrebbe essere questa: mangiare quello che la natura ci mette a disposizione senza interferire nei processi di nascita, crescita, "maturazione".
A meno che non si torni a vivere nelle foreste, questo è decisamente uno stile di vita fuori della portata di molti di noi...
E' per questo che l'alimentazione naturale, così come proposta dalla naturopatia e come la vedo personalmente, vuole essere un approccio il più vicino possibile al concetto di "poco elaborato, poco conservato, e soprattutto molto fresco"
L'alimentazione naturale, in pochi parole,
- predilige il consumo di buone quantità di cibi crudi (frutta e verdure che non necessitano di cottura), possibilmente non trattati e di provenienza fidata
- elimina totalmente o limita fortemente il consumo di cibo confezionato, inscatolato, precotto, e ricco di conservanti, additivi, grassi e vitamine sintetiche.
- limita il consumo di cibi surgelati ma li consente laddove la stagione (inverno) ci impedisce di consumare, ad esempio, certi tipi di alimenti. Esempio: fagioli, fave, piselli, etc. Ovviamente non parliamo delle tagliatelle alla pescatora o del merluzzo in cartoccio già pronto
- favorisce il consumo di legumi e vegetali come fonte primaria di proteine, limitando l'introito di proteine animali
- invita al consumo di cereali interi (integrali) e deplora il consumo più che quotidiano di farinacei totalmente raffinati
- promuove la varietà e la stagionalità degli alimenti.
- elimina al 99% i zuccheri raffinati e addizionati agli alimenti.
in onda su questi schermi :-D
venerdì 21 marzo 2014
Zuppa piccante di lenticchie
E' una zuppa che richiede tempi abbastanza veloci, con cottura delle lenticchie a parte, speziata e molto profumata. E' inoltre una zuppa decisamente economica, visti i bassi costi degli ingredienti.
Sconsiglio l'uso delle lenticchie precotte perchè nella preparazione della zuppa potrebbero scuocersi, ma in caso di emergenza sarà sufficiente far sobbollire il "soffritto" per un tempo maggiore prima di metterci le lenticchie.
- 400 grammi di lenticchie secche o due confezioni di lenticchie cotte
- qualche pomodorino rosso fresco o in scatola
- peperoncino
- aglio
- carota
- sedano
- prezzemolo
- olio
- sale
- acqua
- lavare le lenticchie e lessarle al dente in abbondante acqua bollente leggermente salata.
- scolare le lenticchie, o sciacquarle abbondantemente se utilizzate le precotte. L'acqua non va riutilizzata
- sminuzzare finemente carota, sedano, aglio e una parte del prezzemolo, metterli in una pentola di coccio o di acciaio con poco olio e soffriggere per tre minuti a fiamma bassa. Se il soffritto dovesse asciugarsi troppo, aggiungere poca acqua. Acqua che si può aggiungere subito nella proporzione di un cucchiaio di olio per due di acqua, per rendere la ricetta più leggera senza soffritto
- aggiungere sale, peperoncino e i pomodorini tagliati in due o in quattro parti
- aggiungere le lenticchie, farle insaporire e aggiungere acqua quanto basta a coprirle
- aggiustare di sale, alzare la fiamma per far sobbollire vivacemente la zuppa
- aggiungere eventuale acqua, le lenticchie tendono ad assorbirla
- controllare la cottura, dopo mezz'ora circa o anche meno se si sono scelte le lenticchie piccole, il piatto è pronto.
- sminuzzare il restante prezzemolo, servire le lenticchie e aggiungerlo al piatto, con un filo di olio a crudo se gradito.
giovedì 13 marzo 2014
Minestra di broccolo romanesco
Dal sapore spiccato ma non troppo "cavolfioresco", il broccolo romanesco è un ottimo compagno di paste e zuppe.
A Roma è famosissima la minestra di arzilla e broccolo, dalla consistenza piuttosto liquida e dal gusto eccezionale.
Approfittando delle ultime settimane in cui questi meravigliosi ortaggi si rendono disponibili, ho preparato una minestra completamente veg che nulla ha da invidiare alla più celebre.
Siccome il tempo inizia a volgere al tiepido, l'ho fatta anche meno brodosa dell'originale.
Ingredienti per 4 persone:
1 broccolo romanesco di dimensioni medio-grandi (1 kg circa)
1 patata grande
cipolla aglio sedano carota
concentrato di pomodoro
peperoncino
olio evo
pasta a scelta
Costo medio a porzione: 1,50 euro
Procedimento:
- pulire il broccolo e tagliarlo a pezzi grossolani, lavarlo e lessarlo in acqua bollente o cuocerlo a vapore. Il broccolo deve rimanere al dente, la cottura quindi deve essere molto breve
- mettere in una pentola di coccio (o di acciaio) gli odori interi. Per evitare di alterare troppo il sapore del broccolo, a fine cottura gli odori andranno tolti.
- Aggiungere la patata affettata sottilmente, peperoncino, olio e sale grosso
- soffriggere per pochi minuti fin quando la patata non inizia a colorarsi
- aggiungere il broccolo già scolato e far soffriggere per 3/4 minuti, aggiungere poca acqua se necessario ma non ulteriore olio, e concentrato di pomodoro
- una volta che le verdure si sono insaporite, aggiungere almeno 3 litri di acqua e far sobbollire a fuoco medio per almeno due ore
- quando la minestra si sarà ristretta, togliere gli odori e versare i 300 grammi di pasta a scelta e cuocere per metà del tempo indicato dalla confezione.
- Spegnere e lasciar riposare per i restanti minuti di cottura, far raffreddare per un paio di minuti
- Servire con un velo di olio evo a crudo
martedì 25 febbraio 2014
10 fatti inaspettati che possono rovinare il tuo sonno
Le avete già sentite tutte in precedenza: Non guardare la tv o usare il computer a letto. Consumare l'ultima tazza di caffè entro le 14:00. Non lavorare la sera... ma ancora non dormite!
Se siete tra coloro che lottano con la sveglia, questa lista di azioni inaspettate che possono rovinare il sonno fa per voi.
Alcune delle vostre più salutari abitudini potrebbero allontanarvi dal vostro obiettivo...
1) Sei un mangiatore incostante
Se ogni sera consumi una cena bilanciata ma indulgi negli happy hour e consumi burritos (o cibi similmente pesanti) a tarda notte per almeno due giorni a settimana, probabilmente stai danneggiando molto più della sola dieta. Alcuni studi mostrano che mangiare in maniera irregolare, soprattutto in ora tarda può avere effetti negativi sul sonno. Se ti capita una cena in tarda serata, non c'è problema, a meno che non succeda ogni giorno. Se questo non ti è possibile, salta almeno il dolce e vai a dormire.
2) La tua bocca profuma di menta
Con questo non vogliamo intendere che non devi lavarti i denti prima di andare a dormire, ma che potresti provare a cambiare dentifricio! Le ricerche indicano che l'aroma di menta piperita stimola il cervello, rendendoti più vigile e soprattutto sveglio. Prova un gusto alternaticvo (anice ad esempio)
3) ti appassioni a una lettura
Potresti aver barattato uno show televisivo in tarda serata a favore di una piccola lettura a letto per auspicare un buon riposo notturno. I sondaggi dicono che potrebbe non essere la scelta migliore. Attività stimolanti da un punto di vista emotivo e intellettivo prima di mettersi a dormire provocano un sonno di bassa qualità. Posa i drammoni e i libri di storia e prova a leggere una rivista leggera e non impegnativa.
4) fumi prima di andare a dormire
Potresti pensare che una sigaretta serale ti calmi i nervi, aiutandoti a prepararti per il letto. Sfortunatamente, la nicotina non è un depressivo ma uno stimolante, che rende difficile addormentarti. Se proprio non puoi smettere di fumare, inizia almeno a non fumare prima di andare a letto.
5) ti lavi con acqua fredda
E' vero, lavare la faccia con l'acqua fredda aiuta a chiudere i pori, ma stimola anche il corpo, stimolandolo a riscaldare il corpo e restare più attivo. Prova a lavare il viso con acqua tiepida di sera e risparmia la sferzata fredda per la mattina
6) carichi i tuoi dispositivi elettronici la notte
Hai smesso di inviare email serali e non tieni più il tuo cellulare sul comodino ma ci sono possibilità molto consistenti che tu continui a caricare i tuoi telefoni/pad/etc di notte in camera da letto. La lucina che indica che il tuo telefono è carico, specialmente se è di colore blu, impatta sui tuoi ritmi circadiani. Evita di ricaricare di notte o fallo in un'altra stanza.
7) ti prepari una cuccia calda e accogliente
accoccolarsi in un accogliente letto caldo potrebbe essere un buon inizio per una fantastica notte di riposo, ma un aumento della temperatura corporea può interrompere il sonno. Che tu dorma con un partner, un animale o una pila di coperte, è giunto il momento di alleggerire il carico e abbassare la tua temperatura corporea. Ovviamente non esagerare: sentire freddo è un'altra delle cause di cattivo sonno
8) ami i limoni
Il te con limone può sembrarci una grande alternativa al cappfè del dopo cena, ma potrebbe darti le stesse controindicazioni. Perchè? L'aroma del limone e degli altri frutti della famiglia citrus aiutano a stimolare il lavoro mentale e aumentano i livelli di energia... Non proprio l'aiuto indicato se vuoi andare presto nel mondo dei sogni. PEr evitare questo inconveniente, consuma un te con basso contenuto di teina o una tisana con erbe che favoriscono il sonno.
9) prendi pillole prima di andare a dormire
Può essere la via più facile per ricordarsi di assumere le pillole ma alcune vitamine quali B6 e B12 e alcune medicine, inclusi gli steroidi, influenzano il sonno. Parlate con il vostro medico per capire se i medicinali che state prendendo possono essere assunti al mattino.
10) non registri le tue trasmissioni preferite
Per guadagnare ore preziose da donare al tuo sonno, registra i tuoi show preferiti e pianifica di vederli in prima serata oppure nei week end.
venerdì 21 febbraio 2014
I metodi più salutari per disintossicarci
venerdì 24 gennaio 2014
Bio?SiPuò cambia pelle e diventa TheGreenRoutes
Perchè anche una piccola azione al giorno può far diventare verdi le nostre giornate!
giovedì 23 gennaio 2014
La FDA si pronuncia di nuovo sui saponi antibatterici
Questo ovviamente comprende lozioni, shampoo, ma anche i saponi che probabilmente usi almeno una dozzina di volte durante il giorno.
Innumerevoli agenzie per la salute e altrettante pubblicazioni hanno segnalato il rischio dell’utilizzare saponi antibatterici, sin dal 1978;
quanto segue è la traduzione di un articolo del sito TheAlternativeDaily.com

“I saponi antibatterici sono inefficaci e possono provocare malattie”, dice la FDA
Nota FDA: “non c’è al momento evidenza che i saponi antibatterici siano effettivamente più efficaci nella prevenzione delle malattie dei normali lavaggi con sapone e acqua”
I saponi antibatterici spazzano via dalle vostre mani i germi, giusto? Basta una piccola dose e siete liberi dai germi… questo è ovviamente quello che ci dicono i produttori di questi saponi.
Secondo la FDA, i saponi antibatterici fanno un sacco di fumo ma producono poco arrosto. L’agenzia federale che monitora la sicurezza di cibo e medicinali nel nostro stato ha evidenziato che non esiste nessuna evidenza dell’efficacia dei saponi antibatterici nel fermare la trasmissione dei germi rispetto a quelli antibatteri (i quali non fanno pubblicità sulla lotta a germi e batteri) Questa nota della FDA analizza sia la sicurezza che l’efficacia degli ingredienti attivi contenuti nei saponi antibatterici.
Danni del Triclosan
Gli studi hanno rivelato i rischi di questo componente negli anni.
Nel 2005, le ricerche hanno rilevato che il triclosan reagisce con l’acqua clorata e produce cloroformio, riconosciuto come agente cancerogeno.
Già nel 1978, la FDA pubblicò una nota nella quale si diceva che il triclosan “non è riconosciuto come sicuro ed efficace”
E ancora oggi questo ingrediente è inserito in una larga gamma di prodotti, principalmente nei saponi ma anche in prodotti che vanno da dentifrici e cosmetici fino agli utensili da cucina, abbigliamento e addirittura giocattoli. (Ndt: molte cucine hanno dei piani di lavoro antibatterici, trattati con triclosan o prodotti similari. )
Questi sono solo alcuni dei danni che il triclosan provoca:
- deterioramento delle funzioni muscolari
- contributo a danni e malattie cardiache
- alterazione dei livelli degli ormoni tiroidei e riproduttivi (es:testosterone, estrogeni)
- aumento del rischio di infertilità
- pubertà precoce
Anche la American Medical Association li ha bocciati:“evidenza indiscussa che nulla lavora più efficacemente del lavaggio delle mani con acqua e normale sapone, senza l’utilizzo di inutili e tossici componenti chimici antibatterici”
Più di recente, quest’anno:
Dopo quattro decadi dal primo utilizzo del triclosan, la FDA è giunta alla conclusione che i saponi antibatterici (specificatamente quelli con il triclosan), sono più dannosi che utili.
I ricercatori governativi hanno pianificato di produrre una documentazione per descrivere i prodotti chimici che sono utilizzati per la pulizia della casa e la cura delle persone.
Pare sia una delle massime priorità per la FDA, ma il fatto che ci sia voluto tutto questo tempo per produrre documentazione per elementi così potenzialmente dannosi è una notizia da non sottovalutare.
L’articolo completo lo trovate qui: http://www.thealternativedaily.com/antibacterial-soaps-dont-work-may-cause-harm-says-fda/
BioSiPuò aveva già parlato dei danni del triclosan analizzati in Inghilterra, dove ogni anno a causa del suo utilizzo negli ospedali avvengono numerosi decessi.
Qui trovate l'articolo del 2008: http://biosipuo.myblog.it/2008/05/26/triclosan-nei-dentifrici/
Quello che ci sentiamo di consigliare è di evitare la guerra senza quartiere contro germi e batteri, ma ricorrere ad una pulizia quanto più naturale possibile.
Di troppa pulizia ci si ammala, e le prove a quanto pare sono tra noi da oltre quarant’anni.
giovedì 28 novembre 2013
Menù di stagione: insalata di finocchi, broccoli all'agro, patate saltate
- 1 kg di finocchi 1,75 euro
- 1 arancia 0,30 euro
- 100 grammi olive nere 0,70 euro
- 1 kg di patate 1,00 euro
- 2 kg di broccoli (siciliano e verde) 2,50 euro
- fieno greco
- semi di senape
Totale spesa: 6 euro
Antipasto - Insalata di finocchi:

tempo di realizzazione: 5 minuti
dopo aver pulito con cura i finocchi, tagliarli a fette sottili. Tagliare anche l'arancia a piccoli spicchi (con tutta la buccia o senza a seconda delle preferenze).
Condire finocchi e arancia con le olive nere, un filo di olio evo, sale e se lo gradite pepe.
Portata principale (1) - Broccoli misti all'agro
tempo di realizzazione: 10 minuti + 25-30 di cottura
pulire i broccoli siciliani e il broccolo verde, tagliarli a pezzi piuttosto grandi (deve rimanere un bel fiore per pezzo) e immergerli in acqua bollente salata.
Mettere il coperchio alla pentola, controllare con una forchetta la cottura; quando entrerà con facilità nel gambo dei broccoli, toglierli dal fuoco e scolarli.
Servirli a tavola e condirli con olio e limone a piacere al momento di mangiarli
Portata principale (2) - Patate in padella con fieno greco e senape

tempo di realizzazione: 10 minuti +30 di cottura
Sbucciare le patate e tagliarle a dadini.
In una padella antiaderente, tostare mezzo cucchiaio di semi di senape e mezzo di fieno greco per due minuti massimo o appena iniziano a sfrigolare.
Aggiungere olio e aglio, far riscaldare l'olio e aggiungere le patate e il sale grosso.
Cuocere a fuoco medio avendo cura di girare ripetutamente le patate, durante la cottura coprire la padella con il coperchio. Quando le patate sono appassite e ben cotte, aumentare la fiamma e far saltare per pochi minuti.
Il menù è completo :-D
mercoledì 27 novembre 2013
Menù di stagione: una nuova rubrica
Spesso non cuociamo le verdure perchè pensiamo di avere poco tempo, ma lessare dei broccoli o saltare in padella dei peperoni non richiede effettivamente più di mezz'ora: il tempo che l'acqua della pasta inizi a bollire.
Per facilitarci la vita, è necessario usare dei piccoli "trucchi" che ci faranno risparmiare tempo.
Il primo in ordine di importanza è quello di mettere sempre il coperchio ai cibi in cottura: velocizziamo significativamente i tempi di cottura e risparmiamo gas.
Possiamo poi usare la pentola a pressione, che non tutti amano ma che ci consente di cuocere i legumi rapidamente.
Oppure cuocere a "castello": nella pentola dell'acqua della pasta, inserire un cestello per i vapore e cuocervi le verdure
Questi sono solo degli esempi, ma cucinare sano non è così impossibile come sembra :-D
Per questo, noi di BiosiPuò vogliamo offrirvi una serie di menù sani, gustosi e a costi decisamente contenuti.
Come? Sfruttando la stagionalità dei prodotti, utilizzando una'ampia varietà di cibi per un completo apporto di nutrienti e minerali, e dando indicazioni sui prezzi indicativi dei prodotti.
Noterete inoltre che i nostri menù saranno in prevalenza composti di vegetali, con indicazioni di eventuali sostituzioni animali per chi lo desiderasse.
E' importante soprattutto dare la possibilità al nostro apparato digestivo di elaborare perfettamente quanto ingerito, per cui i nostri menù saranno estremamente "sobri". Qualunque aggiunta vorrete fare è ovviamente a vostra discrezione, il consiglio che possiamo dare è in ogni caso di mangiare la verdura (cruda e cotta) a inizio pasto.
Siete pronti?
Si parte!

martedì 26 novembre 2013
Acqua di Rose
Oggi, l'acqua di rose viene utilizzata tuttora per le precedenti indicazioni; in particolar modo in cosmetica dove è indicata per le pelli mature e come alleato contro gli effetti dell'invecchiamento.
BELLEZZA (utilizzo sulla pelle): Astringente, tonifica la pelle. Antirughe, contribuisce a rigenerare l'epidermide. Rinfrescante, attenua i rossori e calma le reazioni allergiche. Viene consigliato per tutte le pelli, in particolar modo per le pelli mature e reattive
SALUTE (uso interno):
Antispasmodico, Antisettico, equilibrante ormonale (agisce sul sistema endocrino e contribuisce a attenuare la sindrome premestruale, crampi e cattivo umore)
Viene consigliato per le bronchiti croniche e per l'appetito eccessivo.
BENESSERE (aromaterapia):
possiede un'affinità con il cuore e la sfera emozionale del corpo e dello spirito. Favorisce l'equilibrio, l'armonizzazione delle emozioni e aiuta a prendere decisioni e completare i progetti avviati.
Euforizzante e armonizzante, calma e diffonde un sentimento d'equilibrio; aiuta a dissipare lo stress e le tensioni nervose.
Fiore della femminilita per eccellenza, la rosa aiuta le donne ad esprimere la propria sessualità.
Indicato per pene amorose, collera, irritazione, perfezionismo, depressione (post parto). (fonte articolo: AromaZone)
giovedì 21 novembre 2013
Guida pratica allo zucchero e ai dolcificanti

Lo zucchero è diventato il testimonial indiscusso di tutto ciò che di sbagliato facciamo per la nostra salute.
L’eccessivo consumo di quella dolce povlere bianca è diventata la vergognosa ragione per la quale una innumerevole serie di malattie si è frapposta fra noi e la salute: diabete, obesità, disordini dell’attenzione, atriti, cancro e diversi altri malanni.
Ci chiediamo: tutto lo zucchero è dannoso? E quali alternative ‘dolci’ possono rappresentare la scelta migliore?
Guida ai dolcificanti
Quanto segue è una lista degli zuccheri e dolcificanti più conosciuti, il loro indice glicemico (IG) e altri fattori che dovremmo considerare quando decidiamo cosa scegliere:
Maltodestrina (150) Con un elevatissimo livello di indice glicemico, questo zucchero rappresenta per i diabetici quanto di più vicino a un veleno. E’ presente in molti prodotti confezionati
Glucosio (Destrosio) (100) Indice glicemico molto alto e equivalente al pane bianco
Sciroppo di mais (o di glucosio) (75) Per la maggior parte Ogm, con valori nutrizionali irrilevanti. Peggio di lui c’è l’HFCS (sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio)
Zucchero da tavola raffinato (65) Quasi tutto Ogm e privato completamente di qualsiasi nutriente benefico, questo zucchero ha un importante azione acidificante sull’organismo e provoca perdita di minerali.
Miele (50-75) Qui il tipo di miele fa una grande differenza, laddove quello grezzo e non pastorizzato ha un indice glicemico più basso e contiene molti nutrienti. Il miele lavorato non è migliore dello zucchero raffinato.
Succo (zucchero) di canna evaporato (55) migliore dello zucchero bianco, ma sempre raffinato.
Melassa scura (55) Sebbene abbia un alto indice glicemico, questo zucchero contiene diversi minerali quali ferro, calcio, rame, magnesio, fosforo potassio e zinco. Il risultato è che diventa un buon alcalinizzante per il corpo.
Sciroppo d’acero (54) Raccolto dalla linfa degli alberi d’acero, questo sciroppo è raffinato e poi processato. E’ comunque più nutriente dello zucchero bianco, sciroppo di mais e zucchero di canna ma andrebbe comunque consumato con parsimonia
Zucchero della palma da cocco (35) Ottenuto dai fiori che crescono sugli alberi del cocco, è ricco di nutrienti, con un basso indice glicemico e sostituisce perfettamente lo zucchero bianco. E’ molto popolare tra i salutisti e può essere tranquillamente usato nei prodotti da forno.
Nettare d’agave (30) Ci sono molte controversie sull’agave, e il giudizio è che non sembra essere così salutare. Utilizzare in quantità limitate.
Xilitolo (7) Uno zucchero derivato dall’alcool, lo xilitolo ha un bassissimo indice glicemico, tuttavia deve essere usato con cautela sia perché è in gran parte di derivazione OGM, sia per la documentata irritazione intestinale che deriva dal suo largo uso.
Stevia (0) 2-300 volte più dolce dello zucchero bianco, la stevia viene prodotta dalle foglie della pianta omonima. Dal momento che l’indice glicemico è inferiore all’unità, non alimenta la candida e non innesca/peggiora nessuno dei problemi di salute legato al consumo di zuccheri. Questo la rende ideale per i diabetici, per coloro che hanno problemi gastrointestinali e per chiunque è interessato a ridurre l’apporto calorico quotidiano. Adatto per dolcificare te, frullati e succhi aspri quali limoni, lime e cranberries
Dolcificanti artificiali (0) (Aspartame, Sucralosio) Tutti i dolcificanti artificiali sono tossici, e, ironicamente, il consumo di questi prodotti ha mostrato un significativo aumento di peso nei soggetti studiati, sebbene l’apporto calorico non fosse aumentato.
Quando dobbiamo scegliere un dolcificante, dovremmo avere come prima opzione la stevia o lo zucchero di cocco per il loro basso indice glicemico e per l’elevato contenuto di minerali. Dall’altra parte dell’elenco delle scelte, dovremmo evitare i dolcificanti artificiali, zucchero di mais, zucchero raffinato, maltodestrin e destrosio, considerandoli come portatori di malattie: sono tossici, aumentano i picchi di zucchero nel sangue e sono privi di nutrienti.
Per finire, melassa, sciroppo d’acero, di agave, zucchero di canna e miele vanno usati con moderazione. Sebbene contengano nutrienti benefici, sono per lo più raffinati (tranne il miele grezzo).
Naturalmente, queste sono indicazioni di massima, dal momento che lo stato della salute intestinale di ognuno di noi determina l’introito massimo accettabile di zucchero nel nostro corpo. Bisogna fare attenzione alle reazioni del corpo e aggiustare il tiro :-D
Sources for this article include:
http://science.naturalnews.com
http://www.organiclifestylemagazine.com
http://science.naturalnews.com
Fonte: Natural News
Autore: Derek Henry
Traduzione: Biosipuò
lunedì 4 novembre 2013
Guida incompleta ai mercati contadini di Roma
E' così che molte persone hanno trovato un modo diverso di fare spesa, riappropriandosi dell'acquisto all'aperto dal commerciante di fiducia, con il quale scambiare chiacchiere ricette e idee. Molti di questi mercati contadini funzionano anche di domenica e nei giorni festivi: attenzione però a non confondere questo servizio che ognuno degli attori operanti decide in autonomia di prestare o meno con le aperture di quei divertimentifici artificiali dei centri commerciali...
Venerdì 1 novembre ad esempio, il Mercato Contadino dei Castelli Romani ha offerto uno splendido servizio ai numerosissimi clienti accorsi ai richiami di degustazioni gratuite e... cibo fresco e genuino. Ho trovato molto piacevole vedere tanta gente che invece di andarsi a rinchiudere in qualche posto preconfezionato ha preferito godersi la meravigliosa giornata e scegliere di acquistare ingredienti appena raccolti.
Roma ha diversi mercati agricoli sparsi per la città, in questo post ve ne elencherò alcuni. La guida ovviamente non è completa e si accetta qualsiasi suggerimento :-D
Mercati della terra - Ciampino
Circa 20 i produttori presenti, quasi tutti provenienti dalla Provincia di Roma e da quelle vicine di Frosinone e Latina. Frutta e ortaggi, carni, vini, latte crudo, formaggi, pane e prodotti da forno, gelati, salumi, miele, birra artigianale.
Il mercato della terra di Ciampino fa parte di un circuito internazionale.
Il mercato si tiene ogni terza domenica del mese dalle 9 alle 14, presso il Parco Aldo Moro - Via delle Mura dei Francesi a Ciampino.
Per info:
http://www.mercatidellaterra.it/ita/network/ciampino
Mercato contadino dei Castelli Romani
Dal mercoledì alla domenica, questo mercato itineranteoffre un'ampia selezione di prodotti e artigianato.
Il mercato si tiene:
MERCOLEDI' Ariccia - GIOVEDI' Rocca di Papa - VENERDI' Frascati - SABATO Ariccia, Albano, Pavona - DOMENICA, Ariccia e Albano.
Per info:
https://www.facebook.com/pages/Mercato-Contadino-Castelli-Romani/147872315307230
Mercato Contadino Tiburtino
Attivo dal 2009, il mercato Tiburtino offre verdure, frutta, carni, uova, formaggi, olio, vino, aromi e sapori arrivati da tutta la Regione Lazio.
Il mercato si tiene:
parco della Cacciarella, in via di Casal Bruciato 11 il martedì e il sabato.
Per info:
http://www.mercatocontadino.com/
Ognuno di questi mercati, come tantissimi altri, offrono anche iniziative collaterali quali laboratori didattici, incontri formativi, degustazioni e divulgazione.
Se vi avanza un pochino di tempo, provate a visitarli: scoprirete un mondo di gusto e benessere.
martedì 15 ottobre 2013
Vellutata di broccoli siciliani e patate
Non vedevo l'ora che tornasse l'autunno per ricominciare a fare scorpacciate di broccoli siciliani, romaneschi, broccoletti & co.
Tranne rare eccezioni (il cavolo bianco), adoro le brassicacee in tutte le loro forme, e ne mangerei anche a colazione :-D
E' con grande soddisfazione quindi che vi posto la ricetta di questo capolavoro creato dal mio cuoco casalingo di fiducia e, vi assicuro: leccherete il fondo della pentola!!!
Ingredienti per 4 persone
- 700 gr di broccolo siciliano
- 3 patate medie
- brodo vegetale fresco (con carote cipolla chiodi di garofano pomodoro e tanto sedano)
- olio
- peperoncino
- sale
Procedimento
- lessare in due pentole separate e in acqua salata i broccoli siciliani e le patate sbucciate e tagliate a pezzi grossolani. I broccoli vanno cotti molto bene.
- frullare o lavorare al passapomodoro i broccoli
- in una pentola di coccio, riscaldare a fiamma bassa olio e peperoncino, e aggiungere le patate lessate. Lasciare insaporire per qualche minuto.
- frullare le patate con poco brodo vegetale, aggiungere i broccoli e frullare qualche altro secondo per miscelare le verdure.
- Poco alla volta, aggiungere il brodo vegetale bollente. Poco se si vuole una bella crema densa, di più se si vuole rendere più morbida.
- versare nei piatti e aggiungere un filo di olio a crudo e crostini di pane a piacere.
Buon Appetito!!!
Costo indicativo per 4 persone: 3 euro
giovedì 10 ottobre 2013
L'ambientopatia
L'ambiente, si sa, influisce moltissimo sulla salute e sulla psiche: carattere, umore, ritmi biologici molto dipendono dalla salubrità dei luoghi in cui viviamo e dalla giusta quantità di luce naturale che i nostri tessuti assorbono.
Tutti noi abbiamo sperimentato la magnifica sensazione di benessere dopo aver trascorso una giornata all'aria aperta, e quella sgradevolissima di una intera giornata passata in un luogo chiuso, mal areato e illuminato artificialmente, seduti per ore e ore.
La differenza c'è e si sente: apatia, dolori, stanchezza visiva, mente annebbiata... sono solo alcune delle differenze che certamente ognuno di noi avrà notato.
A volte la scelta dei luoghi in cui sostiamo per pochi minuti o per diverse ore al giorno (se non per svariati anni della nostra vita) non dipende da noi. Altre voltè però, sembra che proviamo un certo sadico gusto nel peggiorare, o non voler migliorare, i luoghi che viviamo.
Che lo si faccia volontariamente per aumentare il livello di disagio proprio e altrui, o involontariamente per semplice abbrutimento, dobbiamo sempre ricordarci che un "brutto" ambiente crea sempre delle conseguenze sulle nostre persone.
Un ambiente malsano o malvestito risucchia energie, idee, voglia di fare.
Quando un datore di lavoro crea appositamente questa tipologia di ambienti credendo così di controllare meglio (o sottomettere) il personale, oppure lo fa per semplice menefreghismo perchè non gli importa molto, sta danneggiando i suoi profitti. Le persone svogliate e prive di energia difficilmente porteranno a termine i propri compiti con la cura e la rapidità di una mente più ossigenata e sana.
Purtroppo, in questi casi, chi vive questo disagio poco può fare, se non cercare di tenere in ordine i propri spazi e apportare dei minimi abbellimenti ove consentito.
Ma tutto possiamo nella scelta dei luoghi da frequentare nel nostro tempo libero: non è detto che siccome trascorriamo diverse ore al giorno in posti orribili lo dobbiamo fare sempre.
Spezzare questo circolo vizioso può aiutarci a trovare soluzioni impreviste, ci può donare guizzi d'ispirazione per cambiare in meglio situazioni che possono apparirci inamovibili. Preferire una passeggiata all'aria aperta rispetto a quella dentro un centro commerciale potrebbe spaesarci, ma a lungo andare saremo entusiasti dei benefici che trarremo.
Una bella corsa su un prato invece di quella sopra un tapis roulant è 20 volte più efficare e ossigena a fondo i nostri polmoni (e tessuti).
Le scelte sono tante, milioni di milioni, e l'ambientopatia si può sconfiggere con aria, sole, e cose belle!
martedì 1 ottobre 2013
L'uso delle parole nella pubblicità e nella comunicazione poco ecologica
Se tempo fa parlai di una reclame radiofonica nella quale ci si vantava di essere delle "fashion vittime" (cioè persone che subiscono passivamente dei danni dalla moda), oggi è salita agli onori delle cronaca la discutibilissima pubblicità di Enel, che ci vuole tutti guerrieri.
Simone Perotti (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/09/28/cara-enel-io-non-sono-guerriero/726545/) offre una eccellente riflessione su come certe pubblicità tendano a svilire le persone e inquadrarle in tristi cliché, piuttosto che a trasmettere un messaggio di disperazione e rassegnazione.
"Siamo i guerrieri della notte e delle sei di mattina, del sottosuolo, dei posti in piedi, delle tangenziali, alle prime armi, in trincee di scaffali, di scartoffie, del lavoro, dell'amore (che non guasta mai citarlo, visto che la rima cuore/amore cattura l'attenzione del pubblico da ormai 150 anni)"
Questa pubblicità usa in maniera molto impattante la parola guerrieri, ripetendola all'infinito per fissare bene il concetto che ogni giorno ognuno di noi è in lotta continua e costante contro le azioni che compie.
Il significato della parola guerra è :
contesa, discordia, questione. E ancora confondere, scompigliare (riferito al significato originario della parola tedesca warre che significa mischia, zuffa).
Azione di eserciti nemici, che si offendono in ogni guisa , avendo per fine la vittoria; o ancora, dissidio tra due Stati i quali non potendosi definire per via di giustizia, si definisce per quella delle armi. (fonte: etimo.it)
Niente di buono o gratificante quindi, dal momento che i guerrieri sono gli attori di una serie di eventi che distruggono l'armonia, la cooperazione, la comprensione del prossimo ma anche di loro stessi.
Noi saremmo guerrieri, secondo la pubblicità, per il semplice fatto di ubbidire a un sistema che ci aliena in corsie di luci artificiali piene di additivi o in code interminabili in autostrada, e volendo continuare a citare gli esempi sarebbero innumerevoli.
E qui l'Enel si sbaglia, perchè confonde i pecoroni (senza voler offendere gli ovini) che giocoforza sono costretti a fare una vita di ubbidienza al sistema con la possibilità infinita di azioni che gli stessi possono compiere nell'arco intero di una giornata (o di una vita).
Noi non siamo guerrieri, non siamo in lotta con il vicino di fila o con il pendolare che tenta di fregarci il sedile in metro. Siamo molto di più.
E quando la pubblicità utilizza parole fighe che richiamano miti hollywoodiani o battaglie del passato, pensiamoci duecento volte prima di identificarci e incasellarci in definizioni che ci tolgono energie, fantasia, vita.
Make love not war :-D
venerdì 27 settembre 2013
Biblioteche di Roma a rischio chiusura - un patrimonio da difendere
Cari lettori del Blog, che voi viviate a Roma o in qualsiasi altro comune d'Italia, è bene che sappiate che nella capitale la cultura e la formazione umanistica di grandi e piccini è cosa di poco conto.
La notizia è questa: il sindaco Alemanno aveva, con la sua precedente giunta, ridotto i fondi a 14 milioni di euro anzichè i 21 necessari. Tra smentite da parte dei diretti interessati, e conferme da parte degli "oppositori" che ora sono alla guida di Roma e ne governano le "borse", la situazione al momento non è molto chiara.
Di fatto, non è ancora certo che Marino possa o voglia annullare/emendare/rappezzare una situazione che, se mantenuta, rappresenterà di fatto la chiusura di molte delle 37 biblioteche di Roma e la riduzione di servizi efficientissimi.
Biblioteche che, attualmente, rappresentano uno dei pochi baluardi della cultura a costo zero per i cittadini romani, e che svolgono brillantemente un fattivo ruolo di raccordo tra tante realtà cittadine (basti pensare alla Biblioteca Casa dei Bimbi dove organizzano letture per i piccoli e attività propedeutiche alla lettura. Oppure al Teatro Biblioteca Quarticciolo, meravigliosa struttura dove oltre a prendere in prestito libri e multimediali, si possono gustare numerosissimi spettacoli).
Le biblioteche di Roma rappresentano un'efficientissima rete divulgativa, e un prezioso bene di ogni cittadino.
Quali che siano le decisioni delle varie giunte capitoline, invito tutti voi che leggete a mobilitarvi e diffondere questa notizia che non è salita alla ribalta delle cronache, sopraffatta da ben altra spazzatura mediatica.
Se vi è possibile, girate questo post, e se siete di Roma, recatevi presso la biblioteca a voi più vicina e partecipate alla raccolta firme organizzata dai dipendenti.
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_settembre_22/biblioteche-crisi-fondi-roma%20-2223243402796.shtml
http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/09/18/news/biblioteche-66836852/
http://www.dazebaonews.it/roma-news/item/21018-biblioteche-di-roma-a-rischio-per-i-tagli-della-giunta-alemanno-primi-impegni-del-comune
lunedì 9 settembre 2013
Soliti deliri post ferie - estate 2013
Quest'anno le ferie sono state per me davvero aspettate con ansia e, soprattutto, estrema stanchezza.
Stremata da un anno e mezzo di incertezze contrattuali (non ancora risolte), lontana dal mio amatissimo mare da oltre due anni, non facevo una vacanza come si deve da almeno tre anni.
E per come si deve intendo staccare la spina per 15 benedettissimi giorni, tra bagni di sole e riposo quasi assoluto.
Sono partita con una situazione a dir poco pessima, dove avevo, in ordine sparso, pesanti mal di testa, sensazione di spossatezza immotivata e depressione mattutina, forti dolori agli occhi con conseguente diminuzione dell'acutezza visiva a partire da metà giornata (a causa della costante illuminazione artificiale e al pc 9 ore al giorno), colorito giallastro, gambe piedi e braccia pallidi, compulsione mangiare in continuazione snack frutta caramelle e altro, dolori articolari da scarsa inattività, orecchie e naso chiusi (dovuti all'aria condizionata dell'ufficio), sensazione di sentirsi in trappola, rinchiusa troppe ore in una scatola senza finestre.
Durante le vacanze, e alla fine di esse, molti di questi acciacchi e brutte sensazioni se ne sono semplicemente andate, diluite forse nell'acqua di mare o disciolte dal calore del sole.
Non mi sono sorpresa di notare che il mal di testa è scomparso o che gli occhi non mi fanno più male (garantendomi inoltre acume visivo), così come non mi ha sorpreso la possibilità di respirare finalmente a naso libero aria pulita e a... temperatura ambiente.
Mi sono sorpresa invece a pensare qual'è il motivo per il quale per 50 settimane all'anno mi sottopongo a una tortura senza fine che mi toglie energie e idee, che lentamente mi ammala e sottrae forza ai miei sensi, e che lascia una patina di apatia anche sulle mie connessioni cerebrali.
Certo, c'è la casa da mantenere e il mutuo da pagare, ma è davvero sufficiente questo motivo per incatenare la mia vita a luoghi di lavoro o lavori incompatibili con la fisiologia e la psiche umane?
Per fortuna, o per disperazione, ho avuto molte distrazioni che mi hanno distolta da queste considerazioni che sono decisamente molto profonde.
Per elencarne qualcuna, potrei parlarvi del fatto che in ferie guardo la tv, e che leggo tutte le rivistacce femminili che durante l'anno non guardo nemmeno. Lo faccio per documentarmi, e anche per arrabbiarmi un pochino.
Ho riscoperto così che il caro Banderas, idolo della mia gioventù, spergiura a chiunque lo voglia stare ad ascoltare che lui prepara la crema al cioccolato Ogni Giorno. Tralasciando il fatto che da quando la "prepara lui" a quando la "mangiamo noi" potrebbero passare anche diversi mesi, ma tanto chi vuoi che ci faccia caso, quando un testimonial d'eccezione come il bell'Antonio ci dice con voce suadente di esser diventato un sincero pasticciere?
Vorrei anche parlarvi della noia mortale che il 98% degli articoli letti nelle riviste ha suscitato in me, ma invece vi parlerò del solito lavaggio del cervello estivo su quanto sia figo indossare pellicce che stanno male anche addosso alle supermodelle e di quanto trucco io abbia visto addosso a bambine meno che minorenni per pubblicizzare i nuovi capi baby per l'autunno inverno. C'è qualcosa di più perverso del mascherare un bimbo (di solito sempre femmine) e strappargli l'infanzia dal viso pur di vendere di più?
Per il momento, concludo i deliri.
Sono al primo giorno di lavoro, e mi è già tornato il mal di testa...
lunedì 19 agosto 2013
Lo strano caso della borsetta negata a mezzogiorno
E' un caso che ha angosciato per almeno una settimana l'intera popolazione mondiale che si dedica abitualmente a farsi gli affari degli altri invece che i propri.
Si è gridato al razzismo, allo scandalo, si sono lanciati strali contro l'incompetenza professionale della commessa che avrebbe compiuto il fattaccio, i giornali ne hanno fatto un caso (quasi) da prima pagina...
Addirittura l'ente svizzero del turismo è intervenuto chiedendo la testa della povera malcapitata e presentando ossequiose scuse alla rana dalla bocca larga che, molto signorilmente, avrebbe fatto più bella figura a starsi zitta una volta tanto.
Qualora qualcuno su questo lato del globo ancora non sapesse, Oprah Winfrey ha raccontato di essere stata vittima di un episodio di razzismo quando, entrata in una boutique di lusso, avrebbe chiesto di vedere una borsetta da 29.000 euro circa e la commessa si sarebbe rifiutata.
Al di là dell'inutilità di tanto clamore e del falso perbenismo che pervade la gente che si scandalizza per la "povera" Winfrey, ci fosse stata una testata o una testa pensante che ha fatto commenti sul prezzo della borsetta. Che era di coccodrillo e che, per l'appunto, costava 29.000 euro.
Il rispetto per le persone deve essere il medesimo sia se abbiamo di fronte un senzatetto che la persona più ricca del mondo, ma avrei empatizzato molto di più con la signora Winfrey se fosse caduta in terra e nessuno le avesse prestato soccorso.
Invece, con il simpatico episodio di una borsa oscenamente cara e crudelmente (in)utile (ditemi voi che bisogno c'è di scuoiare un coccodrillo per farne borse), la famosa riccona d'oltreoceano ha voluto:
1) creare un caso mediatico sul quale ci ricamerà per almeno tre mesi
2) evidenziare il suo status sociale sottolineando che lei può permettersi ben altro che una robina con quel misero prezzo (se lo ricordino tutti quelli che hanno gridato allo scandalo e guadagnano 1000 euri al mese)
3) far presente che lei è una persona di colore e che nella vecchia Europa c'è ancora chi discrimina i neri. Cara signora, in Europa si discrimina chiunque, stia tranquilla che nel caso sarebbe stata in buona compagnia.
La classe e la signorilità non sono acqua, e non bastano tutti i soldi di questo mondo per ottenerla, altro che borsetta di pelle!










